ven. Set 17th, 2021

L’obiettivo è mettere in commercio un aereo a idrogeno nel 2035. Il gruppo sollecita una partecipazione di università e industrie italiane

Airbus invita l’Italia a impegnarsi e collaborare al progetto «emissioni zero» nell’aviazione, che punta a utilizzare l’idrogeno come carburante pulito per gli aerei. La «chiamata all’azione al mondo italiano» è messa in chiaro da Grazia Vittadini, ingegnere aeronautico, laureata al Politecnico di Milano, chief technology officer e componente dell’«executive committee» del gigante europeo dell’aerospazio da maggio 2018.

Vittadini è stata a Roma per incontri «istituzionali», non dice con chi. Incontra Il Sole 24 Ore insieme al responsabile delle attività di Airbus in Italia, Serafino D’Angelantonio. Gli ambiziosi progetti del gruppo puntano alla decarbonizzazione dell’aviazione commerciale entro il 2050. Il trasporto aereo resta uno dei settori più difficili dai quali eliminare le emissioni di carbonio. Perché il kerosene, di origine fossile, è il carburante più efficiente ed economico per gli aerei.

«L’elettrificazione di per sé al momento non soddisfa i nostri requisiti. Resta importante sui nostri aerei e soprattutto elicotteri, ma ci sono limitazioni per il peso delle batterie. Ci siamo chiesti quale altro mezzo ci consentirebbe di volare a emissioni zero. L’idrogeno è interessante perché è veramente zero emissioni, anidride carbonica zero. Il Tupolev 155 ha volato con l’idrogeno…».

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