Le prime immagini di SMOS

Dopo neppure quattro mesi in orbita sono già disponibili le prime immagini “calibrate” di SMOS. Il piccolo satellite ESA, lanciato dalla base russa di Plesetsk alle 2:50 del mattino del 2 novembre scorso, è il secondo (dopo GOCE) del progetto europeo “Living Planet Programme” e si sta dimostrando pienamente all’altezza dei compiti impartiti. La sua missione consiste nel misurare l’umidità del suolo (Soil Moisture) e la salinità degli oceani (Ocean Salinity): informazioni fondamentali per migliorare la conoscenza scientifica del Ciclo dell’acqua sulla Terra e arricchire i “modelli” climatici attualmente conosciuti, con tutte le applicazioni pratiche che è facile immaginare.

Lo strumento MIRAS (Microwave Imaging Radiometer with Aperture Synthesis Instrument): effettua una “istantanea” della “Temperatura di Brillanza”, una misurazione delle radiazioni emesse dalla superficie terrestre, ogni 1.2 secondi. Nell’immagine riprodotta è evidenziata, appunto, la “Temperatura di Brillanza”, rilevata da SMOS su una consistente porzione della penisola scandinava. Le parti colorate in blu si riferiscono alle temperature più basse, quelle in giallo alle più elevate: partendo da questi dati è possibile misurare l’umidità del terreno e il livello di salinità delle acque marine.

Il presupposto imprescindibile di un uso efficace dei rilevamenti è la corretta calibrazione e validazione delle immagini, in modo da correggere qualunque distorsione: proprio a questo i tecnici dell’ESA hanno lavorato negli ultimi tre mesi. Nell’istantanea della “Temperatura di brillanza” scattata sopra l’Australia, riprodotta qui a destra, ad esempio, sono chiaramente visibili le caratteristiche geomorfologiche del territorio. “Il nostro team di sviluppatori – ha commentato Achim Hahne, Project Manager di SMOS all’ESA – è veramente felice ed orgoglioso di vedere le performance di SMOS in orbita”. Il piccolo satellite, sottolinea Yan Kerr (che per primo propose la missione all’ESA) “ha prodotto i suoi primi risultati molto in anticipo sul previsto e con una qualità superiore a quanto ci si aspettava”.
La missione di SMOS non è però ancora entrata nella sua fase pienamente operativa: questo avverrà solo alla fine di aprile. Fino ad allora, infatti, si sarà ancora in pieno “commissioning”, cui dall’indomani del lancio hanno preso parte ingegneri e scienziati di vari istituti in tutta Europa. Intanto il team scientifico continua resta impegnato ad assicurare la qualità dei dati. Una campagna di validazione aerea dei rilevamenti di SMOS è in corso in Australia e altre analoghe sono in programma in Germania, Francia e Spagna per questa primavera.

Comunicato ASI

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