Viterbo nel nuovo piano aeroportuale del Lazio

aeroportoMentre Viterbo risulta essere tra gli scali candidati ad essere finanziati, alla vigilia della presentazione che l’’Enac – l’Ente nazionale per l’aviazione civile – consegnerà nei prossimi giorni al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Corrado Passera.

Mentre il Sindaco Marini e l’On Sposetti hanno, con saggia tempistica, presentato al Ministro dei Trasporti le loro interrogazioni per chiedere l’immediato finanziamento delle infrastrutture di collegamento allo scalo. Mentre l’amministratore delegato di Alitalia, Rocco Sabelli, scongiurando l’arrivo delle low cost a Fiumicino, auspica l’immediata realizzazione dello scalo viterbese.

Mentre recentemente l’On Michele Meta – Capogruppo Pd in Commissione Trasporti della Camera dei Deputati – afferma: “Non ci deve sfuggire che la realizzazione di un nuovo scalo a Viterbo, nell’ottica di un sistema aeroportuale integrato, è funzionale all’ottimizzazione dell’aeroporto di Fiumicino. Pertanto, per tali voli, la realizzazione di un nuovo aeroporto a Viterbo è una scelta irreversibile. Ed essa riproduce quanto avvenuto in altre Capitali europee come Londra e Parigi dove gli scali dedicati ai voli low cost non sono situati nell’immediata area metropolitana. La nostra posizione è chiara e ci batteremo perché essa non subisca variazioni in corso d’opera che possono materializzarsi per interessi di Rynair che intende portare i propri passeggeri, oramai di numero eguale a quello di Alitalia, a Fiumicino piuttosto che in altri scali. …Questo è quanto deve fare una forza come il PD”.

Mentre Fabrizio Palenzona, amministratore di Aeroporti di Roma, afferma: “I voli low cost verranno spostati sullo scalo di Viterbo, che verrà aperto nel 2019 e per il quale sono stati previsti impegni finanziari per 236 milioni di euro”.

A Viterbo invece l’opposizione, dando del “kafkiano” all’assessore all’aeroporto, si accanisce strumentalmente su una bozza di master plan presentata, e meno male, da Aeroporti di Roma all’ENAC, credendola essere il documento definitivo, o affermando a mezzo stampa che allo scalo a Viterbo attualmente sembra credere soltanto Giovanni Bartoletti, ma non si sa bene se per dovere (visto che occupa ancora il posto d’assessore con delega all’aeroporto) o se fermamente convinto che alla fine il progetto decollerà.

Noi di Tuscia Vola crediamo che le infrastrutture che da almeno trent’anni i buontemponi della politica viterbese ci ripropongono opportunamente rimaneggiate siano l’unica la situazione “kafkiana” del nostro territorio. Parlando a vanvera, da vari lustri, di superstrada, cassia, ferrovia veloce per Roma, taluni di questi cantastorie, affiancati da qualche meno attempato politico di turno, sono i veri responsabili del completo fallimento delle loro promesse per il nostro territorio. Vi è di più, oggi questi signori, si permettono pure del sarcasmo, o peggio ancora dell’immobilismo, sul realizzando aeroporto di Viterbo.

A nome dei 4300 elettori che alle scorse elezioni provinciali hanno votato Tuscia Vola, vi chiediamo di informarci di cosa avete fatto di buono per la Tuscia negli scorsi trent’anni. Solo allora accetteremo ironia e sarcasmo gratuito. Per il momento un consiglio: date retta al saggio ed informato On. Miche Meta.

Tuscia Vola

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