Malpensa, un aeroporto contro l’inquinamento

Malpensa e la SEA provano a ridurre l’inquinamento… con una nuova pavimentazione in grado di abbattere i gas dannosi rilasciati in atmosfera.

Per la prima volta in un aeroporto italiano (in particolare al Terminal 1), il manto stradale è stato trattato con Coverlite, un prodotto a base di acqua e biossido di titanio in grado di conferire proprietà fotocatalitiche antismog.
Il funzionamento è molto simile al processo di fotosintesi clorofilliana: il biossido di titanio, grazie all’azione dei raggi Uv del sole, provoca le reazioni di trasformazione dei gas nocivi in Sali.

E il sistema funziona! I risultati ottenuti hanno evidenziato un effettivo abbattimento degli ossidi d’azoto di circa il 9%, dato costante e duraturo nel tempo. Dai test effettuati presso il Laboratorio Sperimentale Stradale della Sezione Infrastrutture Viarie del D.I.I.A.R. Politecnico di Milano l’indice di abbattimento saliva addirittura al 43%.

Entusiasti gli ambientalisti: «Siamo rimasti piacevolmente colpiti dai risultati della sperimentazione: questo trattamento degli asfalti consente un efficace abbattimento di pericolosi inquinanti, afferma Andrea Poggio, Vicedirettore Generale Legambiente – Un abbattimento dell’ordine di grandezza del 10%, non consente solo di eliminare l’inquinamento di troppo, ma potrebbe aiutare sensibilmente a rientrare nei limiti di qualità dell’aria richiesti dall’Europa»

Via: GoGreen

One Response to Malpensa, un aeroporto contro l’inquinamento

  1. pierfranco scrive:

    Estate.Una domenica d’estate. 6.30.
    Mi sveglia il tremolio dei vetri e un fragore.
    Ne sta passando uno. Un aereo dico.
    Il primo di decine e decine che renderanno questa giornata infame.
    Come tutte le domeniche. Come tutti i giorni.
    Ad ogni passaggio devi mettere in pausa la tua vita.
    A volte senza accorgertene la lasci in pausa per ore .
    Per una volta parliamo della gente.
    Somma Lombardo.Noi si vive sotto una rotta, non siamo così’ sereni per poter parlare di sviluppo, tecnologia, futuro : ora , adesso, per chi vive la nostra condizione la qualità’ della vita e’ degradata ad un livello molto basso.
    La Malpensa e’ una fonte di inquinamento enorme, e’ palese.
    E’ un cancro inserito in un organismo sano che esiste da molto , molto più’ tempo prima della sua costruzione.
    Inutile citare tutti gli autorevoli studi che lo confermano.
    C’e’ qualcosa di disumano nella prepotenza che esprime un ‘aereo quando passa qualche decina di metri sulla tua testa.
    Ti scuote i nervi profondamente e nel lungo periodo causa danni permanenti alla salute.
    La natura non ha previsto che degli esseri viventi ( uomini o animali) dovessero sopportare livelli di rumore così’ intensi ripetutamente per decine di volte al giorno.
    Una violenza difficile da sopportare.
    Non abbiamo un numero di pronto intervento da chiamare; gli aerei volano in cielo e possono fare ciò’ che vogliono!
    Qui la gente deve far finta di nulla : come può’ pensare cha la casa per la quale con molti sacrifici sta pagando un mutuo sia costruita in un posto infame? E tutti hanno dei figli.E il loro futuro?
    Non molti anni fa questo posto era un paradiso. Si sta ammalando. E anche noi.
    Anche un idiota riflettendo arriverebbe a capire che un aeroporto di queste dimensioni in questo territorio non ci doveva essere : alta densità’ di popolazione e un parco dichiarato oggi dal’ UNESCO riserva della biosfera.
    Questo territorio non e’ in grado di metabolizzare le scorie dello scalo già’ oggi : e’ troppo delicato.I veleni lo indeboliscono.
    Qualsiasi progetto che guardi al futuro necessita di capacita’ intellettuali e di profonde conoscenze tecniche ma non basta: la qualità’ più’ importante e’ l’ immaginazione!
    Un grande hub ha bisogno di grandi infrastrutture di servizio: Malpensa con la sua inadeguata rete di strade e’ l esempio del provincialismo e della magrezza di pensiero di coloro che ne hanno deciso l’ ampliamento, e mi fermo qui.
    Se aumentassero i passeggeri si troverebbero in coda già’ pochi metri fuori dallo scalo!.
    Le vie che la collegano a Milano sono costantemente congestionate dal normale traffico quotidiano e non ci sono concrete possibilità’ di ampliarle.
    La mia e’ una chiara illusione ma mi piace nutrire la speranza che si cominci a pensare ad un vero aeroporto per il futuro ,con un progetto di sviluppo ipotizzato almeno per i prossimi cinquanta’ anni, costruito in un territorio idoneo con grandi strade di collegamento ma soprattutto distante da centri abitati e nel rispetto dell’ ambiente perché’ nessuno si trovi costretto ad ingoiarne i veleni.
    Un idea nazionale e non provinciale.
    Voglio finire con una provocazione che mi diverte: oggi un grande numero di persone viaggia visitando paesi lontani.
    Sudamerica, Africa , India, mete ambite dove scoprire nuovi popoli con diversi usi e costumi da raccontare poi a casa sfogliando fotografie, vantandosi di conoscere il mondo.
    Ma molti di questi viaggiatori davanti ad una persona di altra etnia vista aggirarsi vicino la propria casa, vengono colti da una sorta di fastidio, un prurito,un malessere: mio padre avrebbe detto ” tutto kerosene buttato nel cesso!”.

    Pierfranco Argentiero

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