Monthly Archives: dicembre 2009

Le scansioni “full-body” potrebbero procurare ritardi

L’uso del full-body scanner sui tutti i passeggeri delle compagnie aeree può creare ritardi: lo ha affermato la International Air Transport Association.

Il Full body-scanning, se semplicemente aggiunto all’attuale processo di screening, renderebbe necessario più tempo.

Ken Dunlap, direttore della IATA per il Nord America, ha detto oggi che si aggiungono 45 secondi di tempo ogni volta che un viaggiatore passa attraverso lo screening, il tempo supplementare creerebbe ritardi dei voli di due a cinque ore.

L’impatto dei tempi supplementari è aggravata dai viaggiatori, che tendono ad arrivare negli aeroporti in grappoli. Periodi di picco per gli arrivi internazionali sono tra 80 e 100 minuti prima di un volo, ha detto IATA.

Alcuni body scanner richiedono due immagini di un individuo, e il passeggero deve essere istruito su come stare per permettere una immagine migliore. Poi qualcuno deve guardare oltre l’immagine di oggetti sospetti, che potrebbero richiedere ulteriori ricerche. Sistemi tipo RapiScan, tuttavia, hanno una posa più veloce del single-backscatter scanner.

Invece di utilizzare il full-body scanner per ogni passeggero, IATA favorisce un sistema in cui le autorità dovrebbero fare un uso migliore delle informazioni che raccolgono già sui passeggeri – come le informazioni raccolte per decidere chi si avvicina allo screening – per decidere chi avrà il full-screening.

"Penso che abbiamo bisogno di cambiare la presunzione che la funzione dei controlli di sicurezza è quello di cercare cose cattive", ha detto Dunlap. "Abbiamo bisogno di cercare persone cattive".

Via: Aviation Week

La top ten del 2009: un anno di spazio

Cosa resterà di questo 2009 in campo spaziale? Abbiamo provato a rispondere ripercorrendo le 10 tappe principali che hanno scandito, per l’ASI e per le altre grandi agenzie spaziali, gli ultimi 12 mesi.

1) ANNO INTERNAZIONALE DELL’ASTRONOMIA

Il 2009 si è aperto in grande stile con l’inaugurazione dell’Anno internazionale dell’astronomia, manifestazione che ha animato una miriade di incontri, eventi, rassegne e iniziative per avvicinare le persone alle stelle. In particolare, ha riscosso uno strepitoso successo di pubblico la mostra “Astri e particelle” al Palazzo delle Esposizioni di Roma, organizzata dall’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) e Agenzia spaziale italiana (Asi): inaugurata a Roma il 27 ottobre scorso, in poco più di un mese i visitatori sono stati oltre 50.000, con picchi nel weekend, e una media giornaliera di 1.500 visitatori.

 

2) ALTE ENERGIE
Il 2009 è stato l’annus mirabilis dell’astrofisica delle alte energie. Nuove pulsar, fenomeni di resurrezione cosmica, indizi di materia oscura, lampi gamma mai visti, flash di luce superpotenti, esplosioni stellari, buchi neri in azione. Sono alcune delle tante sorprese che hanno confermato l’eccellenza dell’Italia in questo affascinante campo. I protagonisti sono stati loro: AGILE, un piccolo gioiello tutto italiano lanciato nell’aprile 2007; FERMI, missione Nasa con un “cuore” italiano (il sensibilissimo rivelato LAT, Large Area Telescope, è stato realizzato nel nostro paese), SWIFT, altra missione NASA con partecipazione italiana. L’importanza dei risultati ottenuti è valsa il riconoscimento della National Academy of Sciences, con la medaglia Henry Draper a Neil Gehrels, responsabile scientifico del telescopio astronomico Swift e del satellite Fermi. Secondo la rivista Science, le nuove pulsar scoperte da Fermi è una delle dieci più importanti scoperte scientifiche in assoluto dell’anno.

 

3) IL TERREMOTO IN ABRUZZO
A poche ore dal terremoto del 6 aprile 2009 che ha colpito l’Abruzzo e distrutto L’Aquila, i satelliti della costellazione ASI Cosmo Sky-Med puntavano la zona dove la terra ha tremato. I dati a disposizione della Protezione Civile hanno consentito un monitoraggio continuo sopra l’area colpita dal sisma e offerto un prezioso aiuto alla macchina dei soccorsi, messasi prontamente al lavoro. Cosmo Sky-Med è riuscito a individuare la faglia del terremoto, stabilendo l’entità dello spostamento del suolo.
A distanza di mesi dal drammatico evento, i satelliti della costellazione a uso duale continuano a osservare l’Abruzzo.

