Orion: il primo ammartaggio si avvicina

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Dopo una attesa durata anni, la NASA è tornata a portare un razzo in orbita. Il nome è Orion, navicella con obiettivo principale quello di collaudare le fasi di rientro e la tenuta della struttura in un rietro in atmosfera alla velocità di 32.000 chilometri orari.

La navicella avrà lo scopo di portare il primo uomo su Marte entro il 2030. Se tutto andrà al meglio nel 2018 il primo equipaggio umano sarà lanciato proprio con questa tecnologia.

In questa prima missione Orion arriverà ad una quota di 5.800 chilometri, quindici volte più in alto della Stazione spaziale internazionale. La capsula dispone di oltre 1.200 sensori, che registreranno le prestazioni di tutti gli strumenti di bordo durante il volo, che si concluderà con ammarraggio nell’Oceano a un migliaio di chilometri dalla Bassa California.

In questa missione si testeranno tutti i sistemi di bordo, nelle prossime missione di dovrà garantire la sicurezza degli astronauti nella fase delicata del rientro nell’atmosfera, come il paracadute della capsula e soprattutto lo scudo termico che la protegge dalle altissime temperature generate dalla resistenza e dall’attrito con l’aria.

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