La Terra dallo spazio: l’Aral dallo spazio

Small Aral Sea

Il cuore al centro di questa immagine è la visione dallo spazio del Piccolo Aral, il bacino nord del lago d’Aral, un tempo vibrante centro economico dell’Asia centrale.
Il lago d’Aral, una volta il quarto lago del mondo per estensione, si è costantemente ridotto negli ultimi 50 anni, da quando il corso degli emissari che lo alimentavano venne deviato per l’irrigazione.

Alla fine degli anni ottanta la quantità d’acqua rimasta ad alimentarlo era talmente esigua, che il lago, prosciugandosi, si è diviso in due bacini: il Piccolo Aral a nord, interamente nel Kazakistan, e il Grande Aral a sud, condiviso fra Kazakistan e Uzbekistan.

Nel 2000 il Grande Aral si è diviso a sua volta in due lingue: una ad ovest e una ad est, prosciugatasi del tutto lo scorso anno.

Nel 2005, per cercare di migliorare la gestione delle riserve d’acqua e invertire il disastro ambientale causato dall’uomo, è stata realizzata una diga fra i due bacini, che ha ricongiunto il Piccolo Aral con il suo affluente, migliorandone visibilmente le condizioni. Purtroppo l’intervento non sembra aver risolto il problema per il Grande Aral, che, infatti, si prevede scomparirà definitivamente entro il 2020.

L’area bianca visibile nell’immagine intorno al bacino è una vasta pianura di sale e minerali, risultato dell’evaporazione del lago, che si estende per 40.000 km quadrati e viene oggi chiamata deserto di Aralkum.

Ogni anno violente tempeste di sabbia sollevano almeno 150.000 tonnellate di sale e sabbia dal deserto di Aralkum e le trasportano per centinaia di chilometri, causando seri problemi di salute alle popolazioni locali e rendendo gli inverni più freddi e le estati più calde in tutta la regione.

Comunicato ESA

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