Ciampino, ed ora?

Un bimotore Cessna 402 B con 6 posti ma con solo il pilota e un passeggero a bordo è precipitato a soli 3 chilometri dalla pista di Ciampino.

L'aereo, proveniva da Brescia e, in base alle prime ipotesi stava probabilmente tentando un atterraggio di emergenza a Ciampino. Le due persone a bordo sono purtroppo morte.

Si allunga così la lista di incidenti che sono avvenuti negli anni recenti in questo piccolo aeroporto soffocato da un traffico aereo insostenibile e fuori da ogni limite di legge.

Dopo l'assurdo quintuplicamento del traffico aereo a Ciampino avviato, senza le obbligatorie valutazioni ambientali, nei primi anni 2000, si è creata, oltre che una insopportabile fonte di inquinamento che minaccia costantemente la salute dei residente, anche una fonte di pericolo e angoscia per i numerosi abitati che circondano lo scalo da tutti i lati.

Ormai da oltre 40 anni la pista di Ciampino è affogata in un territorio fortemente urbanizzato che non la può sostenere.

Oltre ai numerosi atterraggi di emergenza, a volte assurdamente dirottati a Ciampino anche da Fiumicino (evidentemente Ciampino è più “sacrificabile” delle preziose piste del Leonardo da Vinci), si sono contati numerosi incidenti.

Il fuoripista nel 2007 di un aerotaxi bireattore, finito sul prato a fine pista, a pochi metri dalla trafficatissima via dei Laghi.

Un altro fuoripista simile nell'ottobre 2008 dell'aereo di Stato con a bordo la ministro Prestigiacomo. Il 10 novembre, sempre del 2008, il terribile incidente del volo Ryanair da Francoforte, “precipitato” sulla pista in fase di atterraggio e finito a fine pista inondato di schiuma antincendio, dopo aver percorso tutta la pista strisciando appoggiato su un motore e con il carrello spezzato ma, miracolosamente arrestatosi senza vittime trai i 166 passeggeri.

Il 7 febbraio del 2009 ci fu invece la terribile tragedis dell'aerotaxi partito da Ciampino con una equipe medica a bordo e precipitato alla periferia di Trigoria poco dopo il decollo, una manciata di secondi dopo aver sorvolato i 20.000 abitanti di Santa Maria delle Mole.

L'elenco potrebbe allungarsi con gli episodi “minori”, come le improvvise “riattaccate”, accompagnate dal rabbioso ruggito dei motori spinti allo stremo, degli aerei di linea che falliscono l'atterraggio sulla cortissima pista, terrorizzando le oltre 14.000 persone che vivono nei vicinissimi palazzi di Ciampino centro.

“È ora di dire basta” ha affermato di fronte a questo ennesimo incidente il portavoce del Comitato Pierluigi Adami. “È ora che la ragione e il rispetto delle norme di legge riportino Ciampino, come ha scritto ARPA Lazio, a quei 60 voli al giorno (30 atterraggi e 30 decolli) che sono il massimo tollerabile per rientrare nei limiti di legge”. Oggi ci sono quasi 160 voli al giorno e le conseguenze sono evidenti.

Info@comitatoaeroportociampino.it

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi