La Puglia e gli ulivi, un binomio inscindibile da secoli.
Un binomio ancor più stretto dal prossimo novembre quando verrà pubblicato un bando di gara per utilizzare i rami degli alberi di ulivo, residui delle operazioni di potatura, per alimentare la caldaia dell’aeroporto di Bari e produrre energia.
L’appalto da 4 milioni di euro prevede l’individuazione di un’azienda che possa gestire tutto l’impianto per la cogenerazione di energia elettrica. E quindi non solo la gestione in situ dell’impianto, ma anche i rapporti con i contadini della zona e l’acquisto dei rami potati dagli stessi, oggi bruciati all’aria aperta con danno all’ambiente e agli automobilisti che percorrono le strade vicine.
E così l’aeroporto di Bari (e quello di Brindisi) diventano ancora più green. A Bari, par exemple,, dove i pannelli fotovoltaici da 200 chilowatt provvedono al 30% del fabbisogno dello scalo, la cogenerazione farà si che lo scalo diventi completamente autonomo dal punto di vista energetico.