Archivi per la categoria ‘Tecnologie’

L’Isaf, il contingente della Nato in Afghanistan, ha chiesto al comando dell’Alleanza di poter disporre di aerei radar Awacs da utilizzare nelle operazioni contro i talebani.

Secondo quanto hanno riferito fonti del quartier generale alleato di Bruxelles, la richiesta, venuta dal comandante dell’Isaf generale David McKiernan, è «attualmente allo studio». Le fonti non hanno precisato quanti siano gli aerei di cui l’Isaf avrebbe bisogno.
La Nato dispone in Europa di 18 17 Awacs di tipo ‘E-3A’, costruiti dalla Boeing e dotati dei più moderni sistemi per la sorveglianza elettronica.

I talebani e Al Qaeda non dispongono di velivoli che gli Awacs potrebbero intercettare. Gli aerei radar dovrebbero essere utilizzati per la trasmissione rapida di informazioni tattiche alle unità sul terreno per meglio coordinare le loro operazioni.
Intanto le forze di sicurezza afghane hanno ucciso un militante talebano che i ribelli avevano di recente nominato ‘governatore’ della provincia nord occidentale del Faryab.

In questa zona solitamente pacifica alla frontiera con il Turkmenistan, l’influenza dei talebani sull’amministrazione e molto cresciuta negli ultimi mesi. Secondo quanto dichiarato dal generale Khalilullah Andarabi, capo della polizia provinciale, il ‘governatore’ Abdul Hamid Akhundzada, rientrato di recente dal Pakistan, è stato ucciso in un raid scattato a seguito di una soffiata ricevuta ieri notte.
Durante l’operazione sono rimasti uccisi anche un altro ribelle ed un bambino.

Infine c’è ancora paura per la strage sfiorata ieri in Afghanistan dopo che il ‘Lince’ sui cui viaggiavano i due militari italiani rimasti feriti – uno dei quali è tornato a casa ieri notte, è stato centrato da un solo razzo, che non è esploso del tutto e ha impattato sullo spigolo superiore del mezzo. Solo pochi centimetri più in là, e le conseguenze sarebbero state molto, molto più gravi.
La pattuglia di ‘Fucilieri dell’aria’, composta da due squadre di 5 uomini, su due Vtlm Lince, era impegnata in una perlustrazione ‘anti-rocket’ intorno all’aeroporto di Herat, dove in passato sono state trovate postazioni di mortaio e di lanciarazzi di fabbricazione cinese.

È un’attività, spiegano da Herat, che viene svolta ogni giorno e che è affidata a questo nuovo reparto dell’Aeronautica, specializzato proprio nella vigilanza delle basi.
All’improvviso, il primo dei due Lince viene colpito da un Rpg, che però finisce contro lo spigolo superiore del mezzo e non esplode completamente: il veicolo sobbalza, vetri e schegge feriscono i due fucilieri, ma sarebbe andata molto peggio, viene sottolineato, se il razzo avesse centrato il parabrezza, che non avrebbe retto. L’energia cinetica dell’Rpg si è invece scaricata tutta sul mezzo, fabbricato per resistere alle mine, ma che ha dimostrato di sopportare anche questo tipo di impatto. Al razzo hanno fatto seguito raffiche di kalashnikov, che però non hanno centrato l’obiettivo.

Chi indaga sull’attentato ha già compiuto più sopralluoghi sul posto, anche con l’ausilio di artificieri, per poter raccogliere elementi utili ad individuare i responsabili.

Fonte: Corriere.com

La Puglia raggiunge un ulteriore traguardo verso la prossima costituzione del suo Distretto dell’Aerospazio

Venerdi 30 maggio, con l’inaugurazione a Brindisi dei nuovi laboratori della Optel, la Puglia raggiunge un ulteriore traguardo verso la prossima costituzione del suo Distretto dell’Aerospazio.
All’inaugurazione di questi avanzati laboratori di R&D, che rappresentano senza dubbio un punto di forza del nascente Distretto, saranno presenti il Presidente del Cnr Luciano Maiani, il Direttore generale del ministero della Ricerca, Luciano Criscuoli, il Direttore tecnico di Finmeccanica, Claudio Chierici, il Rettore dell’Università del Salento, Domenico Laforgia, il Governatore della Puglia, Nichi Vendola, oltre ai vertici di Optel, Provincia, Comune e Cittadella della Ricerca.

La Puglia è già oggi una delle regioni italiane in cui il settore avio-spaziale è più fiorente, grazie tanto alla qualità della ricerca quanto alla capacità manifatturiera.
La regione conta, infatti, sulla presenza di player nazionali/internazionali (come Alenia, Avio, Agusta Westland, SSI-Elsag) e di un vasto, dinamico tessuto dell’indotto, costituito da centinaia di piccole e medie imprese e alcune migliaia di unità lavorative: 2.700 di queste nella sola provincia di Brindisi, che vanta un’antica tradizione nel settore aeronautico, risalente agli anni 30.

