L’esame dei documenti sequestrati presso le sedi della Selex e delle aziende che hanno ottenuto i lavori ha confermato le dichiarazioni di Lorenzo Cola, consulente di Finmeccanica, a proposito dei fondi neri utilizzati per pagare tangenti a manager e politici.
Lo stesso Cola, attraverso le società che controllava tramite prestanome, intascava la parte più cospicua dei guadagni, lievitati di venti volte in soli quattro anni.
Le indagini del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo sui lavori effettuati negli aeroporti italiani di Palermo, Napoli, Lamezia Terme, Malpensa e altri scali evincono come Enav passasse gli appalti a Selex, che a sua volta individuava le ditte per i subappalti.
Molti di questi appalti erano affidati a Techno Sky, controllata di Enav. Le rivelazioni di Cola mostrano come vi fossero due cordate che di fatto si dividevano gli affari: la prima, riconducibile a Cola, comprendeva la Arc Trade, la Cogim, la Print Sistem e la Trs; la seconda, invece, include ditte che i magistrati ritengono "riferibili ad attività di Lorenzo Borgogni", cioè La Renco, la Simav sistemi di manutenzione avanzati, la Chorus services e architecture e la Aicom.