
Non è stato accolto da un cielo sereno il gran debutto tra i cieli di Ares 1-X, il prototipo del nuovo razzo della NASA che dovrebbe andare a sostituire lo Shuttle per i collegamenti in bassa orbita (LEO) con la Stazione spaziale internazionale. Condizioni meteo sfavorevoli hanno costretto a rimandare l’attesissimo lancio di prova, inizialmente previsto il 27 ottobre 2009 dalla base di Cape Canaveral, in Florida, per le 8 del mattino (le 13 ore italiane) e poi posticipato al 28 ottobre, sempre alle 8 ora locale.
Qualche nube, per la verità, si intravede anche per le possibilità del vettore di nuova generazione di entrare in servizio per il 2012, e portare i primi astronauti nello spazio per il 2015. Le conclusioni del rapporto Augustine, infatti, pongono la Nasa di fronte a scelte che potrebbero modificare i piani originari del programma Constellation lanciato nel 2004 e fortemente sostenuto dal presidente Bush, di cui Ares I fa parte.
Il test di volo dell’Ares 1-X durerà appena due minuti. Il vettore, del peso di 816 tonnellate, raggiungerà un’altezza di 40,2 chilometri dalla superficie terrestre (non arriverà in orbita LEO, quindi), per poi dividersi in due pezzi. Il primo stadio verrà riportato a terra per mezzo di paracadute, mentre il secondo stadio si inabisserà nell’Oceano Atlantico. Il prototipo ARES I-X, detto “the stick” (lo stecco), è alto quasi 100 metri (è il missile più lungo mai utilizzato dalla Nasa dai tempi dei Saturn V di 110 metri impiegati negli anni Sessanta per le missioni sulla Luna). È stato costruito in modo da simulare il più fedelmente possibile il vettore “titolare” ARES I completo di tutte le sue sezioni. Questa prova di lancio è importantissima per verificare prima di tutto l’impatto in volo delle violentissime vibrazioni riscontrate a Promontory durante le prove di accensione del primo stadio, che rischierebbero di danneggiare il sistema di direzionamento della spinta o addirittura quello di controllo dell’autodistruzione da terra.
Ares-1 è stato concepito per essere il successore della flotta Space Shutte, che il prossimo anno dovrebbero andare in pensione dopo gli ultimi tre collegamenti con la ISS. Insieme alla capsula Orion e al razzo Ares-5, Ares-1 rappresenta uno dei protagonisti del programma Constellation che punta a riportare l’uomo sulla Luna e verso l’esplorazione interplanetaria su Marte. Ma il condizionale è d’obbligo in questa fase di transizione per l’agenzia spaziale americana che attende la decisione del presidente Barack Obama a valle delle conclusioni del rapporto Augustine sul riassetto economico e strategico dell’ente. L’intero programma potrebbe essere rivisto dall’Amministrazione Obama, anche alla luce della crisi economica globale. Secondo il rapporto Augustine, la situazione economica della NASA è tale per cui Ares 1-X non potrà comunque essere utilizzato per il volo umano prima del 2017. Voci critiche non escludono l’ipotesi peggiore: che il primo lancio del missile Ares I-X possa anche essere l’ultimo. Per far fronte ai costi sempre maggiori la via indicata dalla commissione di esperti è quella di un maggiore coinvolgimento dell’industria. Ai privati – è il suggerimento dei 10 membri del Comitato di esperti – potrebbe essere affidato il compito di traghettare gli astronauti in bassa orbita.
Comunicato ASI










