Aeroporto di Viterbo: si parte!

È arrivata finalmente la tanto attesa fase operativa per la realizzazione dello scalo viterbese: quella che finalmente, a stretto giro, ci porterà alla realizzazione di uno scalo che, in poco più di un’ora, collegherà Viterbo a svariate decine di altre città di tutta Europa, e non solo.

Dopo anni di duro lavoro, dopo anni di insulti subiti dalle inguaribili cassandre locali, dopo anni in cui i molti tromboni politici hanno messo in discussione l’unica speranza di un futuro concreto per il nostro territorio: possiamo finalmente dire che i nostri sogni stanno vedendo la luce.

Finalmente ci siamo, infatti, venerdì prossimo Comune e Provincia di Viterbo, Enac, Aeroporti di Roma, Rete Ferroviaria Italiana e Società VDP sottoscriveranno presso l’ENAC l’importantissima convenzione per l’affidamento e la redazione dello studio di impatto ambientale e dei prossimi interventi che interesseranno a breve Comune e Provincia nell’ambito della realizzazione dello scalo viterbese.

Finalmente ci siamo, per la prima volta, l’aeroporto viterbese è indicato tra le opere strategiche necessarie al Paese nello schema di decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013 recentemente presentato dal Presidente del Consiglio Berlusconi e dal Ministro Tremonti. Nel documento si legge, altresì “il governo è ora in grado di avviare un rivoluzionario approccio alle reti di collegamento. Sono sufficienti alcuni esempi: sono più importanti i collegamenti stradali e ferroviari tra l’aeroporto di Viterbo e il territorio che l’impianto aeroportuale di Viterbo”.

In buona sostanza:aeroporto, strade e ferrovia.

Tanto per dare un’idea di quel che succederà a Viterbo, con la realizzazione dell’aeroporto, è sufficiente un’analogia con lo scalo di Orio al Serio: lo scalo bergamasco (18.845 posti di lavoro per un indotto complessivo annuo di 2,2 miliardi di euro)  rappresenta per Milano quello che Viterbo rappresenterà per Roma e gestisce un traffico di oltre 6 milioni di passeggeri annui, ma, contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, solo il 24% di essi è milanese. Circa il 20% dei passeggeri proviene infatti da Bergamo, il 10% proviene da Brescia ed un altro 23% dalle altre province lombarde, dal Veneto e dall’Emilia; i restanti passeggeri provengono da altre regioni italiane. Quindi, oltre metà degli utenti del famoso aeroporto  “milanese” provengono da una macro area limitrofa allo scalo paragonabile alla nostra Tuscia ed ai territori con essa confinanti (Umbria e Toscana). Quel che più stupisce è il target dei passeggeri:  ci si reca a Bergamo prevalentemente per vacanze turistiche (58,4%) e per motivi di famiglia, salute e studio (22,8%) e non già, come si potrebbe pensare, per business (22,8%). Senza faziosi campanilismi forse da noi quel 58,4% di turisti potrebbe anche spingersi più in alto.

Prendendo per buoni i dati suddetti, lo scalo della Tuscia, verosimilmente simile a quello di Bergamo, potrebbe essere utilizzato prevalentemente da utenti concentrati in una macro-zona  epicentrica a Viterbo. Molti saranno i turisti.

L’assessore all’aeroporto

Giovanni Bartoletti

One Response to Aeroporto di Viterbo: si parte!

  1. Bacori scrive:

    Finalmente è ora che Viterbo sia collegata con il resto del mondo, e non: chi conosce Viterbo sa benissimo cosa significa Ferrovia Roma Nord, oppure FS Italia. Quindi Evviva l’aeroporto.Ed in bocca al lupo a chi si batte per realizzarlo.

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