Nube radioattiva sull’Italia: quali i rischi?

La nube radioattiva fuoriuscita dalla centrale nucleare in Giappone ha già interessato tutti gli USA, dall’oceano Pacifico all’Oceano Atlantico. Ora la nube è sull’Europa e sull’Italia. Negli USA gli esperti hanno tranquillizzato i cittadini in quanto, così come avvenne con Chernobyl, le concertazioni rilevate non rappresentano un pericolo per la salute umana. Lo Iodio 131 e il Cesio 137 è stato rilevato in concentrazioni milioni di volte inferiori a quelle che dannose per la salute umana.

Il CTBTO (Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty Organization), un’organizzazione internazionale di cui fanno parte 182 Paesi e che si occupa di monitorare i livelli di radioattività nell’atmosfera (utile a smascherare i Paesi che eseguono di nascosto test nucleari) afferma che “si possono rendere pubblici i dati sismici ma non quelli sulla radioattività. Per cui, oggi, non possiamo dire cosa stiamo trovando in Giappone”.

In Italia la stazione CTBTO predisposta al monitoraggio dei dati e della radioattività presente nell’aria è Valguarnera in Sicilia. A questa si sommano i diversi sistemi disposti su tutto il territorio nazionale che monitorano continuamente la radioattività e la sismologia.

In Italia la carica radioattiva della nube sarà davvero minima. Secondo il Dipartimento nucleare dell’Ispra la dose che attraverserà l’Italia sarà da 100 a 1.000 milionesimi di baquerel per metro cubo di aria. In pratica “non si rilevano assolutamente rischi per la popolazione. L’eventuale esposizione sarebbe molto rapida“.

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