Category Archives: Aerei di oggi e di domani

Solar Impulse: il video dimostrativo del primo velivolo totalmente solare!

Volare? Con il sole si può!

image Fino a qualche anno fa volare sfruttando le sole risorse energetiche rinnovabili era qualcosa di pazzesco ed impensabile: l’energia necessaria ad effettuare il volo era nettamente maggiore a sostenere le solle celle fotovoltaiche montate sul velivolo stesso.

A distanza di pochi anni è cambiato lo scenario, portando il volo ad una vera e propria rivoluzione. E’ nato così "Solar Impulse", primo velivolo totalmente alimentato da celle fotovoltaiche ideato da Bertrand Piccard.

Dopo i voli di prova dei prototipi e dei concept, nel 2010 vi sarà il primo volo notturno del prototipo con apertura alare di 80 metri e cabina pressurizzata per garantire missioni di lunga durata e distanza senza tappe intermedie.

E già sono previste missioni da record: nel 2012 il velivolo volerà vicino all’equatore per oltre 36 ore (cambi di “equipaggio” ogni 3-4 giorni per venire incontro alla resistenza fisica del pilota e per far conoscere al mondo questo nuovo tipo di velivolo).

E man mano che l’efficienza delle celle fotovoltaiche aumenterà e il peso delle batterie diminuirà,  sempre più "Solar Impulse" si ottimizzerà: si ipotizza infatti di inserire un posto per un secondo pilota, magari una struttura interna più larga e, perchè no… ipotizzare qualcosa di innovativo per l’aviazione commerciale del futuro.

Via: Sole 24 Ore

Supervideo: il nuovo sbalorditivo Cirrus!

Lo scooter del futuro: un mezzo volante!

clip_image002La chiave di questo aeroscooter è quella di avere un grande pregio: la capacità di racchiudere in se sia i pregi (ed i difetti) di un velivolo terrestre che di un aereoplano a tutti gli effetti.

Sam Bousfield, presidente di Samson Motoworks sta lavorando su un aeroscooter su tre ruote chiamato Skybike che risolve il problema del traffico sia sulla terraferma (grazie alla versatilità di uno scooter), che in aria (grazie all’eleganza del volo).

Lo stesso Bousfield ha affermato: "Il progetto per costruire un velivolo con un peso leggero, un aero-motocicletta stabile sulla terra anche in condizioni di vento alte è durato due anni". Poi continua: "Il nostro brevetto prevede un ala telescopica dotata di longherone in titanio ed un motore con una trasmissione della British Quaife Engineering che divide la potenza alle due ruote o, in modalità aereo, alla turbina aeronautica.
Bousfield dice che la Swift Engineering sta lavorando attualmente su un modello radiocomandato per prove in gallerie del vento, e si spera di avere un prototipo volante disponibile per l’AirVenture airshow il prossimo anno.

Un pò di futuro nell’aeronautica

Un MB326 per il Museo dell’Araba Fenice

mb326_e_italian_af_001_250_x_162.jpgL’Aermacchi MB326 è stato senza alcun dubbio il più grande successo commerciale dell’industria aeronautica italiana di tutti i tempi. Progettato dall’ingegner Ermanno Bazzocchi e presentato per la prima volta in pubblico nel 1957, decollò per il suo primo volo il 10 dicembre dello stesso anno con ai comandi di Guido Carestiato.Oggi vogliamo raccontare la storia di un particolare MB326, l’esemplare contrassegnato dalla matricola 54168, che venne costruito a fronte del contratto dell’Aeronautica Militare Italiana N° 1155 ed ebbe il numero di costruzione 19/6172. L’aereo fu consegnato al committente nel marzo 1962 e destinato alla Scuola Volo Basico Iniziale Aviogetti (SVBIA) di Galatina (Lecce) con il codice individuale 68. Nel 1975 il velivolo venne inviato in Aermacchi per essere trasformato in “serie E”, una versione caratterizzata dall’impiego di una versione più potente del motore Rolls Royce Viper, dall’ala rinforzata con attacchi per un totale di sei piloni subalari e da un’avionica decisamente più sofisticata, comprendente tra l’altro un apparato TACAN, un collimatore giroscopico e una cinefotomitragliatrice.

In questa nuova configurazione realizzata solo in 12esemplari, il velivolo MM54168 venne nuovamente inviato alla SVBIA di Galatina. Nel primo semestre del 1983 passò in carico alla 609° Squadriglia Collegamenti del 9° Stormo Caccia di Grazzanise che lo contrassegnò con il codice ottico 9-01, ma già nel 1985 passò in carico alla 606° Squadriglia Collegamenti del 6° Stormo Cacciabombardieri di Ghedi (BS) che lo tenne in carico fino alla fine della carriera operativa, avvenuta nel 1989. In questo reparto il velivolo assunse il codice individuale 6-43. Dopo essere stato esposto per più di 15 anni nel parco tematico di San Possidonio (MO), velivolo è stato acquistato da un collezionista privato che si sta adoperando per rimetterlo in condizioni di volo per il “Museo dell’Araba Fenice“.
Ilvolo.it plaude a questo ambizioso progetto e si augura di vedere ben presto il mitico MB326 solcare i cieli italiani!

Fonte: Il Volo