Brindisi–Aeroporto: il BUS da 40 milioni di euro

Quaranta milioni di euro (di fondi Cipe) per collegare con una linea di «metrobus», cioè autobus su gomma, l’aeroporto di Brindisi con la fermata dell’ospedale «Perrino», nei pressi del quale verrebbe realizzata la stazione di collegamento con la rete ferroviaria delle Ferrovie dello Stato.

E’ questa la soluzione che i super esperti del Comune di Brindisi e della Regione Puglia hanno individuato dopo mesi di studio per collegare l’aerostazione del Grande Salento alla rete ferroviaria delle Fs. Non una grande opera su ferro come esistono in tutte le grandi città del mondo (Roma, Londra, Milano e presto anche a Bari), ma un tracciato stradale lungo il quale far transitare gli autobus (che qui i tecnici hanno chiamato «metrobus») che dovranno comunque convivere con il traffico urbano, i semafori e le fermate nei vari quartieri della città. Tutta un’altra cosa rispetto all’idea di collegamento diretto aeroporto-stazione centrale, punto di snodo con la rete ferroviaria.

Nelle intenzioni dei promotori (tra cui i presidenti delle Province di Brindisi, Lecce e Taranto) si trattava di realizzare una delle opere infrastrutturali di intermodalità trasportistica forse tra le piu’ avanzate: collegare con uno shuttle su rotaia l’aeroporto di Brindisi direttamente con la stazione ferroviaria e dunque con l’intera rete nazionale delle Ferrovie dello Stato. Ma il progetto che doveva fare di Brindisi una delle quattro città in Italia (oltre a Milano, Roma e Bari, rispettivamente collegate con Malpensa, Fiumicino e con il Karol Wojtyla, ad avere una linea ferroviaria diretta con l’aeroporto), rischia di diventare un pasticcio prima ancora di un caso politico. 
A contestare per primo il progetto presentato ieri mattina da Regione Puglia, Comune di Brindisi e Aeroporti di Puglia (presenti l’assessore ai Trasporti della Regione Puglia Guglielmo Minervini, il commissario prefettizio del Comune di Brindisi Bruno Pezzuto e l’amministratore unico di Aeroporti di Puglia Domenico di Paola) è il presidente della Provincia di Brindisi, Massimo Ferrarese, che definisce questa nuova ipotesi progettuale «una soluzione assurda e assolutamente diversa da quella prevista inizialmente che doveva collegare direttamente la stazione nei pressi del Perrino con l’aeroporto del Grande Salento: infrastruttura per la quale è stato concesso dal Cipe un finanziamento di 40milioni di euro».

Il presidente Massimo Ferrarese, ieri, dopo la notizia della presentazione del protocollo di intesa avrebbe accusato il commissario prefettizio della città di Brindisi, Mario Pezzuto di «scorrettezza istituzionale», per la mancata partecipazione delle tre Province del Salento alla presentazione del progetto che «interessa l’intero territorio del Salento, per il quale i tre presidenti delle tre Province si sono adoperati per l’ottenimento del finanziamento», e sottolineato che «la nuova soluzione risulta «assolutamente diversa da quella iniziale». 

L’opera che prevede infatti un tracciato su gomma dovrebbe collegare l’aeroporto «Papola Casale» con la rete ferroviaria italiana nei pressi dell’ospedale «Perrino» (sulla tratta Brindisi-Taranto) dove verrebbe realizzata una stazione di scambio. Da qui il metrobus, attraversando il Pitacchi, arriverebbe finalmente al centro della città, in via Torpisana, alle spalle della stazione e con un sottopassaggio porterebbe i passeggeri in piazza Crispi, la piazza della stazione centrale. Un percorso impossibile che annulla ogni beneficio per chi dovrebbe utilizzare quel collegamento. 
«Una soluzione che – spiega il commissario di Brindisi Bruno Pezzuto – e’ stata prospettata dalla Regione e condivisa anche dai candidati sindaci. Altre ipotesi sarebbero risultate più costose e più difficili da un punto di vista di impatto ambientale».

«Realizzare cioè un collegamento diretto ferroviario tra la stazione centrale e l’aeroporto – dice – avrebbe comportato attraversamenti di aree ad alta intensità abitativa nei quartieri Paradiso e Casale». 
Pezzuto lascia intendere che la decisione è ormai presa e che neppure la dichiarata contrarietà di Ferrarese e degli altri presidente delle altre due Province potrebbe variare il progetto già approvato.
In realtà stando ad alcune indiscrezioni il Comune di Brindisi avrebbe sin da principio spinto per una ipotesi di questo tipo che consente di realizzare un collegamento metropolitano, cioè a vantaggio della città, piuttosto che del territorio del Salento, per il quale invece quel finanziamento è stato concesso. 
L’idea iniziale – spiega Ferrarese – era, invece, quella di realizzare un servizio Shuttle su rotaie con partenza dalla stazione presso il «Perrino» per arrivare direttamente all’interno dell’aeroporto. Cioè una infrastruttura storica. Non una Via Crucis impossibile.

«Nessuno sinora aveva mai parlato di pullman – dice Ferrarese. Ecco perchè chiederemo subito un incontro per avere chiarimenti sulla questione e eventualmente per rivedere tutti insieme il progetto». 
«Il nostro obiettivo, cioè del territorio del Salento – aggiunge Ferrarese – era, e resta quello di realizzare un’opera duratura di grande pregio che consenta ai pugliesi di raggiungere in treno, da Brindisi, ma anche da Taranto, da Lecce, o dal resto del Paese, direttamente l’aeroporto di Brindisi quanto più velocemente possibile. Il metrobus è una soluzione che non realizza questo obiettivo. Pertanto è una idea che non ci piace. E siccome anche noi abbiamo contribuito a far sì che il Cipe concedesse questi 40 milioni è giusto che la Regione, la Seap e il Comune di Brindisi, tengano conto delle esigenze di tutto il territorio a cui quell’opera è destinata».

Una altra critica al progetto giunge dal presidente della Stp di Brindisi, Francesco Zingarello Fasanisi il quale spiega che “per un collegamento di quest tipo esistono già i servizi della Stp, la società di trasporti urbani di Brindisi che effettua il collegamento tra il centro della città e l’aeroporto Papola-Casale ogni 30 minuti. Spendere 40 milioni di euro per doppiare un servizio già esistente, e per giunta non diretto è davvero uno spreco se non una scelta assurda. Senza dire che la società Stp è di proprietà con pari quote del Comune, della Regione e della Provincia. Se di autobus si tratta basterebbe potenziare quanto esiste già, destinando una parte degli investimenti sulla società che già opera il collegamento su gomma".

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

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