Secondo il rapporto la crisi causata dalle ceneri vulcaniche presenta effetti economici di vasta portata
Secondo il rapporto presentato oggi a Pechino durante la decima edizione del Global Travel & Tourism Summit, promosso dal World Travel and Tourism Council, lo stop del traffico aereo causato dall’eruzione del vulcano islandese è costato al PIL mondiale 5 miliardi di dollari USA.
Lo studio effettuato da Oxford Economics, società leader nella consulenza e nelle previsioni economiche, mostra che non sono stati solo i passeggeri, le compagnie aeree e le destinazioni ad aver subito perdite a seguito della recente chiusura degli spazi aerei. Nella prima settimana di eruzione del vulcano Eyjafjallajokull, la chiusura temporanea della maggior parte dello spazio aereo europeo ha causato una perdita nel PIL mondiale di 4,7 miliardi di dollari. Considerando inoltre altri 5000 voli cancellati nel periodo seguente e fino al 24 maggio, a questa cifra va aggiunto un ulteriore 5%.
Il rapporto ‘Gli effetti economici delle restrizioni del trasporto aereo a causa delle ceneri vulcaniche’ segnala che in sette giorni, dal 15 al 21 aprile, oltre 100.000 voli in meno hanno attraversato lo spazio aereo europeo rispetto alla settimana precedente, un calo del 53%. Le perdite nette del settore dell’aviazione ammontano a 2,2 miliardi di dollari; le perdite nette per la spesa turistica ammontano a 1,6 miliardi di dollari, al netto delle spese sostenute dai passeggeri costretti a terra. Poiché sono stati colpiti più di sette milioni di passeggeri e si è registrato un impatto su quasi tutti i voli con destinazioni in Europa, gli effetti economici sono stati avvertiti in tutto il mondo.
Sommario degli effetti economici causati dal blocco voli di una settimana suddiviso per regioni:
Americhe: 957 miliardi di dollari in PIL
Asia: 517 miliardi di dollari in PIL
Europa: 2.632 miliardi in PIL
MEAF: 591 miliardi di dollari in PIL