 

4) HERSCHEL & PLANCK
Sono la coppia dell’anno. Dopo uno sviluppo scientifico e tecnologico durato oltre 10 anni, il 14 maggio 2009 dalla base di Kourou sono partiti in tandem a bordo di un razzo Ariane V Planck e Hershel, due missioni Esa con rilevante contributo italiano, tra le più ambiziose mai programmate. Planck è una sorta di macchina del tempo, che misurerà i primi vagiti dell’Universo neonato, misurando la radiazione cosmica di fondo con una precisione 10 volte superiore dei suoi predecessori. Herschel è finora il più grande telescopio mai mandato in orbita, osserverà nella banda quasi inesplorata dell’infrarosso galassie antichissime e le stelle nascenti. A pochi mesi dal loro debutto cosmico, entrambi gli osservatori hanno dato prova di alte prestazioni: Planck ha prodotto la "scansione" iniziale dell’Universo primordiale e Herschel ha ottenuto immagini spettacolari.
5) LE MISSIONI dell’ANNO
Tre piccole missioni italiane hanno spiccato il volo: SoRa
su pallone stratosferico
, RoSa per lo studio dell’atmosfera terrestre e Score dedicato all’analisi della corona solare. L’ESA ha lanciato il satellite GOCE, che ha l’obiettivo di realizzare, in 20 mesi, la prima mappa ad altissima risoluzione del campo gravitazionale terrestre. È partito KEPLER, la sonda della NASA che andrà a caccia di un altro pianeta abitabile, simile alla Terra. Ma forse la missione più importanti del 2009 è stata la riparazione del telescopio spaziale Hubble, che ha guadagnato altri 5-10 anni di vita e ha già ripreso a regalarci spettacolari immagini del cielo.
Significativi anche i progressi sulla ISS: per la prima volta, la stazione ha raggiunto la sua massima capienza abitativa, raddoppiando il numero di ospiti a bordo. Inoltre per la prima volta al timone è salito un comandante europeo, Frank De Winne.

 

6) L’ANNO DELLA LUNA
Nell’anno in cui il mondo intero ha celebrato i 40 anni dell’allunaggio dell’Apollo 11, la Luna è stata protagonista di una sensazionale scoperta: c’è acqua sul nostro satellite, un fatto che cambia gli scenari dell’esplorazione spaziale nel dibattito, ancora in corso, sull’opportunità di tornare sulla Luna o puntare verso Marte. Le sorti dipendono anche dalla decisione di riassetto della NASA.
7) ASTRONAUTI
L’Italia ha due nuovi astronauti nel corpo ESA. Sono Samantha Cristoforetti, 32 anni, e Luca Salvo Parmitano, 33, entrambi piloti dell’Aeronautica Militare, scelti su oltre 8.500 candidati dopo durissime selezioni.

Intanto, è ufficiale che nel 2010 Roberto Vittori tornerà sulla ISS.

8) COOPERAZIONI INTERNAZIONALE PIU’ FORTE
L’ASI ha curato molto le relazioni internazionali, stringendo nuovi accordi di cooperazione e rafforzando quelli già in corso con paesi come l’Argentina,
Israele, l’India, il Giappone, la Russia, la Francia.

9) ITALIA PROTAGONISTA NELLO SPAZIO
E’ stato il primo anno che ha visto l’Italia, con il ministro dell’Istruzione e della Ricerca Maria Stella Gelmini, alla guida della conferenza interministeriale dell’ESA, a conferma del ruolo da protagonista dell’Italia nello spazio anche la candidatura di Napoli come sede dello IAC nel 2012.

10) L’ASI DALLA PARTE DELLE PMI
La buona notizia di fine anno: l’ASI ha stanziato complessivamente 20 milioni di euro, ripartiti in quattro bandi da cinque milioni di euro ciascuno, per progetti di co-finanziamento al 50% con le piccole e medie imprese per lo sviluppo di tecnologie spaziali.

