Category Archives: Agenzie Spaziali

Ecco le giovani stelle nel cuore di Orione

Gli gli astronomi dell’ESA e della NASA hanno rilevato cambiamenti sorprendentemente rapidi di luminosità delle stelle embrionali all’interno della ben nota Nebulosa di Orione.

 

Baby stars in Orion Nebula

 

La Nebulosa di Orione è a 1350 anni luce dalla Terra, e appare ben visibile nei cieli invernali per gli osservatori europei.

A volte indicata come la Spada di Orione, la nebulosa si trova sotto le tre stelle che formano la cintura di Orione, una delle costellazioni più facilmente riconoscibili.

E ‘una delle poche nebulose visibili ad occhio nudo ed è un target importante per gli astronomi dilettanti.

L’Italia sotto la neve vista dal satellite

Il satellite dell’ESA Envisat ha catturato alcune immagini dell’Italia dopo le forti nevicate che si sono abbattute sulla penisola per la seconda volta in una settimana.

In pratica tutto il nord ed il centro sono coperti di neve, compresa la valle del Po. Di solito, è normale in inverno vedere la neve sulle zone settentrionali e sull’area alpina, ma la scorsa settimana regioni come la Toscana ed il Lazio, anche meridionale, hanno dovuto vedersela con forti nevicate che hanno causato notevoli disagi.

 

Snow-bound Italy

 

Questa immagine è stata presa dallo strumento MERIS di Envisat alle 10:30 CET del 13 febbraio 2012. 

 

Comunicato ESA

Il grande freddo visto dalla NASA

Tempeste di neve a Roma e Tripoli: secondo il Meteorologo Jeff Masters è il peggiore freddo dal febbraio 1991.

 

Cold Snap tutta Europa

 

Questa mappa qui sopra mostra le anomalie di temperatura per l’Europa occidentale e Russia dal 25 gennaio al 1 febbraio, 2012, rispetto alle temperature per le stesse date dal 2001 al 2011. Le anomalie si basano sulle temperature superficiali terrestri osservate dal Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer (MODIS) della NASA.

 

Le aree con temperature superiori alla media sono visualizzate in rosso e arancio, e le zone con temperature inferiori alla media appaiono nei toni del blu. Oceani e dei laghi appaiono in grigio.

Il Blu domina questa immagine, con la maggior parte delle regioni con temperature ben al di sotto delle medie.

GJ 667 CC: un altro pianeta simile alla Terra

Figura che può apparire come "super-Terra" / Fig.  comunicati stampa University of California Santa Cruz

Il pianeta GJ 667 CC orbita all’interno di un triplo sistema di stelle, che contengono pochissimi elementi pesanti.

 

La stella centrale è una nana rossa di classe M. Il pianeta è stato scoperto analizzando il disturbo del movimento stella a causa dell’interazione gravitazionale tra due oggetti. I dati sono stati analizzati successivamente nell’European Southern Observatory, Keck Observatory, e con il telescopio Magellan II.

 

Gli astronomi non nascondono la loro sorpresa in quanto non si aspettavano di trovare un pianeta così simile alla Terra, all’interno della nostra galassia, e così vicino. Secondo loro, questa scoperta indica che questi pianeti potrebbero essere addirittura milioni. GJ 667 cc è 4,5 volte più grande della Terra e orbita intorno alla sua stella in 28 giorni. Il pianeta riemette nello spazio una dose equivalente di radiazioni pari al 90 percento dell’energia assorbita.

 

Il pianeta, a detta degli scienziati, dovrebbe avere consizioni molto buone per l’esistenza di acqua allo stato liquido. Secondo gli scienziati questo è il miglior candidato per essere un possibile luogo in grado di ospitare la vita.

Marte: scoperto l’antico oceano?

Ancient northern ocean on MarsESA Mars Express, usando il radar, ha rilevato sedimenti che ricordano un fondale oceanico e antichi litorali su Marte.

L’esistenza di oceani su Marte è stata indagata e le caratteristiche che ricordano le linee di riva sono state provvisoriamente individuate dalle immagini spaziali. Ma rimane una questione controversa.

Forse 4 miliardi di anni Marte aveva due oceani: le prove sono in profondità. "Lo strumento MARSIS penetra in profondità nel terreno, rivelando i primi 60-80 metri del sottosuolo del pianeta", dice Wlodek Kofman, leader del team di ricerca.

Tali sedimenti sono tipicamente materiali granulari a bassa densità che sono stati erosi via dall’acqua e portati alla loro destinazione finale. Questo oceano più tardi sarebbe tuttavia scomparso. In un milione di anni o meno, l’acqua si sarebbe congelata o trasformata in vapore e volata gradualmente nell’atmosfera.

Al fine di trovare le prove della vita, gli astrobiologi dovranno guardare ancora più indietro nella storia di Marte ‘quando l’acqua liquida esisteva per periodi molto più lunghi.

Vega: pronti al lancio!

Il nuovo lanciatore dell’ESA, Vega, è stato assemblato ed è pronto sulla rampa di lancio. I preparativi finali sono in pieno svolgimento per il volo inaugurale del lanciatore dallo spazio porto europeo. La finestra di lancio si apre il 9 febbraio.

 

Il cosiddetto "upper composite" – la parte che racchiude LARES, ALMASaT-1, sette CubeSats, l’adattatore per il carico ed il fairing – è stato spostato sulla rampa nella tarda serata di lunedì. Un trasferimento notturno è pratica standard a Kourou per evitare il surriscaldamento dei carichi.

 

Il trasloco si è concluso martedì mattina presto con la sua installazione sullo stand dedicato all’interno della torre mobile in attesa di essere congiunto al lanciatore. Il "composite" è stato poi montato sopra all’AVUM, il quarto stadio, per finalizzare i collegamenti elettrici e verificare le connessioni, concludendo con la connessione meccanica finale.  

 

I principali passi ancora rimasti da fare per il volo inaugurale sono il controllo dell’assemblaggio del veicolo, le prove del conto alla rovescia ed il rifornimento dell’AVUM, che ha la caratteristica di poter essere riacceso.

 

Comunicato ESA