Category Archives: Spazio

Cerchi nel grano in territorio lucano?

Un nostro lettore ci segnala una foto fantastica… sembrerebbero segni dal cielo… ad un occhio attento le cose cambierebbero drasticamente: in terra solo i solchi di un trattore.

Foto di Antonio Fusco

Terremoti: la Terra si sta spezzando?

 

Sta accadendo qualcosa di strano sulla nostra Terra. Per Gheorghe Marmureanu, sismologo romeno di fama internazionale, quest’anno “ci sono terremoti troppi forti” non spiegabili dalla scienza.

Analizzando i dati del US Geological Survey (USGS) si nota come il numero dei terremoti di magnitudo compresa tra 6,0 e 9,9 della scala Richter nel periodo 1 gennaio – 12 Ottobre 2011 ha raggiunto il suo livello più alto in 20 anni (185 terremoti nel 2011 rispetto ai 151 dello stesso periodo del 2010).

Magnitude2000200120022003200420052006200720082009201020112012

8.0 to 9.9

1

1

0

1

2

1

2

4

0

1

1

1

2

7.0 to 7.9

14

15

13

14

14

10

9

14

12

16

23

19

5

6.0 to 6.9

146

121

127

140

141

140

142

178

168

144

151

185

50

5.0 to 5.9

1344

1224

1201

1203

1515

1693

1712

2074

1768

1896

2104

2276

679

Quest’anno il fenomeno è ancora più drammatico: nei primi 5 mesi dell’anno si sono verificati ben due terremoti superiori all’8° grado (evento molto raro) e ben 50 terremoti compresi tra il 6° e il 6.9°.

Super Terre: una rivoluzione dalla NASA

Ecco una notizia che tutti si aspettavano: la Nasa per la prima volta è riuscito a vedere un pianeta roccioso extrasolare, la super-terra 55 Cancri e.

Il pianeta, scoperto nel 2004, si trova nella costellazione del Granchio, a 41 anni luce da noi, e fa parte di un sistema di 5 pianeti che orbitano intorno alla stella 55 Cancri.

La particolarità di questo pianeta è il passare molto vicino al suo sole (circa 26 volte più vicino di Mercurio). Gli astronomi hanno puntato il telescopio a infrarossi sulla stella 55 Cancri per circa sei ore, aspettando il transito del pianeta. Al passaggio del pianeta si è registrata una lieve caduta di energia, ossia la radiazione propria di 55 Cancri e.

Captare la radiazione solare di un pianeta è ormai cosa comune per i giganti gassosi. Questa volta, però, parliamo di un corpo roccioso e molto più difficile da individuare. “ Isolare il calore emesso da 55 cancri e da quello della sua stella è come captare quello di una sola candela tra 10mila altre”, ha infatti commentato Brice-Olivier Demory, postdoc presso il dipartimento Earth, Atmospheric and Planetary Sciences del Mit. Grazie a questo studio, i ricercatori sono già riusciti a calcolare precisamente la temperatura media della super-terra, che supera i 2mila gradi.

Marte: ancora tracce di acqua

Mars Express ha restituito le immagini di una regione sul Pianeta Rosso che sembra essere stata scolpita in parte da liquido che scorre. Questo aggiunge ulteriori conferme che in passato Marte ha avuto grandi volumi di acqua sulla sua superficie. Il 21 giugno dello scorso anno, Mars Express fotografato un gigantesco bacino nelle pianure settentrionali del pianeta. Acidalia Planitia è una regione così vasta che può essere vista dalla Terra dagli astronomi dilettanti.

Le foto scattate coprono una parte del bordo occidentale della regione, dove alcune delle numerose valli mostrano segni sottili di drenaggio. La presenza di vallate profonde, con affluenti a forma di piccole valli mostrano che la regione stessa è stata probabilmente formata da un processo chiamato che si verifica quando l’erosione lungo la base di una scogliera logora morbidi strati di materiale.

Le immagini mostrano anche difetti della crosta marziana, che si estende verso la regione Fossae Ideo. Anche qui l’acqua può aver giocato un ruolo vitale esponendo riserve sotterranee, eventualmente formando laghi in crateri vicini.

Sedimenti apparenti che coprono i pavimenti di alcuni vecchi crateri ancora una volta indicano la presenza di acque superficiali.

In alcuni casi, valli iniziano al bordo dei crateri, suggerendo che l’acqua è stata rilasciata dal terreno circostante.

Alcuni crateri più recenti si vedono nelle zone centrali dell’immagine. La loro età relativamente giovane è dimostrata dalla mancanza di erosione e dal fatto che giacciono sopra vecchie formazioni.

Comunicato ESA

 

Meteoriti: un rischio per l’uomo?

La NASA ha pubblicato una fotografia di una meteora fiammeggiante che ha scatenato un boom sonico domenica scorsa di notevole entità, facendo vibrare le case in California e Nevada.

La roccia è entrata nell’atmosfera terrestre ed è esplosa in California Central Valley, secondo la NASA, che ha individuato la posizione in una mappa pubblicata sul suo sito web.

Secondo space.com , diversi testimoni inizialmente hanno pensato ad un terremoto. "Un evento di queste dimensioni potrebbe accadere circa una volta all’anno", ha detto Don Yeomans della NASA Near-Earth Object Program Office. "Ma la maggior parte di essi si verificano sopra l’oceano o una zona disabitata, arrivare a vedere uno è qualcosa di speciale."

Via: MSNBC

Arriva HARPS: sapremo se siamo soli nell’universo?

Dopo Kepler un altro procacciatore di pianeti ha preso il via. Si chiama HARPS (High Accuracy Radial velocity Planet Searcher) ed è uno spettografo installato sul Telescopio Nazionale Galileo presso l’Osservatorio Roque de Los Muchachos nell’arcipelago delle Canarie, in Spagna.

Lo spettrografo, progettato per cercare e caratterizzare pianeti extrasolari simili alla Terra, scruterà  l’emisfero boreale (in particolare la zona di cielo occupata dalla costellazione del Cigno e della Lira) a differenza del suo gemello dell’ESO che scruta invece una porzione di cielo dell’emisfero australe.

Il Presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, Giovanni Bignami, entusiasta, afferma “sono particolarmente contento che si sia inaugurato HARPS-N, uno strumento che permette alla comunità astronomica e astrofisica italiana di inserirsi attivamente in un importante filone di ricerca, quale quello della ricerca e analisi dei pianeti extrasolari”.

Il progetto HARPS-N è coordinato da un consorzio internazionale guidato dall’Osservatorio dell’Università di Ginevra, a cui partecipa l’Istituto Nazionale di Astrofisica, lo Harvard Smithsonian Astrophysical Observatory, lo Harvard College Observatory e lo Harvard University Origins of Life Initiative negli Stati Uniti, e le università di St. Andrews e Edinburgh e la Queen’s University di Belfast nel Regno Unito.