Catania: si procede spediti verso la riapertura dello scalo

pista10, MDCon 130 operai e 20 tecnici specializzati impegnati a turno H24, sette giorni su sette,  procedono speditamente e sono in fase avanzata nell’Aeroporto di Catania Fontanarossa i lavori straordinari di riqualificazione dell’Air Side che hanno comportato la chiusura della pista e lo spostamento (dal 5 novembre al 5 dicembre) del traffico sulla base militare di Sigonella grazie a un accordo fra Aeronautica Militare ed Enac per garantire la continuità territoriale al bacino d’utenza di Fontanarossa – il più grande aeroporto della Sicilia e del Sud Italia con quasi 7 milioni di passeggeri l’anno – consentendo arrivi e partenze da Catania.

Si tratta del primo caso in Italia di un aeroporto militare utilizzato per fini civili per un così lungo periodo di tempo (30 giorni): un’operazione di cui SAC ha sostenuto in autofinanziamento l’intero onere economico. Caso unico anche quello di Fontanarossa, terminal che è rimasto aperto per le operazioni di check-in, controlli di sicurezza e ritiro bagagli nonostante si atterri e decolli da un’altra pista.

I lavori all’Air Side, per un importo di quasi 20 milioni di euro, riguardano principalmente la riqualifica strutturale e funzionale della pista di volo che, usurata da 50 anni di attività, necessita di interventi mirati per adeguare la portanza della pavimentazione e del relativo sottofondo agli incrementi di traffico attuali e futuri e, in genere, alle condizioni climatiche. Gli altri interventi in Air Side riguardano gli adeguamenti infrastrutturali dei raccordi esistenti, la riqualifica della portanze nelle strip laterali di sicurezza della pista di volo e infine la riqualifica della pavimentazione delle testate di pista. Nel caso della pista, dopo la fresature della pavimentazione, la stabilizzazione con bitume schiumato e cemento e la posa del geotessile, si procede adesso alla posa di conglomerati bituminosi (in fase avanzata di realizzazione, 65%), degli impianti elettrici e, per finire, con la segnaletica.

PIANO SIGONELLA, ricadute positive su economia siciliana

Superata la prima settimana di trasloco nella base militare e le sue inevitabili criticità – fra cui il picco di oltre 10mila passeggeri nella prima giornata, il 5 novembre, con il personale diviso fra i due scali – il sistema ha trovato un suo equilibrio e ha consentito di recuperare, in particolar modo, sui tempi di attesa ai check-in e sui tempi di riconsegna dei bagagli: media d’attesa 15’ (nel 90% dei casi), fino a un massimo di 30’.

Sul fronte del traffico passeggeri, i dati aggiornati a domenica 18 novembre, registrano un transito di 104.529 utenti in arrivo e in partenza da Fontanarossa/Sigonella con un transito giornaliero medio di oltre 7 mila persone dalla base militare.

“Ognuno di questi passeggeri – dice Torrisi – ha potuto usufruire di Sigonella come scalo alternativo a Fontanarossa risparmiando i 25 euro necessari per raggiungere, con due autobus e oltre 4 ore di viaggio, lo scalo di Palermo Falcone-Borsellino. Se ne deduce che il risparmio per la collettività in questi primi quindici giorni ammonta a circa 2,5 milioni di euro. Non credo sia poco, di questi tempi, con la crisi economica che investe molte famiglie e la conseguente contrazione della spesa in molti settori. Un costo sociale di cui si è fatta carico SAC per evitare che la chiusura totale di Fontanarossa incidesse sul budget delle famiglie e delle imprese”.

Comunicato SAC

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