Comunicato ASI

ENAC convoca il CISA – comitato interministeriale sicurezza del trasporto aereo e degli aeroporti – e Ryanair per il 7/01/2010

Poiché da parte della compagnia Ryanair si continua pervicacemente e pretestuosamente a mettere in dubbio il rispetto ed il rigore dei controlli di sicurezza da parte delle autorità italiane, cosa che crea allarmi infondati e scredita l’immagine del nostro Paese a livello internazionale, il Presidente dell’ENAC Vito Riggio, in qualità anche di Presidente del CISA – Comitato Interministeriale per la sicurezza del trasporto aereo e degli aeroporti -, sentito il ministro dell’Interno Roberto Maroni ed il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli, ha disposto per il giorno 7 gennaio 2010, alle ore 11:00, la convocazione del CISA alla presenza delle autorità di pubblica sicurezza nonché di tutte le autorità e gli Enti preposti alla sicurezza in ambito aeroportuale, oltre che del Direttore Generale dell’ENAC Alessio Quaranta.

La riunione è finalizzata ad esaminare gli argomenti avanzati della compagnia Ryanair che potrà illustrarli direttamente in tale occasione dato che il vettore è stato convocato alle ore 12:00 della stessa giornata, 7 gennaio 2010, presso la Direzione Generale dell’Ente.

Ove le dichiarazioni di Ryanair risultassero, come assolutamente sono, infondate, ne verranno tratte tutte le dovute conseguenze.

Il Presidente e il Direttore Generale dell’ENAC rassicurano sull’efficacia dei controlli di sicurezza esercitati, come per legge, dalle forze di Polizia e dagli operatori aeroportuali secondo la normativa italiana che, peraltro, viene rispettata da tutte le compagnie aeree.

Comunicato ENAC

Come sarebbe la Terra senza la sua Luna?

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Vi siete mai domandati cosa succederebbe se la Terra non avesse la Luna ? Quali sarebbero le conseguenze per il nostro pianeta? Proviamo allora ad immaginare di "togliere" la Luna e vedere cosa potrebbe accadere. Prima di tutto bisogna dire che se non ci fosse stata la Luna quasi certamente il nostro pianeta non sarebbe quello di oggi e la stessa vita non avrebbe seguito una evoluzione tale da far sviluppare gli esseri viventi. Tutto sommato possiamo dire che tra tutti i pianeti rocciosi la Terra è stata abbastanza fortunata ad avere avuto un proprio satellite naturale, se si fa eccezione per Marte  i cui due satelliti, Phobos e Deimos, si possono considerare veri e propri asteroidi catturati dalla sua attrazione gravitazionale.

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Se diamo uno sguardo d’insieme al sistema Terra-Luna, notiamo subito che la Luna ha avuto un ruolo importante per la stabilizzazione dell’asse di rotazione terrestre. Ad esempio il pianeta rosso è stato soggetto, nel corso della sua evoluzione, ad un periodo di instabilità durante il quale la direzione del suo asse di rotazione ha subito una continua oscillazione, forse dovuta all’influenza gravitazionale dei pianeti vicini, Terra e Giove . Una conseguenza di ciò potrebbe un giorno portare i ghiacci, oggi presenti nelle calotte polari, verso le zone equatoriali. Nel nostro caso, la Luna ha, per così dire, aiutato il nostro pianeta a stabilizzare l’asse di rotazione che rimane comunque con la stessa inclinazione rispetto al piano orbitale. Questo permette, ad esempio, l’alternarsi delle stagioni per cui sulla Terra i cambiamenti climatici sono stati meno drammatici nel corso della storia. Inoltre, senza la Luna, la Terra avrebbe ruotato attorno al proprio asse molto più rapidamente. Assumendo che, inizialmente, il periodo di rotazione della Terra era di circa 6 ore, si calcola che senza la presenza della Luna la sola influenza gravitazionale del Sole , che si trova ad una distanza di circa 150 milioni di chilometri, avrebbe fatto allungare il periodo di rotazione di circa 4 ore, portandolo quindi a circa 10 ore. Quali le conseguenze di questa rapida rotazione dell’asse? Prima di tutto il ciclo giorno/notte, con le relative escursioni di temperatura dal caldo al freddo, sarebbe stato molto breve, determinando la formazione di temporali durante il giorno; poi la formazione di una atmosfera molto spessa avrebbe creato enormi pressioni sulla superficie, dell’ordine di 100 atmosfere, determinando un effetto serra così elevato da creare temperature dell’ordine di 1000 gradi, così come avviene su Venere .

