La UKSA debutta a Farnborough

Al Farnborough Air Show, la giornata di mercoledì è stata dedicata in buona parte al "debutto in società" della nuova agenzia spaziale britannica, la UKSA. I programmi del nuovo ente e il suo ruolo all’interno dello scenario europeo sono stati al centro di un incontro svoltosi presso la Space Zone, l’area dell’Airshow che ospita gli stand delle grandi agenzie nazionali (tra cui quello dell’ASI) e dell’Agenzia Spaziale Europea,

L’incontro si è aperto con gil interventi del ministro Britannico per l’Università e la Scienza David Willetts e del ministro Mariastella Gelmini. Willetts ha preso spunto dai dati positivi sul trend di crescita dell’industria spaziale nel suo Paese, per sottolineare la possibilità per lo spazio di essere, a maggior ragione in questi tempi di crisi economica, un moltiplicatore di investimenti e uno stimolo alla crescita anche in campi apparentemente lontani. “Voglio vedere le migliori idee in campo spaziale contribuire a miglioramenti nei trasporti, alla costruzione di una rete elettrica intelligente, a servizi di mappatura utili agli interventi di emergenza” ha detto.

Il Ministro Gelmini, dal canto suo, ha dato il benvenuto alla nascita dell’Agenzia Britannica e ha sottolineato l’importanza della cooperazione tra gli stati membri per rafforzare il ruolo dell’Europa a livello globale nelle attività spaziali. Ha inoltre riaffermato l’impegno del Governo Italiano per sostenere un settore, quello spaziael, in cui l’Italia gioca da sempre un ruolo di primo piano.

A seguire, un forum a cui hanno partecipato il Direttore Generale dell’ESA Jean Jacques Dordain, il Presidente dell’ASI Enrico Saggese, Andy Green (Presidente di UK Space Innovation) e Keith Mason (presidente della UK Space Board). Saggese, nel suo intervento, ha sottolineato in particolare il ruolo complementare di agenzie spaziali nazionali e agenzia spaziale europea, e l’importanza di sperimentare sempre più in futuro modelli di PPP (Public Private Partnership) nei programmi spaziali, modelli di cui peraltro l’esperienza britannica è particolarmente ricca.

Comunicato ASI

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