Le attività vanno dalla costruzione di aerei ed elicotteri alla lavorazione e sviluppo di materiali (metallici e carbonio), dalla meccanica di precisione alla motoristica, montaggi e ricambistica, dai trattamenti speciali alla revisione e trasformazione dei velivoli.

Importanti prospettive di crescita sono ora legate da una parte ai piani di investimento di Finmeccanica, della Boeing e del Consorzio Airbus, e dall’altra alla nuova centrale di pronto intervento umanitario dell’Onu a Brindisi.

A Brindisi, e precisamente nella Cittadella della Ricerca (parco scientifico tecnologico ricco di una trentina di strutture pubbliche e private, attive in settori diversi, dal biomedicale ai nuovi materiali), ha la sua base operativa il Consorzio Optel (direzione amministrativa a Roma), partecipato da realtà quali Thales Alenia Space, Galileo Avionica, Selex Sistemi Integrati, Cnr, Università del Salento, e specializzato in tecnologie (apparati radar e sensori) per l’opto elettronica, la microelettronica e i microsistemi destinati al settore aerospaziale, telecomunicazioni, ambiente.

Fonte: Villaggio Globale

Ormai lo spazio è terreno fertile, non solo per le grandi potenze, ma anche per i piccoli paesi.

Ed ecco allora Vinasat-1, primo satellite di provenienza Vietnamita lanciato dalla base di Korou (Guyana francese).

Il progetto, seppur con partecipazione Lockheed e Ariane, ha assunto notevole rilevanza nello stesso Vietnam.

Nguyen Tan Dung, primo ministro vietnamita, ha affermato che il lancio di questo satellite contribuisce alla crescita e al prestigio internazionale del Vietnam, fornendo così servizi di banda satellitare in gran parte dell’Asia, tra cui Vietnam, Laos, Cambogia, Tailandia, Malesia, Cina e perfino la stessa Australia.

Il satellite, costato oltre 200 milioni di dollari, servirà ad abbattere gli ingenti costi di “noleggio” pagati dallo stesso Vietnam per l’utilizzo di satelliti di paesi quali Singapore o Thailandia.

In rete circola il seguente video:

Voi cosa ne pensate?



SkyEurope Airlines batte un nuovo record di risparmio carburante con un volo record di 9.101 km senza rifornimento, tra Seattle e Bratislava. Il volo rientra in una strategia promozionale sui Boeing 737, aeromobili sui quali la low cost ha investito in modo significativo. Infatti nel 2007 le saranno consegnati 10 nuovi aerei gradualmente messi in servizio nelle basi di Bratislava, Budapest, Cracovia, Praga e Vienna

Fonte: TTG Italia

ROMA – Nel 1961 Yuri Gagarin è il primo essere umano ad orbitare intorno alla Terra. Nel 1963 Valentina Tereshkova compie una missione di tre giorni a bordo di una navicella: è la prima astronauta della storia. Tanta strada è stata fatta da quel giorno. L’ultima missione risale allo scorso 4 luglio e per tredici giorni un equipaggio formato da quattro astronauti e due astronaute ha viaggiato nello spazio su un Discovery. Ormai è routine. Ma uomini e donne protetti dal buio dello spazio e accarezzati dalle stelle cosa fanno quando è ora di andare a dormire? É curioso scoprire a come non sia affatto facile scambiarsi anche un semplice abbraccio in assenza di gravità. Figuratevi il resto. A teorizzare possibilità e controindicazioni del sesso nello spazio ha pensato Jim Logan, fisico della Nasa, durante la conferenza NewSpace 2006, tenutasi lo scorso fine settimana a Las Vegas e sponsorizzata dalla Space Frontier Foundation.


Le tute “2suit”
(progetto di Vanna Bonta)

Tanto per cominciare bisogna non dimenticare alcuni problemi pratici: il sesso nello spazio potrebbe essere più caldo e più umido di quello sulla Terra dato che in assenza di gravità il calore corporeo non viene disperso. Gli scienziati hanno dimostrato che il corpo ha una maggiore sudorazione nella microgravità e il mix di sudore e umidità potrebbe creare tante piccole gocce galleggianti nell’ambiente.

E ancora: la fisica dell’assenza di gravità comporta inoltre la fluttuazione dei corpi, ecco dunque che il più romantico bacio risulterebbe impossibile nello spazio e si dovrebbe ricorrere ad ingegnose soluzioni come l’ancoraggio del corpo alle pareti o al corpo dell’altro tramite delle tute speciali. C’è già chi, come la scrittrice americana Vanna Bonta, ha progettato il modello adatto: “2suit”. Si tratta di due tute leggerissime, in velcro e zip, con il lato interno quasi trasparente per poter permettere un maggior contatto fisico. Ultimo fra i problemi, ma sicuramente non per importanza, potrebbe essere quello dell’erezione: in spazi di microgravità la pressione sanguigna è molto bassa e questo potrebbe comportare una leggera diminuzione della misura del pene.