Un altro effetto, a tutti noi noto, è quello delle maree causate maggiormente dall’attrazione gravitazionale dovuta alla Luna. Ancora una volta, senza la presenza della Luna avremmo avuto effetti di marea meno accentuati con variazioni di livelli di acqua di pochi metri e con una diversa distribuzione del livello degli oceani sulla superficie terrestre. Attualmente si osserva una specie di distorsione del livello delle acque lungo l’equatore perciò nel caso in cui non ci fosse la Luna gran parte delle acque degli oceani si riverserebbero verso i poli. Ma anche la crosta terrestre ne viene influenzata. Infatti, le forze di marea dovute all’attrazione lunare causano un processo di riscaldamento e di dissipazione di energia. Parte di questa energia serve a riscaldare il pianeta e parte di essa permette alla Luna di allontanarsi dalla Terra nel corso del tempo. Infine, si ritiene che l’esistenza delle cosiddette "pozze mareali", grazie al processo di rimescolamento di acque, sali e minerali, sia stata un elemento determinante per la nascita e lo sviluppo della vita nel corso della storia evolutiva del nostro pianeta.

Quale sarà l’evoluzione del sistema Terra-Luna? Le misure effettuate mediante i raggi laser che colpiscono gli specchi lasciati dagli astronauti sulla superficie lunare (a proposito, permettetemi di sottolineare che questa costituisce una prova del fatto che siamo andati veramente sulla Luna) ci dicono di fatto che il nostro satellite naturale si allontana di circa 4 centimetri all’anno. Il sistema Terra-Luna si dice "fisicamente legato" e ciò implica che se la Luna si sta allontanando, la Terra deve rallentare il moto di rotazione attorno al proprio asse, una conseguenza del principio di conservazione dell’energia totale del sistema. Ma questo vorrà dire che la durata del giorno sarà sempre più lunga e la Luna apparirà sempre più piccola nel cielo. Tra circa 2 miliardi di anni la Luna sarà lontana abbastanza che la sua attrazione gravitazionale sarà talmente debole che l’asse di rotazione terrestre comincerà a diventare instabile. Comunque sia, essa ci accompagnerà ancora per molto tempo e continuerà ad essere fonte e ispirazione di romanticismo e di misteri mentre il suo destino la vedrà sempre di più allontanarsi dalla Terra.

Fonte: AstronomicaMentis

La Puglia dice SI al distretto aerospaziale

image Brindisi – La giunta regionale pugliese, su relazione della vicepresidente e assessore allo Sviluppo Economico ed all’Innovazione Tecnologica, Loredana Capone, ha deliberato l’adesione alla costituenda “Rete dei distretti aerospaziali” assieme alle Regioni Piemonte, Campania e Lombardia.

La Regione Puglia compie così un altro importante passo in direzione dello sviluppo del comparto aerospaziale nel proprio territorio e della partecipazione alla formulazione e all’attuazione di strategie innovative, affinché il Paese giochi un ruolo primario nelle politiche europee di settore. Nella stessa seduta, la giunta regionale Pugliese ha inoltre approvato il contratto di programma con Avio Spa per investimenti nell’unità di Brindisi su un progetto che riguarda propulsori per il settore dell’aviazione civile, e un progetto di Dema Spa –nell’ambito dei Programmi integrati di agevolazione- per la realizzazione di un nuovo stabilimento sempre nell’area di Brindisi. Le due operazioni comporteranno un impiego complessivo di circa 100 milioni di euro. La delibera ribadisce che “il settore aerospaziale rappresenta uno dei comparti strategici per lo sviluppo tecnologico ed industriale della Puglia”, un cammino istituzionale avviato l’8 luglio del 2008 con il primo riconoscimento del Distretto Aerospaziale Pugliese in qualità di distretto produttivo ai sensi della legge regionale del 3 agosto 2007, al quale la giunta regionale –ha sottolineato la vicepresidente Loredana Capone nella sua relazione per l’adesione alla rete con Piemonte, Lombardia e Campania- affida “il rafforzamento della competitività della Regione Puglia nel settore aerospaziale attraverso il consolidamento e potenziamento del sistema produttivo, della ricerca e della valorizzazione del capitale umano”.

Fonte: SenzaColonne

Sukhoi inizia le prove in volo

Il prototipo del Sukhoi caccia di quinta generazione, conosciuto come PAK-FA o T-50, ha iniziato i primi test con l’obiettivo di effettuare il primo volo ai primi di gennaio, dicono fonti del settore.

Sperimentazioni sono state effettuate con successo presso Komsomol Sukhoi-on-Amur, dove i prototipi vengono costruiti. Il PAK-FA di sviluppo è ancora non classificato, così come le immagini verranno visualizzate solo dopo il primo volo.

All’inizio di questo mese il vice primo ministro Sergei Ivanov ha anche confermato ai media che i test di volo del T-50 avrebbero dovuto essere avviati agli inizi di gennaio.

Via: AviationWeek

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