I pomodori li raccoglieremo sulla Luna!

E’ già pronto il prototipo di una ‘serra lunare’ in grado di far crescere piante terrestri sul nostro satellite, e un giorno su Marte.

Il modulo, coperto di una speciale membrana, può essere ‘ripiegato’ e diventare un disco del diametro di 1.2 metri: contiene speciali lampade al vapore di sodio, raffreddate ad acqua, e tutto l’occorrente (semi compresi) per realizzare una coltura idroponica.

Il brillante risultato è stato ottenuto dai ricercatori del Centro di Agricoltura in Ambiente Controllato della University of Arizona (CEAC), e potrebbe far parte della base lunare-tipo del (prossimo?) futuro.

"Siamo in grado di dispiegare il modulo e di avviare le coltivazioni in meno di 10 minuti," dice Phil Sadler, presidente della Sadler Machine Co., che ha disegnato e costruito la serra lunare. "In circa 30 giorni si hanno già i primi ortaggi".

Per il funzionamento di una serra occorrono acqua e anidride carbonica: allo scopo potranno essere riutilizzati il respiro degli astronauti e la loro urina. Il sistema di lampade potrebbe essere sostituito da trame in fibre ottiche in grado di ‘catturare’ la luce del sole e indirizzarla all’interno del modulo.

In attesa che le serre lunari ci aiutino a colonizzare Luna e Marte, in Arizona sono certi che questa tecnologia permetterà di avviare coltivazioni su larga scala in ambienti tradizionalmente ostili: i grandi centri urbani.

"Sarebbe molto importante riuscire a fornire le città di cibo fresco cresciuto direttamente sul posto: avrebbe un impatto sull’ambiente minimo e abbatterebbe i costi. E’ un traguardo interessante quanto quello della colonizzazione di altri mondi," dice Gene Giacomelli, direttore del CEAC.

Via: Futuro Prossimo

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