marte Da sempre i viaggi spaziali sono stati  visti come un’ impresa, qualcosa di difficile realizzazione, di estremamente costoso e soprattutto pericoloso.
Agli astronauti si raccomanda di non avere figli dopo un viaggio spaziale a causa delle notevoli dosi di radiazioni, dei problemi di osteoporosi, della gravità ridotta che porta ad un cambio delle abitudini quotidiane che possono essere distruttive per il corpo umano.

Ad esempio uno dei maggiori ostacoli per conquistare Marte è appunto la possibilità di incorrere, durante il viaggio, in distruttive tempeste solari che in un sol colpo potrebbero annientare un intero equipaggio.
Ora però, grazie alla ricerca compiuta dall’Institute of Physics di Londra, sarà possibile viaggiare nello spazio senza problemi… grazie alla magnetosfera portatile.
Sulla nostra Terra la vita è preservata da un forte campo magnetico che ci scherma dalle letali particelle solari e dalle vere e proprie tempeste che si possono manifestare da un momento all’altro (ecco spiegato il motivo per cui fa così paura la possibile inversione istantanea del campo magnetico terrestre con un periodo di annichilazione dello stesso).

Finora nessun astronauta uscito fuori dal campo geomagnetico della Terra è mai morto. Il motivo è semplice da spiegare: gli unici astronauti che hanno superato il “confine” su detto sono stati quelli delle missioni Apollo (quelle lunari). Tuttavia il periodo di soggiorno lunare è stato così breve da non esserci mai stati problemi di tempeste solari. Il problema è che, se davvero la missione su Marte richiederà 30 mesi (6 per l’andata, 18 di soggiorno, e altri 6 per il ritorno) la probabilità di essere colpiti da una tempesta solare diventerebbe certezza.
Grazie alle simulazioni matematiche si è dimostrato che, per proteggere una astronave di modeste dimensioni, sarebbe necessaria una bolla magnetica di poche centinaia di metri di diametro. Impresa abbastanza semplice da realizzare grazie alle moderne tecnologie.
L’idea di conquistare Marte diventa sempre più vicina e reale! Inoltre, grazie al motore al plasma (peraltro finanziato dalla stessa NASA), il viaggio si potrebbe ridurre considerevolmente fino a soli 39 giorni. Davvero un modo rivoluzionario di esplorare non solo lo spazio vicino ma anche altri sistemi solari e, perché no, scoprire la vita su altri mondi…

E, mentre da un lato si testa e si certifica il motore al plasma, dall’altro l’ESA (l’agenzia spaziale europea) cerca volontari pronti a simulare un viaggio completo verso Marte: andata, ritorno e “30 pernottamenti” sul Pianeta Rosso virtuale in una capsula senza accesso al mondo esterno.
Per partecipare i requisiti sono: avere tra i 25 e i 30 anni, altezza inferiore a 1.85m, inglese o russo fluente, esperienza professionale in una branca tra medicina, biologia, ingegneria elettronica, informatica o meccanica… e nulla da fare per i prossimi due anni…
In bocca al lupo!

Via: Testate al Muro

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