Ecco come il ghiaccio va via dai poli

Dopo due decenni di osservazioni da satellite, un gruppo internazionale di esperti messo insieme da ESA e dalla NASA ha prodotto la più accurata valutazione ad oggi delle riduzioni di ghiaccio in Antartide e in Groenlandia. Tale studio riporta che il tasso combinato dello strato di ghiaccio che si sta sciogliendo è in aumento.

Kangerdlugssuaq glacierLa nuova ricerca mostra che lo scioglimento dello strato di ghiaccio dell’Antartide e della Groenlandia ha aggiunto, dal 1992, 11.1mm ai livelli globali dei mari. Questo ammonta a circa il 20% di tutto l’aumento del livello del mare nel periodo di osservazione.

Circa due terzi della perdita di ghiaccio si è verificata in Groenlandia, ed il resto in Antartide.

Anche se la perdita dello strato di ghiaccio rientra nei limiti riportati nel 2007 dal Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (Intergovernmental Panel on Climate Change), la varianza della stima a quel tempo era così ampia che non era chiaro se l’Antartide stesse crescendo o si stesse riducendo.

Le nuove stime, più che doppiamente accurate rispetto al passato, sono un grande passo in avanti grazie all’inclusione di un maggior numero di dati da satellite, e confermano che sia l’Antartide che la Groenlandia stanno perdendo ghiaccio.

Lo studio mostra inoltre che il tasso combinato dello strato di ghiaccio che si sta sciogliendo è aumentato nel tempo e, nell’insieme, la Groenlandia e l’Antartide stanno perdendo oggi oltre tre volte la quantità di ghiaccio (equivalente a un aumento del livello del mare di 0.95mm per anno) di quanto ne perdessero negli anni ’90 (equivalente ad un aumento del livello del mare di 0.27mm per anno).  

I 47 esperti hanno combinato le osservazioni provenienti da 10 diverse missioni satellitari per riconciliare le differenze tra le dozzine di studi precedentemente fatti sugli strati di ghiaccio ed hanno prodotto la prima misurazione coerente dei cambiamenti dello strato di ghiaccio polare.

I satelliti di osservazione della Terra sono fondamentali per il monitoraggio del ghiaccio polare in quanto dotati di strumenti che misurano i cambiamenti nello spessore degli strati di ghiaccio, le fluttuazioni nella velocità dei ghiacciai che si staccano ed anche variazioni minori nel campo gravitazionale terrestre causate dallo scioglimento dei ghiacci.

Come sottolineato nel documento ‘A Reconciled Estimate of Ice Sheet Mass Balance’ pubblicato giorni fa su Science, i ricercatori hanno fatto combaciare con cura i periodi e le zone del sondaggio e combinato le misurazioni dei satelliti europei, canadesi, americani e giapponesi.

Le misurazioni sono state acquisite da strumenti come gli altimetri radar ed i radar ad apertura sintetica a bordo delle missioni ERS-1, ERS-2 ed Envisat dell’ESA, a partire dal 1991.

"Il successo di questa impresa si deve alla cooperazione della comunità scientifica internazionale, ed alla fornitura da parte delle nostre agenzie spaziali di sensori satellitari precisi" ha detto il Professor Andrew Shepherd dell’Università di Leeds, uno dei principali studiosi.

"Senza questi sforzi, non saremmo in grado di dire alla gente con sicurezza come gli strati di ghiaccio della Terra sono cambiati, o di porre fine all’incertezza che c’è stata per molti anni."

Via: ESA

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