Il canale di Panama, dal satellite

L’immagine è stata acquisita dal satellite per telerilevamento europeo ENVISAT e mostra l’area centrale di Panama con il suo canale di navigazione lungo 80km, che realizza una interconnessione tra l’Oceano Atlantico – attraverso il Mar dei Caraibi – e l’Oceano Pacifico.

Il Canale di Panama, completato nel 1914, rappresenta ad oggi uno dei più grandi progetti di ingegneria del secolo scorso. Su entrambi i lati del percorso sono state realizzate delle chiuse che da un lato innalzano le navi in entrata di 26m fino al livello del canale, dall’altro le riportano in uscita al livello del mare.

Attraverso il Canale transitano dalle 12.000 alle 15.000 navi ogni anno e mediamente ciascuna di esse impiega dalle 8 alle 10 ore per effettuare il tragitto completo.

Nell’immagine su entrambi i lati del Canale le navi entranti, uscenti oppure in attesa del transito appaiono come piccoli punti di colore rosso, verde e blu. È possibile scorgerli anche all’interno del Canale ed all’interno del grande Lago Gatun.

Il Lago Gatun è di natura artificiale  e la sua realizzazione risale al periodo compreso tra il 1904 ed il 1914: fa parte integrante del sistema idrico del Canale di Panama. A causa del fatto che Panama è caratterizzata da un inverno molto secco, il surplus di acqua immagazzinata nel lago viene utilizzata per le operazioni compiute dalle chiuse.

Ancora, in prossimità dei due estremi del Canale l’elevata riflessione radar appare come grappoli di punti bianchi in corrispondenza di Panama City sul lato sud e di Colon sul lato nord.

La nazione centro-americana ha le dimensioni corrispondenti all’incirca alla metà della Repubblica Ceca. È caratterizzata da un clima tropicale e costituisce una località di forte attrattiva turistica, grazie alle sue spiagge, alle montagne ed alle foreste pluviali.

Negli anni ’40, il 70% circa di Panama era ricoperto da foreste. Oggi questo tipo di vegetazione ricopre meno del 50% del territorio, risultato dovuto soprattutto alla realizzazione di tante infrastrutture ed alle attività di allevamento di bestiame.

Comunicato ESA

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