Daily Archives: 7 ottobre 2010

Il volo umano è possibile!

Un gruppo di studenti dell’Università di Toronto ha appena annunciato che un volo sfruttando la potenza umana è avvenuto!

Il gruppo ritiene che il velivolo abbia volato per 19,3 secondi e circa 145 metri a 25,6 km / h. Durante quel tempo, era alimentato esclusivamente dalla forza del pilota e designer, Todd Reichert, capace di circa 0,3 cavalli. Reichert ha sempre sostenuto il primo volo di un ornitottero umano. La commissione FAI (i custodi dei record) prevede di offrire il proprio parere nel mese di ottobre.

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Via: AVWeb

Addio 5° stormo, arriva il CSAR

Il 5° Stormo Caccia non c’è più. Al suo posto sull’aeroporto di Cervia si è insediato il 15° Stormo CSAR. A sancire l’avvicendamento è stata la cerimonia svoltasi ieri alla presenza del gen. s.a. Giuseppe Bernardis, capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare. Lo scioglimento, il primo a colpire uno stormo decorato di medaglia d’oro al valor militare, è il 75° di una serie che ha comportato anche la chiusura di 24 aeroporti. «Dal 1980 – ha detto Bernardis – è in atto un costante processo di ridimensionamento dello strumento militare ed in particolare di quello aeronautico che fino ad ora ha interessato un centinaio di Reparti della Forza Armata attraverso l’adozione di oltre 160 provvedimenti di soppressione e riorganizzazione.» Tra questi vi era già stato il trasferimento del 23° Gruppo , la parte operativa del 5° Stormo, sulla base di Trapani in vista dell’inserimento nel locale 37° Stormo, che a sua volta ha ceduto il 10° Gruppo al 36° Stormo di Gioia del Colle (BA).

Se in termini pragmatici il problema è quello di dover fare fronte alla drammatica contrazione delle risorse disponibili, a sua volta esacerbata dai forti costi delle missioni oltre i confini nazionali, in termini storico-affettivi la forza armata è costretta a scegliere se salvare le tradizioni di Francesco Baracca o di Amedeo Mecozzi e Giuseppe Cenni. Baracca militava infatti nel 10° Gruppo, nel quale opera ancora la 91a Squadriglia il cui emblema compare nello stemma araldico dell’Aeronautica. Mecozzi, il teorico dell’aviazione d’assalto contrapposta a quella strategica di Douhet, comandò il 5° Stormo. Tra i suoi successori Cenni, caduto operando sulla testa di ponte britannica in Calabria quando l’armistizio era già stato firmato ma non ancora annunciato. Scelte difficili da fare per chi è in servizio e ancor più difficili da capire per chi in quei reparti ha prestato servizio ed ha lasciato più di un pezzo di cuore.

Marte: cosa è successo alla sua atmosfera?

marte UN progetto da oltre 400 milioni di dollari per studiare l’atmosfera di Marte e come il pianeta rosso ha perduto gran parte di essa. Una mossa fondamentale per capire se vi sia stata vita su Marte o meno.

"Le osservazioni precedenti ci ha dato la ‘prova del reato’, ha dichiarato Joseph Grebowsky del NASA‘s Goddard Space Flight Center in Greenbelt , Md e scienziato del progetto.

Una delle cause citate per la perdita di atmosfera è stato il vento solare, un flusso di particelle cariche emesse dal sole. Rispetto a Marte, l’atmosfera terrestre è più spessa e il pianeta ha ancora un campo magnetico che lo protegge dalla radiazione solare.

"Marte non si può proteggere dal vento solare, perché non ha più uno scudo, il campo magnetico globale del pianeta è morto", ha detto Bruce Jakosky della University of Colorado. Marte perse il suo campo magnetico miliardi di anni fa. Una volta che il suo campo magnetico planetario è scomparso, la sua atmosfera è stata esposta al vento solare, che avrebbe spazzato la stessa, ha detto la NASA.

Come l’atmosfera si è assottigliata, l’acqua sul pianeta è evaporata disperdendosi nello spazio. "MAVEN esaminerà tutti i modi con cui il sole interagisce con l’atmosfera marziana, e può scoprirne di nuovi", ha detto Grebowsky.

I paesaggi del Veneto via satellite

Veneto, Italia

Il viaggio da satellite fra le regioni d’Italia continua con un’immagine del Veneto, regione che occupa la parte nordorientale della Pianura Padana, compresa fra le Alpi e il Mare Adriatico.
Nell’immagine, acquisita da Envisat l’1 luglio 2010, si può facilmente apprezzare la straordinaria varietà del paesaggio veneto: dalle fasce montuose ai rilievi collinari, dalle zone pianeggianti alle lagune.

A nord sono chiaramente visibili le Dolomiti, condivise con la confinante regione del Trentino-Alto Adige, e riconosciute dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità nel giugno 2009. All’estremità est della regione spicca l’inconfondibile sagoma del Lago di Garda, il più vasto lago d’Italia, che delimita buona parte del confine fra Veneto e Lombardia.

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