La situazione di Alitalia, tra debiti e speranze per il futuro

alitalia.jpgViaggi e Turismo: sono questi due settori che, in barba alla pesante crisi economica, prevedono interessanti crescite per il 2013. Ciò nonostante la ex-compagnia di bandiera Alitalia continua a segnare perdite, con perdite accumulate tra il 2009 ed il 2012 pari a 844 milioni di euro, con un netto peggioramento nell’ultimo bilancio. L’azienda continua ad essere la più utilizzata in Italia, ma per il 2013 è previsto un sorpasso da parte del vettore low cost Ryanair, che come altre compagnie aeree dello stesso tipo, sta facendo registrare crescite continue sia in Italia che in tutta Europa.

I problemi sono tanti e tra questi ci sono probabilmente i pochi voli effettuati, visto che ogni anno Alitalia trasporta circa 25 milioni di passeggeri, mentre tutti i principali competitor hanno ormai superato i 50 milioni. Lufthansa ad esempio è arrivata a 100 milioni di passeggeri l’anno, mentre AirFrance e Ryanair si avvicinano agli 80 milioni.

Anche gli stipendi rappresentano una voce importante, visto che quelli dei 280 dirigenti (soprattutto questi) e piloti possono superare i 10.000€ lordi mensili con tredicesima e a volte anche quattordicesima.

Ridurre i prezzi per risultare più competitivi appare difficile insomma, così come copiare la concorrenza: compagnie low cost come Ryanair effettuano diversi voli al giorno con gli stessi velivoli, dispongono di una flotta omogenea composta quasi sempre da un solo velivolo, con costi e tempi di preparazione e manutenzione sicuramente più gestibili. Nelle compagnie low-cost si lavora e si vola di più, il personale è operativo per quasi tutta la giornata e, al termine della giornata lavorativa, rientra alla base assegnata (non vengono così pagati inutili alberghi). Qualcosa è stato fatto in passato, eliminando la quattordicesima e diminuendo il numero di giorni liberi durante l’anno ma ancora tanto vi è da fare per recuperare in competitività.

Per contrastare la situazione senz’altro difficile si sta pensando ad un nuovo cambio di management dopo quelli del 2012. Il nuovo amministratore delegato Roberto Colaninno ha comunque recentemente affermato di voler puntare al pareggio operativo per il 2013, grazie anche ad un prestito emesso dagli azionisti della compagnia all’inizio di quest’anno. A questo proposito i risultati di gennaio e di febbraio che, ancorché non definitivi, lasciano ben sperare.

2 Responses to La situazione di Alitalia, tra debiti e speranze per il futuro

  1. Tutti gli errori e gli orrori di questi ultimi quattro anni in materia di Alitalia e dei politici e manager che le sono ruotati intorno sono dettagliati, con nimi e cognomi,in “Patrioti con le ali”, l’ebook appena uscito di Felice Saulino, scaricabile a euro 2.99 su Amazon, Portalebook, BookRepubblic e gli altri principali store digitali.

  2. sonia brogi scrive:

    Il problema dell’Alitalia è il costo del lavoro?
    Non credo, basterebbe che un qualsiasi giornalista si prendesse la briga di studiare i turni di lavoro per constatare come i dipendenti siano spremuti all’inverosimile.
    Il problema è il management, o meglio certe scelte manageriali.
    Le tratte regional nel 2008 venivano effettuate con aerei ATR ed Embraer, con il passaggio a CAI si scelse di rottamare tutti i 13 ATR in flotta: decisione poco felice dal momento che per costi di esercizio e per numero di posti l’ATR sarebbe stata una scelta più opportuna. Alla fine se ne sono accorti però hanno risolto subappaltando a Carpatair e generando, dopo l’incidente di Fiumicino un danno di immagine gravissimo.
    I risultati di gennaio e febbraio sono positivi perché hanno tagliato tutto il possibile, non riconfermando il personale a tempo determinato pur di far apparire la compagnia in buona salute e invogliare qualcuno all’acquisto.
    I patrioti si sono resi conto che l’affare che gli era stato prospettato comincia a sapere di sola. E scalpitano.
    E’ deprimente pensare che una compagnia che avrebbe potuto ottenere grandi risultati sia ridotta per incapacità politiche e manageriali ad un mezzo fallimento.

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