Ciampino, massima delusione dalla sentenza del TAR

Il 1 dicembre 2010, con sentenza 34865/2010, il TAR del Lazio pur ritenendo valide e ammissibili in giudizio le ragioni dei due comuni di Ciampino e Marino, che hanno fatto ricorso al TAR principalmente contro Enac e il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, non ha però accettato la loro richiesta  di obbligare ENAC ad emettere, con procedura d’urgenza, una ordinanza di riduzione immediata dei voli a tutela della salute pubblica dei cittadini, invitando i due comuni a ripresentare l’istanza.

Abbiamo il massimo rispetto delle decisioni della Magistratura, ma non possiamo nascondere la nostra delusione e quella di tutti i cittadini che da anni soffrono per l’inquinamento acustico fuori dai limiti di legge prodotto dal traffico aereo dell’aeroporto “G.B. Pastine” di Roma Ciampino, per una sentenza che ammette l’esistenza dell’emergenza ma, di fatto, ne prolunga la durata.

L’obiettivo dei due comuni era quello di costringere Enac a ridurre immediatamente l’inquinamento acustico prodotto da una quantità intollerabile e abusiva di voli, per un aeroporto che è praticamente in mezzo alle case e che ha aumentato i propri voli senza rispettare alcuna delle normative previste in Italia ed in Europa (non esiste un master plan, non esiste una valutazione di impatto ambientale, non viene rispettata la zonizzazione acustica appena approvata).

Il limite massimo di movimenti aerei tollerabili dai cittadini è stato già fissato, dal marzo 2010, dall’indagine ambientale CRISTAL fatta da ARPA Lazio ed è di 60 voli al giorno (30 decolli + 30 atterraggi). Oltre questo limite si superano i valori massimi di legge ammessi per l’inquinamento acustico e, come ha dimostrato l’indagine epidemiologica SERA, fatta dalle Asl competenti e dal Dipartimento Epidemiologico Regionale, l’attuale attività di volo abusiva compromette la salute di migliaia di cittadini.

E’ vergognoso che lo stesso Enac metta in discussione la validità delle misure e delle analisi dei due enti pubblici che sono, per legge, quelli che devono fare questi controlli.

Oggi i voli a Ciampino si aggirano sui 160 al giorno ed esiste il rischio concreto che, senza provvedimenti urgenti da parte di Enac e del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, aumentino addirittura a 200 al giorno dopo il 1 gennaio 2011. I Giudici del TAR certamente conoscono il loro lavoro ed operano secondo le regole prescritte.

Ma tutti devono capire che è intollerabile quello che i cittadini devono subire. Ormai da più di 12 anni: cavillo dopo cavillo, la legge contro il rumore aeroportuale (447 del 1995 e i decreti collegati del 1997) non è stata rispettata. La “Commissione Aeroportuale”, istituita da quella legge e attivata nell’aeroporto di Ciampino dal 1998 sotto la presieduta dell’Enac, che aveva il compito, in tre mesi, di stabilire i limiti di traffico tollerabili per questo aeroporto, invece di  tre mesi è andata avanti per 10 anni senza compiere il suo lavoro. In questo modo, cavillo dopo cavillo, si è potuto sviluppare a Ciampino un traffico abusivo ed assurdo, dannoso per la salute, e non rispettoso dei limiti di legge (come confermato da ARPA Lazio e dalle Asl).

Sei anni di proteste dei cittadini e dei Comuni, 550 esposti dei cittadini alla Magistratura, numerose denunce penali e civili e ricorsi al TAR dei comuni di Ciampino e Marino, non sono ancora bastati a fermare il far west aeroportuale.

Chiediamo alla Magistratura che si adoperi per mettere fine al regno del cavillo e  della prepotenza, ripristinando la Giustizia   e la certezza del diritto. E ai nostri Comuni chiediamo di proseguire la battaglia per la tutela della salute e della vita dei loro cittadini.

Oppure dobbiamo aspettare di morire prima di vederci risolta l’emergenza?

www.comitatoaeroportociampino.it

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