Tornano i dirigibili?

Lo SkyLIner, in parte aereo in parte dirigibile, può traspostare fino a 1.000 tonnellate di carico utileGli Zeppelin sono tornati ma questa volta si travestono a metà da aerei, proponendosi come «ibridi» capaci di mettere assieme in un solo apparecchio il meglio del dirigibile e del velivolo ad ala. Fra i tanti vantaggi c’è la possibilità di filare via molto più velocemente dei dirigibili di una volta e di trasportare un maggior carico utile (passeggeri e merci), con prestazioni quasi da aereo, ma consumando poco carburante; un grande beneficio per l’economia e per l’ambiente. Diverse aziende nel mondo hanno in fase avanzata lo sviluppo di dirigibili che sfruttano il pieno di gas elio nel loro guscio per essere più leggeri dell’aria, ma in più hanno anche una forma nuova, più piatta rispetto a quella tradizionale a sigaro, e conformata in modo da creare un effetto-ala; per dirla in altro modo, i loro motori non servono solo a spostare la macchina in orizzontale, ma anche a creare una spinta verticale, una «portanza» generata dal profilo alare, come avviene negli aerei.

I vantaggi? Secondo gli ingegneri della World SkyCat, che sta costruendo in Gran Bretagna un ibrido aereo-dirigibile chiamato indifferentemente SkyLiner o SkyCat, «questi nuovi velivoli si imporranno soprattutto nel traffico cargo». Il modello SkyCat attuale, che è spinto da quattro motori collocati lateralmente (a loro volta a basso consumo), trasporta 200 tonnellate di roba, ma già se ne prevede uno che arriverà a mille, che corrispondono (addirittura) a setto o otto volte la capacità di carico di un jumbo 747. Velocità: 185 chilometri l’ora. Questo sembra ottimo per trasportare le merci che non c’è bisogno che arrivino troppo velocemente ma per le quali c’è gran vantaggio a volare con poca spesa. Invece più difficilmente l’ibrido aereo-dirigibile potrà sedurre i passeggeri, con una velocità così modesta, salvo quelli meglio disposti verso l’ambiente (che comunque potrebbero essere milioni) e coloro che vogliono gustarsi un volo fatto proprio così. Un vantaggio aggiuntivo del nuovo velivolo è che decolla e atterra in verticale, quindi in spazi ridotti. Sarà di certo utile per in trasporti in territori isolati o per altro verso difficili.

Che la rotta sia valida è dimostrato dall’interesse dei militari americani. La World SkyCat spera di ottenere un contratto del Pentagono, che già ne ha firmato uno da 517 milioni di dollari con la Northrop Grumman per un aereo-dirigibile denominato Lemv. Lungo come un campo di calcio, questo velivolo dal 2012 aiuterà le truppe americane a sorvegliare l’Afghanistan. Andrea Nativi, direttore della rivista militare «Rid» e fra i massimi esperti italiani della difesa, definisce il posto che andrà a occupare il Lemv «a metà fra un Uav, cioè un aereo telecomandato senza pilota, e un satellite. Terrà sotto controllo con i suoi sensori una vasta zona, da una quota di 6500 metri».

I dirigibili vennero usati già nella prima guerra mondiale per guidare i tiri d’artiglieria (e anche per bombardare direttamente, sia pure con risultati modesti…). Anzi il loro primo impiego bellico in assoluto data da prima ancora, e spetta proprio all’Italia, invasione della Libia: 1911, un centenario persino meno celebrato del 150° dell’Unità (che già è un po’ sottotono). Rispetto ai suoi bisnonni il Lemv attuale ha strumenti di controllo molto più sofisticati ed è più veloce. Ma non sarà vulnerabile? Certo quella dell’Afghanistan è una guerra asimmetrica, ma per quanto asimmetrici i taleban portano pur sempre in spalla dei missili pericolosi anche per gli aerei. Andrea Nativi esclude rischi per i Lemv: «Si posizionano a una quota che è fuori portata per le armi leggere di terra. E poi questi dirigibili essendo così ecologici hanno una “segnatura termica” minima». In parole povere: le testate dei missili che cercano gli obiettivi dirigendosi verso le sorgenti di raggi infrarossi (tipicamente: i motori caldissimi degli aerei) faticano ad acquisire come bersagli i motorini «verdi» dei Lemv.

I dirigibili ibridi allo studio sono anche molti altri. L’azienda australiana SkyLifter ne sta sviluppando uno fatto a fungo che definisce «ascensore del cielo» capace di sollevare 150 tonnellate. La Boeing ha inventato il dirigibile-elicottero (SkyHook Jhl-40). Un profluvio di idee, poi vedremo quali funzioneranno.

Fonte: La Stampa

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