Libia, quale futuro per Finmeccanica?

In questi giorni si assiste allo sgretolamento (o forse no…) del regime dittatoriale di Muhammar Gheddafi: gli insorti ormai sono entrati a Tripoli e ormai non è altro che una caccia all’uomo.

Cosa succederà allora all’Italia, primo investitore nel vicino paese del nord Africa?

In Libia operano aziende quali ENI, Finmeccanica, aziende legate al trasporto e all’estrazione del petrolio. Cosa succederà fra qualche mese? Consideriamo Finmeccanica che, con le sue controllate, gestisce affari importanti in Libia.

AgustaWestland, leader del volo verticale, ha da diversi anni una propria sede in Libia e ha venduto decine e decine di elicotteri per usi più disparati. Alenia ha di recente siglato un contratto per la revisione dei propulsori dei 12 SF-260 in mano ai militari libici.

E non dimentichiamo Ansaldo Sts che dovrebbe costruire e aumentare il sistema ferroviario libico così come per le ferrovie libiche così come IVECO che da diversi anni assembla velivoli proprio nel paese africano.

Nonostante le rassicurazioni degli insorti le paure rimangono. Giuseppe Orsi, amministratore delegato della società, ha dichiarato la propria tranquillità in merito ai suoi accordi in essere nel Paese, che a suo avviso "Non dovrebbero subire cambiamenti" e dovrebbero venire rispettati come negli altri settori.

Vedremo fra qualche mese… sappiamo solo che la Francia non vorrà perdere parte dei suoi interessi dopo aver aperto le danze e condotto una guerra difficile sin dai primi giorni.

E voi… cosa ne pensate?

Via: Avionews

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