E’ morto Stelio Frati

 E’ morto Stelio FratiÈ morto a 91 anni Stelio Frati, uno dei più creativi ingegneri aeronautici italiani del dopoguerra. Tra i suoi progetti più famosi l’aereo sportivo F.8L Falco, per il quale vinse nel 1960 il Compasso d’Oro, e l’addestratore SF.260, costruito in circa 900 esemplari e tuttora in produzione presso Alenia Aermacchi. Dotato di un innato senso estetico, si era specializzato in un’unica categoria di velivoli della quale era diventato un indiscusso maestro in grado di sfruttare al massimo le possibilità concesse dalle normative tecniche ad aerei di concezione classica.

Nato il 26 aprile 1919 a Milano, Frati si laureò in ingegneria nel 1943 al Politecnico di Milano, dove fu assistente per oltre dieci anni. Nel 1946, con l’appoggio della ditta modellistica MOVO, iniziò la costruzione del monoposto leggero FM.1 "Passero", che effettuò il primo volo a Venegono l’11 novembre 1947. Era il primo di una famiglia di oltre venti tipi, per lo più monomotore, costruiti in piccola serie o in esemplare unico per piloti sportivi e piccole aziende.

 E’ morto Stelio Frati

Così l’F.4 Rondone (a destra in versione con motore in linea) nacque nel 1950 per Iginio Guagnellini, che vi vinse innumerevoli gare e indusse Mario Vietri a commissionargli una macchina per batterlo. Di fronte alla richiesta di una produzione in serie, Vietri diede vita all’Aviamilano e Frati creò l’F.8 Falco, tuttora disponibile in kit per costruzione amatoriale. Sul Falco conseguì il brevetto di pilota, diventando uno dei pochi progettisti a brevettarsi su di un proprio progetto. Dalla sua evoluzione metallica F.250 nacque quindi l’SF.260, prodotto in larga serie dalla SIAI Marchetti.

Nel 1970 costituì con il fratello Lamberto Frati la General Avia, che si proponeva di sviluppare aerei da affidare poi alle grandi case costruttrici per la realizzazione in serie. Questo gli consentì di procedere con la massima libertà, ma paradossalmente la produzione in serie dell’F.22 Pinguino coincise con la cessione della General Avia a nuovi proprietari.

Questo non interruppe la sua vena creativa. Per i nuovi proprietari Frati avviò l’F.220 Airone II, passando quindi a sviluppare l’F.300 in compositi per le Iniziative Industriali Italiane di Furio Lauri. Dopo un progetto per un velivolo a reazione, non costruito, alla soglia dei 90 anni Frati raccolse la sfida dei nuovi aerei leggeri creando per la Golden Car l’F.30  (sotto, a sinistra) e l’F.10 Brio, presentato ancora incompleto al salone di Friedrichshafen 2010 .

Fonte: Dedalonews

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