Category Archives: Prototipi mai nati

Il futuro secondo Boeing: arriva l’aereo tuttala

La Boeing punta al futuro e lo fa con il suo “Blended Wing Body” meglio conosciuto come X-48B, velivolo con ali e fusoliera completamente fuse tra loro per un abbattimento dei consumi e dell’inquinamento atmosferico.

Ora il X-48B ha compiuto il suo primo volo, raggiungendo i 2.300 metri di quota e volando per ben 31 minuti (il velivolo era controllato da terra).

Il Boeing X-48B appartiene ad una famiglia di velivoli compresa tra i tuttala (vedi il B2) e gli aerei tradizionali: ha delle ali che si raccordano in maniera molto dolce alla fusoliera e una fusoliera appiattita in grado di generare anch’essa portanza e poca resistenza (al contrario delle fusoliere attuali che generano per lo più resistenza).

Il progetto, seppur sviluppato da Boeing in collaborazione con la NASA e l’US Air Force Research Laboratory, ha preso vita nei laboratori della Cranfield Aerospace in Gran Bretagna dove sono stati costruiti i primi due prototipi in scala.

Ma quando il nuovo jet commerciale solcherà i cieli del nostro pianeta? Secondo Boeing non prima di 20 anni: i problemi al momento non sono solo strutturali, ma anche di sicurezza e soprattutto psicologici da parte dei passeggeri… chi al momento si vorrebbe sedere in una fila centrale lontano dai finestrini?

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Rubrica prototipi mai nati: il Northrop-McDonnell Douglas YF-23 Black Widow II

L’ YF-23 Black Widow II era il velivolo proposto dal consorzio Northrop/McDonnell Douglas per rispondere al concorso denominato ATF (Advanced Tecnical Fighter) indetto dall’aeronautica militare americana.

Il programma, concepito agli inizi degli anni ’80 serviva a trovare un velivolo di classe superiore dell’F-15 Eagle (per sostituire lo stesso). Al concorso partecipò anche il consorzio Lockheed – Boeing – General Dynamics con un velivolo dal nome YF-22 che poi risultò vincitore.

Il primo prototipo dell’YF-23 volò nell’agosto del 1990, in anticipo di un mese rispetto al concorrente YF-22.

La scelta del prototipo avvenne nell’aprile del 1991, quando dopo varie consultazioni il segretario dell’aeronautica Donald Rice annunciò il vincitore, ossia l’YF-22, che prese il nome di F-22.

Attualmente il prototipo YF-23 si trova in vari musei alla memoria di una “guerra” tra colossi aeronautici americani: il primo prototipo giace attualmente in attesa di restauro in un hangar del museo USAF in Ohio; il secondo prototipo, dopo essere stato per anni esposto al Western Museum of Flight di Hawthorne (California) in condizioni di rapido deterioramento, è stato rimesso a nuovo dalla stessa Northrop.

Caratteristiche

Vedere volare un YF-23 era qualcosa di sensazionale: era infatti un aereo dalle linee non convenzionali, con una pianta romboidale e piani di coda “a V” completamente mobili utili a controllare totalmente il velivolo.

Ma perchè non fu il prescelto della gara?

Anche se era un velivolo stealth, veloce e sicuro, era però meno manovrabile dell’YF-22; inoltre il sistema di stiva dei missili nell’unico vano ventrale intimoriva più di qualche persona: una sola rottura poteva infatti mandare in fallimento una intera missione.


Dati tecnici:

Dimensioni:

  • Lunghezza: 20.54 m
  • Apertura alare: 13.29 m
  • Superfice alare: 88.25 mq
  • Altezza: 4.24 m


Pesi:

  • Peso Max al decollo: 29030 kg

Motore:

  • 2 Pratt & Whitney YF119 (PAV-1) o 2 General Electric YF120 (PAV-2) da 2×104 KN di spinta

Prestazioni:

  • Vel. max: 1.8 Mach
  • Tangenza teorica: 19800 m

G. Massari


Rubrica Prototipi mai nati: L’XF-85 Goblin: Il Caccia Parassita

Il McDonnell XF-85 Goblin, meglio conosciuto come XP-85 era un prototipo di “caccia parassita”.


Il suo scopo era quello di essere imbarcato come scorta sui giganteschi bombardieri intercontinentali (tipo il B-36) per poi essere sganciato in caso di attacco ravvicinato a mo’ di bomba.

Fu sviluppato verso la fine degli anni ’40 ma, seppur vennero costruiti due prototipi, non si giunse mai alla produzione in serie.

Il velivolo quindi nasceva dall’esigenza di non subire perdite o attacchi durante le traversate oceaniche da parte dei B-36.

Come si poteva allora prestare soccorso o manforte a questi giganti dell’aria? Certo all’epoca non c’erano rifornimenti in volo caccia così veloci e potenti tali da fornire soccorso e scorta in tempi rapidissimi. Era necessario portarsi dietro un velivolo parassita in grado di operare nel caso di bisogno: nasceva l’idea dell’XF-85.

L’idea di velivoli parassiti non era nuova: sia i tedeschi che i russi avevano proposto soluzioni a riguardo. Gli stessi americani avevano ideato l’F9C-2 Sparrowhawk, un caccia imbarcato su un dirigibile.

Ora però il discorso era diverso: era necessario creare un velivolo capace di operare alle alte velocità, con una capacità di carico bellico discreta e con pesi ridotti: nasceva il McDonnel XP-85, velivolo dalle ali tozze, senza carrello (il velivolo era come un cangurotto che partiva e tornava nel grembo materno), con una fusoliera quasi sferica e impennaggi di coda a ventaglio


Che fine fece l’XF-85?

Ebbene, dopo le prime prove, ci si rese subito conto che le manovre di attracco erano molto complesse per i collaudatori dell’XF-85: addestrare un pilota comune era una impresa molto impegnativa.

Inoltre, anche a causa della forma in pianta del velivolo l’XF-85 si dimostrò poco manovrabile, e quindi vulnerabile nel caso di combattimenti manovrati contro velivoli nemici.

Il programma venne quindi cancellato il 24/10/1949.

G. Massari


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