“La fantasia – spiega ancora Logan – potrebbe essere molto superiore alla realtà ma nonostante questo inconveniente il sesso spaziale, così come altre attività biologiche nello spazio, potrebbero essere cruciali all’umanità”. Potrebbe diventare nei prossimi secoli una frontiera da superare per evitare – sostiene qualcuno – addirittura l’estinzione della razza umana. “Il sesso a gravità zero non è solo una buona idea ma è sopravvivenza”, sostiene la scrittrice Laura Woodmansen che nel libro
Sex in space tratta tutti gli aspetti della creazione: dal concepimento alla nascita del bambino spaziale.

Ma a ridimensionare le teorie della Woodmansen ci sono gli scienziati: la possibilità di portare a termine una gravidanza nello spazio per il momento è nulla. A partire dalla ventiseiesima settimana di gestazione la gravità è infatti un elemento fondamentale alla formazione della struttura scheletrica del feto. Questo potrebbe costituire un limite invalicabile anche per le teorie della colonizzazione del sistema solare e come unica soluzione gli scienziati prevedono la costruzione di ambienti a gravità artificiale. Alcuni anni si era stato ipotizzato un interesamente della Nasa su questo tema , con l’avvio di uno studio sul comportamento sessuale durante una missione nello spazio. Ma non vi furono conferme e lo stesso Logan, oggi, smentisce qualsiasi tipo di relazione fra la Nasa e le teorie del sesso spaziale.

Ma se non siete astronauti e desiderate passare una notte nello spazio fra le braccia del vostro amato, qualche speranza c’è. La Bigelow Aerospace, per esempio, ha progettato la prima camera da letto spaziale. Proprio la scorsa settimana è stata lanciata nello spazio una navicella con una stanza in miniatura, un modellino di quattro metri di larghezza che rappresenta in scala quello che sarà il primo resort spaziale composto da tante piccole stanze separate. La Genesis I, questo il nome della navicella, è partita sgonfia e si è gonfiata a 550 chilometri dalla Terra. Stando alla Bigelow, proprio grazie a questo sistema si potranno lanciare nello spazio, senza preoccuparsi del peso della struttura, coppie in cerca di nuovi orizzonti. L’idea dell’albergo nello spazio – parttorità dal multimilionario americano Robert Bigelow, già proprietario di una catena alberghiera – è ambiziosa. Lui promette di realizzarla nei prossimi anni. Intanto è possibile partecipare al lancio del secondo modellino, il Genesis II, mettendo una propria foto al suo interno per soli 300 dollari.


(25 luglio 2006)

Fonte: Repubblica

A poche ore dal vertice sul clima di Bruxelles si discute sui modi per attenuare gli effetti del riscaldamento globale (basti pensare che un anno più caldo di questo non ricorre da oltre 200 anni!).

Ci sono diverse soluzioni per trovare una risposta al surriscaldamento globale:

  • I realisti: che vedono nell’uomo e nel suo progresso uno dei più grandi BATTERI della Terra. La stessa Angela Merkel ha detto che “c’e’ ancora molto lavoro da fare”. La Merkel proporrà infatti un piano per ridurre ”almeno del 20%” entro il 2020 le emissioni di gas ad effetto serra, rispetto ai livelli del 1990, con l’impegno di salire al 30% se altri Paesi industrializzati seguiranno l’esempio europeo”. Ma quanti paesi saranno daccordo a questa proposta? Quanti paesi sarebbero disposti a rinunciare allo sviluppo? Lo vedremo domani…
  • I “visionari”: Ossia coloro che vedono nel riscaldamento globale un male necessario in cui l’uomo non ci può far nulla, una specie di sviluppo obbligato… tanto la terra ha sempre attraversato fasi di picchi di caldo e picchi di gelo, quindi prima o poi tornerà il gelo vero? Non considerano però il fatto che un incremento così alto in così poco tempo non si è mai visto sulla terra…
  • Gli “ufologi”: tipo il Ministro della Difesa del Canada in carica negli anni ’60 Paul Hellyer, che ha invitato i governi del mondo a dire tutto quello che sanno sugli UFO e sulle loro tecnologie perchè ciò basterà a salvare il pianeta dal riscaldamento globale.

Ma sarà proprio così? Basterà una tecnologia aliena a salvare il pianeta? E se gli stati fossero in contatto con gli ufo perchè non utilizzano queste tecnologie?

O forse solo gli Stati Uniti sono in contatto con gli Ufo? E forse è questo il motivo per il quale non hanno ratificato il protocollo di Kyoto… far innalzare la temperatura e al momento giusto vendere per oro la tecnologia agli altri stati bisognosi, proprio quando il petrolio comincerà a scarseggiare…

CHI VIVRA’ VEDRA’…

G.M.


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