Emirates: l’aumento del costo del greggio mette a rischio le compagnie aeree

Dopo l’allarme utili lanciato pochi giorni fa dalla Iata (International Air Trasport Association), Emirates, primo vettore al mondo per traffico internazionale, ha affermato che l’aumento dei prezzi del carburante rischia di mandare in bancarotta numerose compagnie aeree.
Tim Clark, presidente del vettore di Dubai ha affermato che "con questi venti di crisi, il settore rischia guai seri".
Per la Iata l’industria del trasporto aereo registrerà quest’anno utili per 3 miliardi di dollari, in calo del 62% rispetto al 2011. Le stime sono state riviste al ribasso per 500 milioni di dollari rispetto alle precedenti diffuse a dicembre.

La causa principale del taglio è dovuta alle previsioni di un aumento del prezzo medio del greggio, fino a 115 dollari al barile, in forte crescita dunque rispetto ai 99 dollari al barile stimati prima della crisi iraniana.
Da inizio anno già due le compagnie europee hanno chiuso i battenti, la spagnola Spanair e l’ungherese Malev. Non se la passano bene neppure American Airlines e la sua società madre Amr Corp, in fase di profonda ristrutturazione, dopo che lo scorso novembre hanno chiesto la bancarotta assistita. E, infine, l’indiana Kingfisher che rischia di perdere la licenza sotto il peso delle perdite sempre più profonde.

Fonte: Wall Street Italia

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