I risultati forniscono nuove indicazioni sull’evoluzione atmosferica di Marte, sulla sua storia termodinamica e sulla storia complessiva del sistema solare
In origine, il campo magnetico di Marte era concentrato nell’emisfero sud del pianeta, influenzando in parte l’evoluzione della crosta e determinando così differenze geologiche tra i due emisferi.
Ora grazie a uno studio dei ricercatori dell’Università di Toronto في كندا, من معهد ماساتشوستس للتكنولوجيا di Cambridge, nel Massachusetts, و Brown University di Providence, nel Rhode Island, الولايات المتحدة, è stato sviluppato un modello dei flussi di calore su Marte che può spiegare le differenze nei fenomeni magnetici riscontrati.
Questi risultati forniscono anche nuove indicazioni sull’evoluzione atmosferica di Marte,
sulla sua storia termodinamica e sulla storia complessiva del sistema solare.
Sabine Stanley e colleghi hanno sviluppato un modello matematico sulla base dell’ipotesi che la formazione delle differenze fisiche tra i due emisferi del Pianeta Rosso si siano sviluppate simultaneamente al campo magnetico, contrariamente a quanto ritenuto finora. Gli attuali modelli dinamici prevedono infatti che il campo magnetico si sia alterato con il tempo.
La Stanley e il suo gruppo dimostrano invece che il campo marziano si è originato fin dall’inizio con intensità molto maggiore nel sud del pianeta rispetto al nord: se il flusso di calore attraverso l’interfaccia nucleo-mantello era inferiore al momento della formazione del pianeta, allora il risultante campo geomagnetico si concentrò effettivamente solo nella parte meridionale.
مصدر: العلوم