Londra: al via il sesto scalo

Alla fine ha detto di sì anche il vicario nonostante i lavori fossero arrivati a lambire il piccolo cimitero: da oggi Londra ha il suo sesto aeroporto internazionale che la rende sempre più capitale del mondo. Il taglio del nastro dello scalo di Southend, finora un piccolo aeroporto locale con voli irregolari, apre la strada a un futuro di due milioni di passeggeri entro il 2020.

 

In aprile comincerà a decollare e atterrare da Southend la compagnia lowcost EasyJet con una settantina di voli alla settimana per lo più verso la Spagna. «Parti con una pista, aggiungi la stazione dei treni, il terminal, addestri il personale e gli aerei cominciano ad arrivare», ha gongolato Alastair Welch il direttore dello scalo che si unisce ai più celebri Heathrow, Gatwick, Luton, Stanstead e City. Altrove in Gran Bretagna grandi opere del genere hanno incontrato le barricate da parte della popolazione locale. A Heathrow il miraggio della terza pista sta trasformandosi in un braccio di ferro che vedrà governo e Baa (la società proprietaria) combattersi in tribunale.

Non così in questo tranquillo angolo di Essex dove l’aeroporto promette la creazione di 500 nuovi posti di lavoro e il rilancio del turismo in direzione mare. Southend era rimasto per decenni un sonnecchiante scalo per piloti dilettanti fino a quando non è stato comprato dal miliardario Eddie Stobart. Nel 2007 è salito a bordo Welch, con la visione di allungare la pista per rispondere alla crescente domanda di voli da e per il Mediterraneo. Le prime rotte spagnole di EasyJet includono destinazioni popolari come Malaga, Ibiza, Alicante e Maiorca a cui si aggiungeranno presto Amsterdam e Belfast.

 

I passeggeri hanno ragioni di essere tentati dal collegamento in treno per la centralissima Liverpool Street Station in 52 minuti, l’equivalente di Stansted ma a più buon mercato, con una linea che ferma anche a Stratford per l’Olimpic Park. Con sei aeroporti aperti nell’anno delle Olimpiadi, Londra si propone sempre di più come hub globale quanto a collegamenti aerei: rivali popolose come Bangkok, Pechino, Istanbul, Tokyo e Roma di scali internazionali ne hanno solo due mentre New York con Kennedy, La Guardia e Newark arriva a quota tre.

 

Il volume di traffico che passa per Londra è ingente, secondo alcuni al limite della congestione: nel 2010, l’ultimo anno di cui ci sono i dati, sono transitati dagli scali londinesi quasi 130 milioni di passeggeri: 66 milioni da Heathrow, 34 da Gatwick, 18 da Stansted, nove da Luton e tre da London City.

Alessandra Baldini

Fonte: Shipping On Line

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