Archivi per la categoria ‘Spazio’

La tranquilla vista dalla Stazione Spaziale Internazionale smentisce le potenti forze all’opera nell’uragano Earl quanto aleggiava sulle acque tropicali dell’Oceano Atlantico il 30 agosto. Con venti massimi sostenuti di 135 miglia (215 chilometri) per ora, la tempesta è stata classificata come categoria 4 (la più disastrosa).

image In questa fotografia scattata con una fotocamera reflex digitale dall’astronauta NASA Douglas Wheelock, Earl aveva un occhio diverso che misura circa 28 km. La maggior parte della tempesta aveva un aspetto apparentemente uniforme, anche se il bordo inferiore dell’immagine dà il senso di nuvoloni torreggianti che si formano sopra l’oceano. I pannelli solari della ISS ci ricordano che il sole splende ancora, almeno sulla ISS Expedition.

Foto NASA

Gli scienziati della Nasa hanno individuato un pianeta con un diametro di 1,5 volte le dimensioni della Terra, che ruota intorno ad una stella simile al nostro Sole a più di 2000 anni luce da noi.

image Il dottor Matthew Holman della Harvard University ha detto che i luminari stanno ancora lavorando per confermare i dettagli del pianeta. Per Holman questa scoperta è un passo significativo verso l’obiettivo del telescopio Keplero di determinare la frequenza dei pianeti come la Terra che circondano stelle simili al Sole.
I ricercatori continuano la loro "Caccia" ai pianeti dalle dimensioni della Terra anche in altri settori dell’universo, dopo che sono state scoperte strutture e formazioni di molti sistemi planetari simili al nostro.

Keplero è il primo strumento capace di cercare pianeti della dimensione della Terra e anche più piccoli al di fuori dei confini del nostro sistema solare. Questo infatti è in grado di osservare la luminosità di oltre 100.000 stelle per più di quattro anni. Osservando tale luminosità si possono identificare eventuali pianeti grazie al metodo del transito. Secondo i ricercatori, tale missione potrà portare alla scoperta di molte centinaia di pianeti.

Via: AviationWeek

Alla metà di agosto, le inondazioni dei monsoni che avevano travolto il Pakistan nord-occidentale si erano dirette a valle nel sud del Pakistan. L’immagine in alto, acquisita dal satellite Landsat 5 il 12 Agosto 2010, mostra le inondazioni vicino Kashmor , Pakistan, poco prima della seconda ondata del diluvio. L’ immagine in basso presenta la regione il 9 agosto 2009.

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Anche prima arrivasse questa seconda ondata, le alluvioni avevano coperto gran parte della città di Khewali e il terreno agricolo circostante. La " barriera a C” che controlla nell’immagine in alto è di per sé visibile nell’immagine inferiore. Una strada corre lungo il canale, e sembra essere allagata anch’essa. I misuratori di flusso hanno registrato livelli estremamente elevati di acqua ( più di 910 mila metri cubi al secondo) il 12 agosto.

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Electric blue blooms

Come in un quadro impressionista di Monet, questa immagine di Envisat ci mostra dei vortici di plancton, formatisi nell’Oceano Atlantico di fronte alle coste dell’Irlanda, le cui sfumature dal celeste al blu intenso sembrano evocare le caratteristiche pennellate di colore del pittore francese.
Il plancton, la forma di vita più abbondante negli oceani, è costituito da microscopiche piante marine, che galleggiano sulla superficie del mare o poco al di sotto di essa.

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Envisat ha osservato un evento raro nella regione artica – un iceberg gigante che nasce dal ghiacciaio Petermann nel nord-ovest della Groenlandia.
Il ghiacciaio Petermann è uno dei più grandi ghiacciai della Groenlandia. Dopo aver raggiunto il mare, un certo numero di questi ghiacciai si estende in acqua con una ‘lingua di ghiaccio’.

Petermann glacierLa lingua di ghiaccio del ghiacciaio Petermann era la più grande in Groenlandia, con un’estensione di circa 70 km fino all’inizio di agosto. Questo ghiacciaio avanza verso l’oceano a circa 1 km all’anno. Durante i mesi precedenti, le immagini satellitari hanno rivelato che alcune crepe erano apparse sulla superficie del ghiacciaio, il che suggerisce agli scienziati che un evento di rottura era imminente. 

Nell’immagine radar Envisat, la lingua di ghiaccio era ancora intatta, ma, il 4 agosto, gran parte della lingua di ghiaccio galleggiante era separata dal ghiacciaio, dando vita a quello che è attualmente il più grande iceberg nell’emisfero settentrionale. Tale processo di distacco, detto ‘parto’, si verifica regolarmente sul ghiacciaio Petermann. Tuttavia i grandi eventi parto sono rari, con l’ultimo evento significativo documentato avvenuto nel 1991.

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Toscana, Italia

La Toscana, ritratta da Envisat in questa immagine del 28 giugno scorso, é la quinta regione italiana per estensione e occupa parte dell’Italia centrale fra la costa tirrenica e l’Appennino Tosco-Emiliano.
Nell’immagine sono facilmente riconoscibili il promontorio dell’Argentario, nella parte meridionale della regione quasi al confine con il Lazio, e le sette isole maggiori dell’Arcipelago Toscano, che popolano il tratto di mare tra la riva e la Corsica (visibile in parte in basso a sinistra): Giannutri e l’isola del Giglio, di fronte all’Argentario, e, salendo verso nord, Montecristo, Pianosa, l’Isola d’Elba, Capraia e Gorgona (parzialmente coperta dalle nuvole).

Protagonista dell’arte e della cultura nazionali, la Toscana conserva ancora numerosi segni della sua storia, a partire dall’origine del suo nome, che deriva dall’etnonimo usato da Greci e Latini per definire la terra abitata dal popolo degli Etruschi, l’Etruria appunto, evolutosi poi in Tuscia e quindi in Toscana.

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Se state leggendo questa notizia allora non è successo nulla… di cosa parliamo?

image Il Sole, la stella che ci dona la vita, sta tornando lentamente in una fase di massimo e, da alcuni giorni, sta registrando dei picchi fuori dal comune secondo quanto affermano gli scienziati della NASA.

Gli stessi scienziati affermano che questa notte (quella tra il 3 e il 4 agosto) una tempesta solare ha colpito la Terra. Gli scienziati della NASA affermano che l’evento si è verificato in prossimità di una macchia solare delle dimensioni del nostro pianeta.

Al momento l’unico effetto visibile è una aurora boreale di dimensioni maggiori del normale, con visibilità fino alle città del nord Europa. E non siamo ancora al picco dell’attività solare. Gli astrofisici affermano che è la prima eruzione di tali proporzioni diretta al nostro pianeta.

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