Venere: un passaggio davanti al Sole cruciale

Il prossimo 5 e 6 Giugno 2012 il pianeta Venere, uno dei più brillanti della nostra volta del cielo, passerà davanti al nostro sole. Una opportunità unica per studiare la struttura e l’atmosfera dei pianeti extrasolari e comprendere al meglio quali gas sono presenti sul pianeta.

 

E’ un evento irripetibile dato che il prossimo passaggio di siffatta specie sarà soltanto nel 2117. Come il disco del pianeta transiterà su quello del Sole, sarà delineato da un arco sottile di luce chiamato aureola. Questa aureola è causata dalla diffrazione della luce attraverso l’atmosfera del pianeta, risultando da 10 a 100 volte più debole rispetto alla superficie visibile del Sole. La luminosità e lo spessore dell’aureola dipendono dalla densità e dalla temperatura dell’atmosfera, oltre all’altitudine degli strati atmosferici delle nubi di Venere.

“Fino al 2004 non si pensava che l’aureola potesse essere facilmente osservata e che avesse un valore scientifico”, ha detto il dottor Tanga del Laboratoire Lagrange Paolo, Observatoire de la Cote d’Azur, che ha condotto lo studio.

Gli scienziati hanno bisogno di osservazioni terrestri per comprendere le variazioni che vediamo nei dati di Venus Express, danneggiata temporaneamente dalla tempesta solare.

Al momento del transito, i ricercatori saranno in grado di confrontare in maniera dettagliata le misure di Venus Express con le misure terrestri.

Le osservazioni saranno confrontate con i dati provenienti da altri osservatori terrestri e spaziali, tra cui Venus Express e il telescopio Hubble. “I transiti sono un indicatore interessante del progresso tecnologico dell’umanità”, ha detto Widemann. Nel XVIII secolo, l’orologio a pendolo ha permesso di tracciare i tempi precisi nel corso di un transito di Venere – per misurare l’Unità Astronomica.

Nel XVIV secolo, abbiamo avuto un nuovo strumento per la fotografia. Nel XXI secolo, siamo stati in grado di osservare il fenomeno dallo spazio e dalla Terra allo stesso tempo. Sarebbe interessante sapere quali strumenti saranno disponibili nel XXII secolo.

 

Foto: Astroccd

Via: Meteoweb

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