Archivos de la categoría: Planetas

Terremotos: La Tierra se está rompiendo?

 

Sta accadendo qualcosa di strano sulla nostra Terra. Per Gheorghe Marmureanu, sismologo romeno di fama internazionale, quest’anno “ci sono terremoti troppi forti” non spiegabili dalla scienza.

Analizzando i dati del US Geological Survey (USGS) si nota come il numero dei terremoti di magnitudo compresa tra 6,0 y 9,9 della scala Richter nel periodo 1 Enero – 12 Octubre 2011 ha raggiunto il suo livello più alto in 20 edad (185 terremoti nel 2011 de 151 dello stesso periodo del 2010).

Magnitude2000200120022003200420052006200720082009201020112012

8.0 to 9.9

1

1

0

1

2

1

2

4

0

1

1

1

2

7.0 to 7.9

14

15

13

14

14

10

9

14

12

16

23

19

5

6.0 to 6.9

146

121

127

140

141

140

142

178

168

144

151

185

50

5.0 to 5.9

1344

1224

1201

1203

1515

1693

1712

2074

1768

1896

2104

2276

679

Quest’anno il fenomeno è ancora più drammatico: nei primi 5 mesi dell’anno si sono verificati ben due terremoti superiori all’8° grado (evento molto raro) e ben 50 terremoti compresi tra il 6° e il 6.9°.

Marte: todavía trazas de agua

Mars Express ha devuelto las imágenes de una región en el Planeta Rojo parece haber sido tallado por el líquido que fluye. Esto añade una confirmación más de que en el pasado Marte tuvo grandes volúmenes de agua en su superficie. La 21 Junio ​​del año pasado, Mars Express fotografió una cuenca gigante en las llanuras del norte del planeta. Acidalia Planitia región es tan grande que se puede ver desde la Tierra por los astrónomos aficionados.

Las fotografías cubren una parte del borde occidental de la región, donde algunos de los numerosos valles muestran signos sutiles de drenaje. La presencia de profundos valles, con sus afluentes, en forma de pequeños valles de la región muestran que es probable que se han formado mediante un proceso llamado que se produce cuando la erosión en la base de un acantilado de usar suaves capas de material.

Las imágenes también muestran defectos en la corteza de Marte, que se extiende hacia la región de la Fosa Ideo. Incluso en este caso, el agua puede haber jugado un papel vital en la exposición de las reservas subterráneas, posiblemente la formación de lagos en los cráteres cerca de.

Sedimento aparente que cubre los pisos de algunos cráteres viejos una vez más indican la presencia de agua superficial.

En algunos casos, valles comienzan en el borde de los cráteres, lo que sugiere que el agua ha sido liberado de la tierra circundante.

Algunos cráteres más recientes se observan en las áreas centrales de la imagen. Su edad relativamente joven se demuestra por la falta de erosión y por el hecho de que están por encima de las formaciones antiguas.

ESA Prensa

 

Arriva HARPS: podemos saber si estamos solos en el universo?

Después de otro proveedor de planetas Kepler fue lanzado. Se llama HARPS (Radial de Alta Precisión Buscador de Planetas por Velocidad)y un espectrógrafo instalado en el Telescopio Nacional Galileo en el Roque de los Muchachos en las Islas Canarias, en España.

El espectrógrafo, diseñado para buscar y caracterizar planetas extrasolares similares a la Tierra, examina el hemisferio norte (en particular, el área del cielo ocupada por la constelación de Cygnus y Lyra)a diferencia de su hermana, que busca en ESO en lugar de una parte del cielo del sur.

El Presidente del Instituto Nacional de Astrofísica, Giovanni Bignami, entusiasta, dice: "Estoy especialmente satisfecho de que se ha abierto HARPS-N, una herramienta que permite a la comunidad astronómica y astrofísica italiana a participar activamente en un área importante de investigación, el tipo de investigación y análisis de los planetas extrasolares ".

El proyecto HARPS-N es coordinada por un consorcio internacional liderado por el Observatorio de la Universidad de Ginebra, participan en el Instituto Nacional de Astrofísica, Lo Harvard Smithsonian Astrophysical Observatory, el Observatorio del Harvard College y los orígenes de la Iniciativa de la Universidad de Harvard vida en los EE.UU., y las universidades de San. Andrews y Edimburgo y la Universidad de Queen en Belfast en el Reino Unido.

Planeta Tierra: proporcionan un desglose 40 años?

40 años, quando l’elettronica era ai primordi e i computer occupavano interi stanzoni, un gruppo di ricercatori del MIT aveva previsto fenomeni attuali come l’aumento del prezzo del petrolio, la perdita di biodiversitae la nascita di una mentalità ecologica globale.

Il rapportoThe Limits of Growthaveva previsto un collasso dell’economia a causa dell’incredibile sfruttamento delle risorse intorno al 2030.

All’epoca il libro ebbe un successo enorme, con más de 12 milioni di copie in piu’ de 30 países, ma fu accolto dal mondo scientifico con molto scetticismo.All’epoca il lavoro fu bersagliato dalle critiche, oggi invece tutte le ricerche dicono che gli autori avevano ragione. Gli autori principali, Donella e Dennis Meadows e Jorgen Randers, hanno pubblicato due revisioni del rapporto, en 1993 y 2006, che hanno confermato le previsioni.

Anche un lavoro del fisico australiano Graham Turner ha dimostrato nel 2010 come gli andamenti delle variabili esaminate nel 1972 siano stati perfettamente rispettati almeno fino al 2000. L’Ocse ha affermato che per il 2050 vivremo in un mondo in cui le risorse vengono continuamente depredate, e che c’e’ “un urgente bisogno di pensare in modo nuovo”.

Aurore boreali: También existen en Venus

Il nostro Sistema solare ha in serbo ancora molte sorprese.

Prendiamo Venere: dagli anni ’60 si sa che è quasi privo di campo magnetico, il che significa, por ejemplo, niente aurore polari. E invece sì, in realtà sono possibili. Ce lo dicono gli ultimi dati della sonda spaziale Venus Express dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), riportati sulle pagine di Science.Analizzati dal team di Tielong Zhang, astrofisico dell’Università della Scienza e della Tecnologia della Cina e Principal Investigator del Venus Express Magnetometer (MAG), i dati dicono per la precisione questo: il comportamento del gas ionizzato e del debolissimo campo magnetico di Venere è quello caratteristico della cosiddetta riconnessione magnetica.

Ahora, questa riconnessione magnetica è proprio il fenomeno alla base delle aurore polari, ed ecco perché: il vento solare (cioè il flusso di particelle cariche provenienti dal Sole) sposta il campo magnetico dei pianeti, comprimendolo da un lato e tirandolo come una sorta di elastico dall’altro. Quando l’elastico viene rilasciato, e dunque il campo magnetico torna al suo stato naturale, viene liberata una grande quantità di energia. Questa energia accelera gli elettroni verso gli strati più alti dell’atmosfera, dove si formano gli spettacolari giochi di luce.Fenomeni di riconnessione sono stati osservati nelle magnetosfere di quei pianeti caratterizzati da un forte campo magnetico: Mercurio, Júpiter, Saturno, oltre alla nostra Terra.

De CO2 y el clima: existe una correlación

Alcuni scienziati inglesi, in uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature, hanno messo in dubbio il fatto che sia stato il surriscaldamento del pianeta a provocare l’aumento della Co2. Il documento, che la rivista ha pubblicato mercoledì scorso, ha vaste implicazioni per la scienza del clima , perchè la questione è il cavallo di battaglia di quella corrente scientifica di scettici che negano ci sia un legame tra il carbonio presente nell’atmosfera e il riscaldamento globale.

Alla luce della nuova ricerca, appare come sia estremamente probabile che l’immissione di gas serra in atmosfera contribuisca alla fusione del permafrost e al surriscaldamento delle acque marine. “Questo studio dovrebbe mettere a tacere una volta per tutte la falsa affermazione che l’aumento di anidride carbonica sia stata una conseguenza passiva ad un aumento delle temperature globali“, dice Mark Maslin, professore all’University College di Londra.

“Lo studio, inoltre – aggiunge Maslin – dimostra che il riscaldamento globale può essere amplificato dal rilascio di Co2 prodotto dal disgelo del permafrost, che provoca la decomposizione della materia organica contenuta al suo interno con il conseguente rilascio del gas. Quindi lo studio, continua lo scienziato, dimostra la stretta correlazione tra aumento della Co2 prodotta dalla combustione fossile ed il riscaldamento globale con il conseguente cambiamento climatico. Siamo di fronte ad una vera e propria rivoluzione copernicana, in quanto lo studio sostiene che l’aumento dell’anidride carbonica in atmosfera, millones de años, contribuì all’innalzamento della temperatura sul nostro pianeta“.

Fuente: meteoweb