Il discovery rimane in orbita: oggi il rientro (forse)

Dal Kennedy Space Center il direttore del controllo missione per il rientro a terra dello Shuttle, Bryan Lunney, ha dato agli astronauti del Discovery il "no go" per le operazioni di "de-orbit". Le avverse condizioni meteo che stanno interessando i cieli della Florida hanno fatto sfumare anche la seconda possibilità di atterraggio dello Shuttle, programmata per le 16:53 di oggi, ora italiana (la prima era stata pianificata per le 14:48).
Il Discovery e il suo equipaggio, dunque, per il momento restano in orbita. Si riprova oggi, meteo permettendo. Lo Shuttle inizierà la discesa dall’orbita 237 alle 6:31, ora locale (in Italia le 12:31), per atterrare alla base di Cape Canaveral alle 7:33, le 13:33, ora italiana. In alternativa alla Florida, la Nasa ha allertato e predisposto anche la Edwards Air Force Base, in California.

La fase di rientro della missione è iniziata sabato scorso alle 12:52 ora locale quando, dopo aver superato i controlli di sicurezza dello scudo termico, lo Shuttle si è sganciato dalla Stazione spaziale internazionale e dopo aver compiuto la rituale circumnavigazione del laboratorio orbitante ha avviato le operazioni di ritorno a terra.
I sette del Discovery, che questa mattina si sono svegliati sulle note dell’inno nazionale americano, “The Star Spangled Banner" scelto dal capitano Alan G. Poindexter, si apprestano a chiudere la quart’ultima missione dello Shuttle (la penultima della navetta Discovery), con un bilancio più che positivo. Durante le tre passeggiate extraveicolari (EVA) che hanno visto protagonisti i due specialisti di missione, Rick Mastracchio e Clayton Andersen, è stato sostituito un serbatoio di ammoniaca (utilizzata come liquido di raffreddamento), mentre grazie al modulo pressurizzato Leonardo– al suo ultimo "giro" in orbita prima dell’aggancio definitivo alla stazione programmato durante la Sts-133- hanno raggiunto la Iss otto tonnellate di carico tra attrezzature, esperimenti scientifici e rifornimenti.

Solo tre le missioni ancora in agenda per la flotta spaziale statunitense: la Sts-132 programmata per il prossimo 14 maggio a bordo dell’Atlantis; seguirà la Sts-134 che accompagnerà il "nostro" Roberto Vittori sulla Iss presumibilmente il 29 luglio, mentre a chiudere definitivamente "l’era Shuttle" sarà la Sts-133, in calendario per il 16 settembre di quest’anno, che porterà in orbita Ams, il "cacciatore di antimateria", un importante esperimento scientifico realizzato con il determinante contributo del nostro Paese.

Comunicato ASI

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