Ostensione della Sindone a Torino

Dal 10 aprile al 23 maggio, un decennio dopo la precedente Ostensione del Giubileo, il Sacro Lino verrà esposto all’interno della rinascimentale cattedrale di San Giovanni Battista, dove apparirà come nessuno l’ha mai visto prima.
La Sindone sarà infatti per la prima volta mostrata dopo l’intervento di conservazione che nel 2002 ha rimosso alcuni residui organici rimasti sul tessuto dopo l’incendio di Chambéry del 1532.
L’appuntamento rappresenta una delle espressioni più elevate della cristianità, di cui Torino diverrà per 44 giorni il punto di riferimento assoluto: avrà su di sé l’attenzione dei cinque Continenti e il 2 maggio Papa Benedetto XVI vi giungerà per venerare la Sindone.

Un’importante opportunità preziosa per Torino, meta sempre più ambita dal pubblico italiano e straniero, che si prepara a vivere questo nuovo evento mostrando di sé un lato forse meno noto, ma certamente non meno affascinante di quelli che già ne stanno decretando il successo turistico.
Come organizzare la visita È possibile definire il pernottamento per i giorni dell’Ostensione, comprensivo della prenotazione della visita alla Sindone, utilizzando l’apposito servizio on-line disponibile sul sito web www.turismotorino.org.

Il sito ufficiale dell’Ostensione 2010 www.sindone.org, oltre a proporre numerose notizie storiche e scientifiche, consente di prenotare la visita al Santo Sudario, mentre, per chi volesse effettuare la sua prenotazione telefonicamente, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle 17, è attivo il call center al Numero Verde Universale 008000SINDONE, corrispondente alla numerazione 0080007463663.

I riferimenti dell’evento saranno anche visibili sul sito www.aeroportoditorino.it e presso l’Aeroporto di Torino che espone in numerose sale dell’aerostazione pannelli dedicati all’Ostensione, frutto della fattiva collaborazione tra SAGAT S.p.A., la società di gestione dello scalo torinese, e il Comitato per l’Ostensione della Sindone al fine di dare la massima divulgazione dell’evento ai passeggeri e agli utenti del “Sandro Pertini”.

Comunicato SAGAT

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