Airbus A400M: i governi potrebbero offrire 2 mld euro

image I governi coinvolti nel progetto del velivolo militare A400M potrebbero offrire complessivamente 2 miliardi di euro in più a parziale copertura dei costi extra accumulati dal costruttore Airbus durante lo sviluppo, secondo quanto riferito dalla commissione Finanze del Parlamento tedesco.

L’organo, che citava il ministro della Difesa Karl-Theodor zu Guttenberg, ha precisato che la Germania proverà a contribuire alla copertura dei costi imprevisti senza appesantire il bilancio federale con spese non previste dal contratto di fornitura dell’aereo.

L’ammontare complessivo dello scostamento dal budget, pari a 11 miliardi di euro, è da tempo oggetto di discussione fra Eads, controllante di Airbus, e i governi dei paesi europei acquirenti dell’A400M, tra cui Regno Unito, Francia e Spagna, a cui Eads si è rivolta per chiedere aiuto. La trattativa ha come termine il 31 gennaio, ma le controparti sono lontane dall’accordo.

Secondo quanto una fonte dal ministero della Difesa tedesco riferisce a Reuters, i paesi acquirenti del velivolo avrebbero recentemente rifiutato una richiesta di Eads per 4,4 miliardi di euro per coprire lo sforamento, una cifra già ritoccata al ribasso dopo la precedente richiesta di 5,2 miliardi.

Nel frattempo l’agenzia di rating Fitch fa sapere che, pur aspettandosi una soluzione all’insegna della condivisione dei costi imprevisti, l’esito della faccenda potrebbe causare un peggioramento del rating sul credito di Eads.

"Con l’avvicinarsi della scadenza del 31 gennaio per trovare un accordo, è importante tenere presente le implicazioni per il rating sul credito di Eads nelle diverse ipotesi, inclusa quella nel caso in cui il progetto A400M venga del tutto abbandonato", ha detto Tom Chruszcz, direttore della divisione Industria di Fitch Emea.

"Sebbene Fitch consideri l’ipotesi della cancellazione improbabile, il potenziale peggioramento dell’indebitamento societario per il ripagamento degli anticipi da 6,4 miliardi di euro ricevuti finora dai clienti, così come il rischio sulla reputazione a lungo termine, indicano che un downgrade sia una chiara possibilità".

Fonte: Reuters

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