Alla fine ha detto di sì anche il vicario nonostante i lavori fossero arrivati a lambire il piccolo cimitero: da oggi Londra ha il suo sesto aeroporto internazionale che la rende sempre più capitale del mondo. Il taglio del nastro dello scalo di Southend, finora un piccolo aeroporto locale con voli irregolari, apre la strada a un futuro di due milioni di passeggeri entro il 2020.
In aprile comincerà a decollare e atterrare da Southend la compagnia lowcost EasyJet con una settantina di voli alla settimana per lo più verso la Spagna. «Parti con una pista, aggiungi la stazione dei treni, il terminal, addestri il personale e gli aerei cominciano ad arrivare», ha gongolato Alastair Welch il direttore dello scalo che si unisce ai più celebri Heathrow, Gatwick, Luton, Stanstead e City. Altrove in Gran Bretagna grandi opere del genere hanno incontrato le barricate da parte della popolazione locale. A Heathrow il miraggio della terza pista sta trasformandosi in un braccio di ferro che vedrà governo e Baa (la società proprietaria) combattersi in tribunale.