Ciampino: unica soluzione ridurre i voli

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Il 30 maggio, di fronte alla sede dell’Enac, l’ente nazionale aviazione civile, si è tenuta la manifestazione “facciamoglielo sentire” del Comitato per la riduzione dell’impatto ambientale dell’aeroporto di Ciampino. Grandi amplificatori hanno ricostruito in via Gaeta il frastuono che si sente in una casa vicina all’aeroporto, dove il livello di traffico aereo rende ormai la vita impossibile.

Durante la manifestazione, i portavoce Adami e Barcaroli, insieme con Parlati presidente di Legambiente, sono stati ricevuti da dirigenti Enac, per un lungo colloquio.

Lo scambio di opinioni sulle strategie da seguire per Ciampino è stato anche aspro e molto esplicito, nella denuncia dei membri del Comitato delle inadempienze e dei ritardi di Enac nella gestione dell’aeroporto “Pastine”.
Adami ha riportando quanto scrisse il Ministro dei trasporti Bianchi nel suo piano del 2008 per gli aeroporti, riguardo alla commistione di interessi pubblici e privati che limitano l’indipendenza dell’Enac rispetto al gestore aeroportuale e alle compagnie aeree, creando una relazione pericolosa tra controllore e controllati. Imbarazzo e silenzio di fronte all’accusa di aver consentito l’aumento del traffico senza aver condotto a ternine l’obbligatoria valutazione di impatto ambientale, né la valutazione strategica, richiesta anche dalla Regione Lazio.

Nonostante l’apprezzabile disponibilità dei dirigenti Enac nell’ascoltare le ragioni del Comitato, l’incontro non ha dato riscontri soddisfacenti per gli obiettivi del Comitato.
“Siamo assolutamente insoddisfatti del quadro prospettato da Enac. Continua una politica dilatoria, di interpretazioni delle norme pro domo sua, fatta per tirare avanti il più a lungo possibile, anche per anni, con gli attuali livelli di traffico aereo, che invece è assolutamente insostenibile” ha dichiarato Adami. L’Enac, al contrario del Ministero dell’ambiente che ha indicato con nettezza la necessità di ridurre il rumore “alla fonte”, ossia attraverso restrizioni dei voli, si trincera dietro il cosiddetto “approccio equilibrato” indicato dalla direttiva europea del 2002, che prevede di tentare altre possibili strade prima della riduzione dei voli. “Non prendiamoci in giro” ha affermato Adami con fermezza. “A Ciampino non esistono altre strade se non la riduzione dei voli. Hanno tentato di cambiare le rotte, e i risultati – dai dati dell’Arpa – sono persino peggiori.

La verità è che in un aeroporto con le case a 150 m dalla pista non c’è altro modo per contenere il rumore se non riducendo i voli”.
La settimana prossima il Comitato invierà al Ministro Passera l’appello già sottoscritto da insigni personalità della politica e delle istituzioni, locali e nazionali.

www.comitatoaeroportociampino.it

info@comitatoaeroportociampino.it

Twitter: CiampinoCriaac

 

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