Category Archives: Tecnologie

I “cerchi nel grano” di Google

Google celebra oggi i cerchi nel grano, forse uno dei misteri tuttora inspiegabili.

image

Il 15 Settembre 1985 la famiglia McMurray avvistò una navicella aliena con luci lampeggianti e strani movimenti. La mattina dopo nei campi di grano del paese venivano ritrovati degli strani cerchi nel grano. Da allora il numero di cerchi nel grano è aumentato sempre più e, seppur molti sono artificiali, tanti sono ancora inspiegabili.

Alcuni hanno forme circolari, altri forme complessissime e difficili da realizzare in una sola notte. Alcune teorie vogliono che i cerchi siano formati in seguito dall’atterraggio di dischi volanti sui campi di grano. La cosa interessante è notare come, dove essi si formano, le spighe sono soltanto piegate e non spezzate e, talvolta, si osservano strane mutazioni genetiche.

PREDATOR: primo trasferimento guidato via satellite tra due basi aeree

predator Lunedì 3 agosto un aeromobile a pilotaggio remoto Predator dell’Aeronautica Militare atterrerà sulla base di Decimomannu, in Sardegna, guidato tramite collegamento satellitare dalla base madre del 32° Stormo di Amendola (Foggia).

L’operazione, denominata ‘Shardan 2009’, che si concluderà venerdì 7 agosto, consentirà di testare per la prima volta la capacità di condurre missioni controllando il velivolo da distanze remote. L’occasione servirà anche come valido test per tutto il sistema del controllo e gestione dello spazio aereo nazionale, militare e civile, chiamato a condividere la nuova importante realtà rappresentata dai velivoli a pilotaggio remoto.

Il Predator A, nella nuova versione aggiornata, arriverà in tarda mattinata, dopo un volo di circa 8 ore, a Decimomannu, utilizzando un apposito corridoio aereo per dirigersi sulla Sardegna. Una volta giunto nei pressi dell’aeroporto sardo, il controllo del velivolo verrà passato ad una stazione di terra che si occuperà unicamente della fase di atterraggio.

Fino ad oggi, in Italia, come accaduto recentemente al G8 a L’Aquila, il velivolo Predator ha operato solo dall’aeroporto militare di Amendola, dove ha sede il 28° Gruppo, unico Reparto dell’Aeronautica Militare ad essere equipaggiato con velivoli a pilotaggio remoto (UAV – Unmanned Aircraft Vehicle). Stessa situazione in Afghanistan: il Predator è attualmente impiegato con compiti operativi di sorveglianza e ricognizione, decollando ed atterrando dalla base aerea di Herat, sede della Joint Air Task Force dell’ISAF.

Con l’atterraggio a Decimomannu l’Italia diviene l’unica nazione in ambito europeo a sviluppare la capacità di operare “da remoto” con velivoli come il Predator. Tale capacità sarà utilizzata al più presto per controllare dall’Italia il velivolo in Afghanistan, anche nell’ottica di rispondere tempestivamente alle disposizioni del Ministro La Russa tese ad incrementare la copertura dei Predator alle nostre truppe. Inoltre, potrà servire nel futuro per rispondere con maggiore tempestività e flessibilità ad esigenze operative di sorveglianza e ricognizione anche in campo nazionale (grandi eventi, controllo dell’immigrazione, controllo ambientale).
Il Predator, nelle operazioni svolte in Iraq ed in quelle ancora in corso in Afghanistan, ha effettuato oltre 5.000 ore di volo.

In campo nazionale, dopo un primo impiego nell’ambito del Vertice Italia – Russia del 2007 a Bari, è stato inserito tra gli assetti aerei messi in campo dall’Aeronautica Militare per concorrere alla sicurezza del G8 de L’Aquila.

Comunicato Aeronautica Militare

DEMA entrerà nel CIRA

aereo E’ imminente l’ingresso nella compagine societaria del CIRA (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali) della DEMA (Design Manufacturing) SpA, azienda italiana che dal 1993 opera nel settore aerospaziale. «L’operazione – reita un comunicato congiunto di DEMA e CIRA -nasce dalla necessità di carattere strategico di promuovere attività di ricerca applicata e innovazione tecnologica per poter conquistare e mantenere quote sempre più rilevanti sui mercati internazionali. Grazie a questa nuova partnership DEMA potrà, infatti, portare avanti lo sviluppo di attività produttive tecnologicamente avanzate in questo settore, sfruttando le conoscenze derivanti dalle attività di ricerca e di sperimentazione del CIRA».

Si consolida, così,un rapporto di collaborazione avviatosi qualche tempo fa con la firma di un accordo quadro per lo sviluppo di tecnologie applicabili alla prossima generazione di sistemi aeronautici e spaziali, e lo sviluppo congiunto di programmi per la realizzazione di dimostratori di volo.
«Allo scopo di rendere ufficiale l’ingresso di DEMA tra i soci CIRA, di presentare nel dettaglio i diversi ambiti di competenza del CIRA e individuare così ulteriori aree di interesse e opportunità di collaborazione tra le due società, – informa il comunicato – il prossimo 30 marzo, presso la sede del centro di ricerche si terrà un incontro tra una delegazione di DEMA, guidata dal suo presidente e AD, Vincenzo Starace, e i vertici CIRA tra cui il neo direttore generale, Leopoldo Verde e il responsabile del settore "Sviluppo Opportunità di Business", Massimo Cavaliere».

Fonte: Dedalonews

Gli aerei Awacs saranno usati contro i talebani

L’Isaf, il contingente della Nato in Afghanistan, ha chiesto al comando dell’Alleanza di poter disporre di aerei radar Awacs da utilizzare nelle operazioni contro i talebani.

Secondo quanto hanno riferito fonti del quartier generale alleato di Bruxelles, la richiesta, venuta dal comandante dell’Isaf generale David McKiernan, è «attualmente allo studio». Le fonti non hanno precisato quanti siano gli aerei di cui l’Isaf avrebbe bisogno.
La Nato dispone in Europa di 18 17 Awacs di tipo ‘E-3A’, costruiti dalla Boeing e dotati dei più moderni sistemi per la sorveglianza elettronica.

I talebani e Al Qaeda non dispongono di velivoli che gli Awacs potrebbero intercettare. Gli aerei radar dovrebbero essere utilizzati per la trasmissione rapida di informazioni tattiche alle unità sul terreno per meglio coordinare le loro operazioni.
Intanto le forze di sicurezza afghane hanno ucciso un militante talebano che i ribelli avevano di recente nominato ‘governatore’ della provincia nord occidentale del Faryab.

In questa zona solitamente pacifica alla frontiera con il Turkmenistan, l’influenza dei talebani sull’amministrazione e molto cresciuta negli ultimi mesi. Secondo quanto dichiarato dal generale Khalilullah Andarabi, capo della polizia provinciale, il ‘governatore’ Abdul Hamid Akhundzada, rientrato di recente dal Pakistan, è stato ucciso in un raid scattato a seguito di una soffiata ricevuta ieri notte.
Durante l’operazione sono rimasti uccisi anche un altro ribelle ed un bambino.

Infine c’è ancora paura per la strage sfiorata ieri in Afghanistan dopo che il ‘Lince’ sui cui viaggiavano i due militari italiani rimasti feriti – uno dei quali è tornato a casa ieri notte, è stato centrato da un solo razzo, che non è esploso del tutto e ha impattato sullo spigolo superiore del mezzo. Solo pochi centimetri più in là, e le conseguenze sarebbero state molto, molto più gravi.
La pattuglia di ‘Fucilieri dell’aria’, composta da due squadre di 5 uomini, su due Vtlm Lince, era impegnata in una perlustrazione ‘anti-rocket’ intorno all’aeroporto di Herat, dove in passato sono state trovate postazioni di mortaio e di lanciarazzi di fabbricazione cinese.

È un’attività, spiegano da Herat, che viene svolta ogni giorno e che è affidata a questo nuovo reparto dell’Aeronautica, specializzato proprio nella vigilanza delle basi.
All’improvviso, il primo dei due Lince viene colpito da un Rpg, che però finisce contro lo spigolo superiore del mezzo e non esplode completamente: il veicolo sobbalza, vetri e schegge feriscono i due fucilieri, ma sarebbe andata molto peggio, viene sottolineato, se il razzo avesse centrato il parabrezza, che non avrebbe retto. L’energia cinetica dell’Rpg si è invece scaricata tutta sul mezzo, fabbricato per resistere alle mine, ma che ha dimostrato di sopportare anche questo tipo di impatto. Al razzo hanno fatto seguito raffiche di kalashnikov, che però non hanno centrato l’obiettivo.

Chi indaga sull’attentato ha già compiuto più sopralluoghi sul posto, anche con l’ausilio di artificieri, per poter raccogliere elementi utili ad individuare i responsabili.

Fonte: Corriere.com

A Brindisi i nuovi laboratori Optel

La Puglia raggiunge un ulteriore traguardo verso la prossima costituzione del suo Distretto dell’Aerospazio

Venerdi 30 maggio, con l’inaugurazione a Brindisi dei nuovi laboratori della Optel, la Puglia raggiunge un ulteriore traguardo verso la prossima costituzione del suo Distretto dell’Aerospazio.
All’inaugurazione di questi avanzati laboratori di R&D, che rappresentano senza dubbio un punto di forza del nascente Distretto, saranno presenti il Presidente del Cnr Luciano Maiani, il Direttore generale del ministero della Ricerca, Luciano Criscuoli, il Direttore tecnico di Finmeccanica, Claudio Chierici, il Rettore dell’Università del Salento, Domenico Laforgia, il Governatore della Puglia, Nichi Vendola, oltre ai vertici di Optel, Provincia, Comune e Cittadella della Ricerca.

La Puglia è già oggi una delle regioni italiane in cui il settore avio-spaziale è più fiorente, grazie tanto alla qualità della ricerca quanto alla capacità manifatturiera.
La regione conta, infatti, sulla presenza di player nazionali/internazionali (come Alenia, Avio, Agusta Westland, SSI-Elsag) e di un vasto, dinamico tessuto dell’indotto, costituito da centinaia di piccole e medie imprese e alcune migliaia di unità lavorative: 2.700 di queste nella sola provincia di Brindisi, che vanta un’antica tradizione nel settore aeronautico, risalente agli anni 30.

Le attività vanno dalla costruzione di aerei ed elicotteri alla lavorazione e sviluppo di materiali (metallici e carbonio), dalla meccanica di precisione alla motoristica, montaggi e ricambistica, dai trattamenti speciali alla revisione e trasformazione dei velivoli.

Importanti prospettive di crescita sono ora legate da una parte ai piani di investimento di Finmeccanica, della Boeing e del Consorzio Airbus, e dall’altra alla nuova centrale di pronto intervento umanitario dell’Onu a Brindisi.

A Brindisi, e precisamente nella Cittadella della Ricerca (parco scientifico tecnologico ricco di una trentina di strutture pubbliche e private, attive in settori diversi, dal biomedicale ai nuovi materiali), ha la sua base operativa il Consorzio Optel (direzione amministrativa a Roma), partecipato da realtà quali Thales Alenia Space, Galileo Avionica, Selex Sistemi Integrati, Cnr, Università del Salento, e specializzato in tecnologie (apparati radar e sensori) per l’opto elettronica, la microelettronica e i microsistemi destinati al settore aerospaziale, telecomunicazioni, ambiente.

Fonte: Villaggio Globale

Il Vietnam in Orbita!

Ormai lo spazio è terreno fertile, non solo per le grandi potenze, ma anche per i piccoli paesi.

Ed ecco allora Vinasat-1, primo satellite di provenienza Vietnamita lanciato dalla base di Korou (Guyana francese).

Il progetto, seppur con partecipazione Lockheed e Ariane, ha assunto notevole rilevanza nello stesso Vietnam.

Nguyen Tan Dung, primo ministro vietnamita, ha affermato che il lancio di questo satellite contribuisce alla crescita e al prestigio internazionale del Vietnam, fornendo così servizi di banda satellitare in gran parte dell’Asia, tra cui Vietnam, Laos, Cambogia, Tailandia, Malesia, Cina e perfino la stessa Australia.

Il satellite, costato oltre 200 milioni di dollari, servirà ad abbattere gli ingenti costi di “noleggio” pagati dallo stesso Vietnam per l’utilizzo di satelliti di paesi quali Singapore o Thailandia.