Chiude il Gino Lisa di Foggia: quale futuro?

Dal 7 novembre l’aeroporto Gino Lisa di Foggia chiude al traffico di linea.

 

La compagnia Darwin ha infatti comunicato la cessazione delle proprie attività sull’aeroporto pugliese dopo che la regione Puglia ha deciso di sospendere i contributi (4 milioni e 800 mila l’anno) per collegare il capoluogo con Milano, Palermo e Torino.

Dal 7 novembre la città sarà collegata all’aeroporto di Bari con un servizio navetta per 4 corse giornaliere (dal centro della città). Nel frattempo a Foggia di parla di ammodernamento. Vi è infatti il progetto di allungare la pista a 1.800 metri così da poter fare atterrare aerei con una capienza superiore ai 50 passeggeri.
Con questo intervento finanziato con fondi Fas, si potrebbe allargare la rosa delle compagnie che potranno atterrare sullo scalo foggiano. Ma resta fondamentale in questo caso quale sarà la risposta del mercato. Se cioè le compagnie considereranno quel bacino di utenza appetibile oppure no. Un interrogativo (se cioè è la domanda a sollecitare l’offerta o viceversa) al quale spesso non si riesce a dare una risposta.

Lo stesso che fino a 20 anni fa si ponevano i puglieisi quando da Bari e Brindisi l’unica compagnia monopolista, l’Alitalia (con due collegamenti su Roma e MIlano) cercava di argomentare il suo disimpegno verso la nostra regione (sbagliando) che la Puglia «non era appetibile».

Oggi invece la Puglia, con l’arrivo di decine di compagnie, viaggia sui 5 milioni di passeggeri annui. 
Certo i settantamila passeggeri che transitano su Foggia sono pochi per sostenere un piano di investimenti infrastrutturale per equiparare l’aeroporto a quelli di Bari e Brindisi. Servirebbero infatti altri fondi per rendere quello scalo appetibile alle grandi compagnie che operano sugli altri scali pugliesi. In tutto oltre 100 milioni di euro: 30 per allungare la pista fino ai 2.800 metri; 50/60 mln per rifare la nuova aerostazione; 5/6 mln per il nuovo piazzale di sosta degli aeromobili; 10 mln per lo spostamento della torre di controllo; 5/6 per la viabilità di accesso e parcheggi. Inoltre servirebbe una nuova caserma dei vigili del fuoco e gestione del servizio antincendio: 2 milioni di euro l’anno.

Via: La Gazzetta del Mezzogiorno

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