Daily Archives: 20 ottobre 2010

I pomodori li raccoglieremo sulla Luna!

E’ già pronto il prototipo di una ‘serra lunare’ in grado di far crescere piante terrestri sul nostro satellite, e un giorno su Marte.

Il modulo, coperto di una speciale membrana, può essere ‘ripiegato’ e diventare un disco del diametro di 1.2 metri: contiene speciali lampade al vapore di sodio, raffreddate ad acqua, e tutto l’occorrente (semi compresi) per realizzare una coltura idroponica.

Il brillante risultato è stato ottenuto dai ricercatori del Centro di Agricoltura in Ambiente Controllato della University of Arizona (CEAC), e potrebbe far parte della base lunare-tipo del (prossimo?) futuro.

"Siamo in grado di dispiegare il modulo e di avviare le coltivazioni in meno di 10 minuti," dice Phil Sadler, presidente della Sadler Machine Co., che ha disegnato e costruito la serra lunare. "In circa 30 giorni si hanno già i primi ortaggi".

Per il funzionamento di una serra occorrono acqua e anidride carbonica: allo scopo potranno essere riutilizzati il respiro degli astronauti e la loro urina. Il sistema di lampade potrebbe essere sostituito da trame in fibre ottiche in grado di ‘catturare’ la luce del sole e indirizzarla all’interno del modulo.

Il tonno rosso duramente colpito dal disastro nel Golfo del Messico

Affected shorelineLa macchia di petrolio nel Golfo del Messico non avrebbe potuto verificarsi in un periodo peggiore per il tonno rosso, appena giunto nella zona per riprodursi. I satelliti stanno fornendo un valido aiuto nella valutazione dei danni arrecati ad uno dei più importanti habitat usati da questa specie per la deposizione delle uova.
L’imponente tonno rosso dell’Atlantico, una delle più grandi specie marine che può raggiungere le dimensioni di un Maggiolino Volkswagen, arriva nel golfo ogni anno fra gennaio e giugno. Il periodo di picco per la deposizione delle uova è fra aprile e maggio, proprio quando dieci milioni di litri di petrolio al giorno si sono riversati nell’oceano, in seguito all’esplosione della piattaforma petrolifera «Deepwater Horizon», avvenuta il 20 aprile scorso.

Le femmine della specie depongono le uova nelle acque di superficie, dove vengono poi fecondate dai maschi. La presenza del petrolio sulla superficie rappresentava perciò un potenziale pericolo per le uova, le larve e persino gli esemplari adulti. Poiché la percentuale di deposizione delle uova in questa specie è diminuita dell’82% negli ultimi 30 anni, è fondamentale per la sua sopravvivenza che possa riprodursi senza impedimenti.

All’interno del golfo, sono due le zone più usate dai tonni per deporre le uova: una a nord ovest e un’altra a nord est, che più o meno coincide con la macchia nera.

Al fine di proteggere i luoghi della riproduzione, la «Ocean Foundation», un’organizzazione non-profit impegnata nella protezione degli ambienti oceanici e delle sue specie, aveva bisogno di sapere quali habitat nella zona nord est del golfo erano stati maggiormente interessati dalla fuoriuscita di petrolio.  Per far questo era necessario conoscere sia l’estensione della macchia, sia i luoghi dove le condizioni per la deposizione delle uova fossero più favorevoli.

Trapani: un aeroporto in fortissima crescita

I dati di traffico registrati dall’Ufficio statistiche dell’Airgest indicano in 187.956 i passeggeri transitati a settembre nell’aerostazione "Vincenzo Florio" di Trapani Birgi (+60,20% rispetto ai 117.324 passeggeri del settembre 2009). Una media di 6265 passeggeri al giorno.

Il dato porta a 1.306.781 passeggeri il complessivo dei transiti nei 9 mesi del 2010 (+63,54% rispetto ai 799.053 passeggeri dei 9 mesi del 2009). Incrementi a due cifre anche per il movimento dei velivoli: a settembre 2010 sono 1.498 movimenti contro 1022 del settembre 2009 (+46,58%); 11.345 movimenti da gennaio a settembre 2010 contro 7.386 nello stesso periodo 2009 (+ 63,54).

Intanto l’Airgest, in seguito all’analisi dei dati statistici di settembre, ed in particolare delle giornate del 24 25 26, sta predisponendo i piani di emergenza (Operational Contingency Plans) e di coordinamento operativo. L’incidente occorso il 24 settembre scorso ad un velivolo in fase di atterraggio all’aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo, la conseguente chiusura della pista, e lo spostamento di parte del traffico aereo sull’aeroporto di Trapani Birgi, ha consentito di rilevare alcune necessità di upgrade operativo fortemente connesse alla vicinanza di due scali a traffico aereo rilevante come quelli di Palermo e Trapani.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi