Altri sette anni per Cassini

Non è ancora tempo di pensione per la missione Cassini. Per altri sette anni, fino al 2017, la sonda continuerà a studiare il sistema di

Saturno, dove si trova dal 2004. E’ quanto ha deciso la NASA nel corso del 50° Project Science Group, in corso a Pasadena. Il finanziamento previsto dalla NASA per l’estensione della missione, denominata "Solstizio di Cassini", è di 60 milioni di dollari all’anno.

In questo modo la missione, lanciata nel 1997, potrà completare le osservazioni di Saturno e del suo sistema di anelli e satelliti per un intero ciclo stagionale. Su Saturno era infatti il solstizio invernale dell’emisfero Nord quando, nel 2004, Cassini finalmente raggiunse il pianeta, dopo un lungo viaggio che l’aveva portata dalla Terra a Venere, da Venere di nuovo alla Terra e poi a Giove.  L’estensione consentirà di effettuare osservazioni fino a poco dopo il solstizio estivo. "Rappresenta un’opportunità unica di monitorare i cambiamenti stagionali di un altro pianeta del Sistema Solare", ha detto Bob Pappalardo, capo missione al Jet Propulsion Laboratory della NASA. "Alcune delle più eccitanti scoperte sono ancora di là da venire".

Tutti gli strumenti e le attrezzature di bordo di Cassini sono in perfetta forma e funzionano in maniera eccellente. I generatori di energia stanno fornendo leggermente più di quanto previsto fino a questo punto, e c’è sufficiente carburante per assicurare tutte le manovre  che saranno necessarie per compire le osservazioni scientifiche durante i prossimi 155 passaggi intorno a Saturno, i 67 nuovi fly-by di Titano e 11 di Encelado.

Soprattutto, Cassini continua a fornire dati e produrre scoperte confermandosi come la missione di maggior successo tra quelle di esplorazione del Sistema Solare. Ci ha già rivelato molti aspetti sconosciuti di Saturno e del suo complesso sistema di satelliti ed anelli. Si può cominciare ricordando l’atterraggio della sonda Huygens sulla superficie di Titano, la scoperta del getto di acqua ghiacciata di Encelado (un vero proprio geiser i cui cristalli di ghiaccio una volta emessi migrano a rifornire l’anello E di Saturno), la scoperta dei laghi di metano-etano al polo nord di Titano e l’incredibile struttura esagonale formata dall’atmosfera al Polo Nord di Saturno.

“Ora iniziamo inoltre a vedere gli effetti della variazione stagionale, per esempio sui laghi di Titano. Comparando le immagini del radar prese a 4 anni di distanza si è potuto osservare la variazione delle dimensioni di Ontarius, uno dei laghi di maggiori dimensioni, che ha ridotto la sua di qualche chilometro” ci dice Enrico Flamini che, oltre al suo ruolo storico di responsabile del programma per l’ASI, fa parte del team del Radar uno degli strumenti realizzati nell’ambito della collaborazione  dell’ASI con la NASA.

“ Cassini è indicato come uno dei migliori esempi di collaborazione internazionale, tanto che anche il presidente Obama ha voluto alla Casa Bianca una immagine di Saturno ripreso da Cassini” continua Flamini “ La recente firma dell’estensione del Memorandum of Understandig tra NASA ed ASI ci consentirà di continuare a lavorare su questa bellissima missione ed accompagnarla fino all’ultimo tuffo nell’atmosfera di Saturno che ne chiuderà la gloriosa carriera”

Cassini- Huygens è una missione realizzata congiuntamente dalla NASA, dall’ASI e dall’ESA.

Comunicato ASI

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