Archivi per la categoria ‘Aerei di oggi e di domani’
"Questo non è un giorno di lutto per Spirit", precisa il direttore del Mars exploration program Douglas McCuistion, anche se è chiaro che l’ottimismo non regna sovrano alla NASA. Dopo mesi di tentativi inutili, l’agenzia spaziale USA ha finalmente abbandonato l’idea di liberare il rover dalle sabbie che lo tengono imprigionato e annuncia: con un po’ di fortuna Spirit continuerà a sondare Marte anche da fermo.
Spirit, a ben guardare, è già un sopravvissuto prima ancora di quest’ultimo, paventato colpo di coda come stazione scientifica stazionaria: progettato per una missione che sarebbe dovuta durare tre mesi, il rover ha solcato i mari sabbiosi di Marte per "sei anni di esplorazioni senza precedenti". Approdato sul pianeta rosso il 4 gennaio del 2004 con breve anticipo sul gemello "Opportunity", Spirit ha perso per strada due delle sue sei ruote fino a incagliarsi in una trappola sabbiosa senza via d’uscita.
Se Opportunity continua a muoversi e a esplorare la superficie di Marte, la ristretta tempistica che condiziona le decisioni degli ingegneri NASA consiglia ora di abbandonare ogni idea che Spirit possa ancora fare lo stesso nei mesi a venire: anche nell’improbabile caso in cui si riuscisse a liberarlo dalle sabbie, il rover non avrebbe mai la stessa mobilità di prima.
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Fino a qualche anno fa volare sfruttando le sole risorse energetiche rinnovabili era qualcosa di pazzesco ed impensabile: l’energia necessaria ad effettuare il volo era nettamente maggiore a sostenere le solle celle fotovoltaiche montate sul velivolo stesso.
A distanza di pochi anni è cambiato lo scenario, portando il volo ad una vera e propria rivoluzione. E’ nato così "Solar Impulse", primo velivolo totalmente alimentato da celle fotovoltaiche ideato da Bertrand Piccard.
Dopo i voli di prova dei prototipi e dei concept, nel 2010 vi sarà il primo volo notturno del prototipo con apertura alare di 80 metri e cabina pressurizzata per garantire missioni di lunga durata e distanza senza tappe intermedie.
E già sono previste missioni da record: nel 2012 il velivolo volerà vicino all’equatore per oltre 36 ore (cambi di “equipaggio” ogni 3-4 giorni per venire incontro alla resistenza fisica del pilota e per far conoscere al mondo questo nuovo tipo di velivolo).
E man mano che l’efficienza delle celle fotovoltaiche aumenterà e il peso delle batterie diminuirà, sempre più "Solar Impulse" si ottimizzerà: si ipotizza infatti di inserire un posto per un secondo pilota, magari una struttura interna più larga e, perchè no… ipotizzare qualcosa di innovativo per l’aviazione commerciale del futuro.
Via: Sole 24 Ore
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La chiave di questo aeroscooter è quella di avere un grande pregio: la capacità di racchiudere in se sia i pregi (ed i difetti) di un velivolo terrestre che di un aereoplano a tutti gli effetti.
Sam Bousfield, presidente di Samson Motoworks sta lavorando su un aeroscooter su tre ruote chiamato Skybike che risolve il problema del traffico sia sulla terraferma (grazie alla versatilità di uno scooter), che in aria (grazie all’eleganza del volo).
Lo stesso Bousfield ha affermato: "Il progetto per costruire un velivolo con un peso leggero, un aero-motocicletta stabile sulla terra anche in condizioni di vento alte è durato due anni". Poi continua: "Il nostro brevetto prevede un ala telescopica dotata di longherone in titanio ed un motore con una trasmissione della British Quaife Engineering che divide la potenza alle due ruote o, in modalità aereo, alla turbina aeronautica.
Bousfield dice che la Swift Engineering sta lavorando attualmente su un modello radiocomandato per prove in gallerie del vento, e si spera di avere un prototipo volante disponibile per l’AirVenture airshow il prossimo anno.
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L’Aermacchi MB326 è stato senza alcun dubbio il più grande successo commerciale dell’industria aeronautica italiana di tutti i tempi. Progettato dall’ingegner Ermanno Bazzocchi e presentato per la prima volta in pubblico nel 1957, decollò per il suo primo volo il 10 dicembre dello stesso anno con ai comandi di Guido Carestiato.Oggi vogliamo raccontare la storia di un particolare MB326, l’esemplare contrassegnato dalla matricola 54168, che venne costruito a fronte del contratto dell’Aeronautica Militare Italiana N° 1155 ed ebbe il numero di costruzione 19/6172. L’aereo fu consegnato al committente nel marzo 1962 e destinato alla Scuola Volo Basico Iniziale Aviogetti (SVBIA) di Galatina (Lecce) con il codice individuale 68. Nel 1975 il velivolo venne inviato in Aermacchi per essere trasformato in “serie E”, una versione caratterizzata dall’impiego di una versione più potente del motore Rolls Royce Viper, dall’ala rinforzata con attacchi per un totale di sei piloni subalari e da un’avionica decisamente più sofisticata, comprendente tra l’altro un apparato TACAN, un collimatore giroscopico e una cinefotomitragliatrice.
Fonte: Il Volo












