Archive del 12 ottobre 2009

marte E’ questa l’incredibile e rivoluzionaria affermazione della Ad Astra Rocket Company dopo la fine dei test del nuovissimo motore al plasma in grado di portare l’uomo sul pianeta rosso in pochissimi giorni.

Il propulsore, attualmente allo stato di prototipo, è in grado di generare 210KW in una campana sottovuoto: non tantissimi, ma già in grado di spingere nello spazio una capsula di 2 tonnellate.

Ed ora l’azienda ha firmato un accordo con la NASA per portare il generatore VASMIR (Variable Specific Impulse Magnetoplasma Rocket) nello spazio e testarlo sulla ISS nel 2013.

Il VASMIR, invece di bruciare carburante, “riscalda” gli atomi al fine di creare ed espellere il plasma e fornire così il movimento nello spazio.

Ora, se tutto andasse al meglio, l’azienda prevede di realizzare una versione dai 10 ai 20MW che potrebbe portare l’uomo su Marte in soli 39 giorni, contro i 6 mesi di tempo necessari a compiere il tragitto con i vettori tradizionali.

Come sempre ci sono dei problemi: in primo luogo la potenza del propulsore. 200kW sono sufficienti a spingere due tonnellate di materiale dal Sole a Giove in 19 mesi, ma per lasciare la Terra occorre comunque del carburante ed un vettore tradizionale.

Il secondo luogo il motore funziona a energia solare (ottimo per missioni vicine). Per missioni di lunga durata e lungo raggio occorrono più di 200MW di energia: solo un reattore nucleare può fornirne tanta energia.

Via: Futuro Prossimo


Foto di archivio della barella di biocontenimento ATI (Aircraft Transit Isolators) prima dell`imbarco sul veilvolo C-130J della 46^ Brigata Aerea di Pisa

Sabato 10 Ottobre la Sala Situazioni dello Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, su richiesta della Prefettura di Torino alle ore 13,26 che aveva informato la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha coordinato un trasporto sanitario da Torino a Roma, effettuato con il velivolo C-130J della 46^ Brigata Aerea di Pisa, per un uomo senegalese di 44 anni, in Italia da circa 20 anni e recentemente rientrato dal suo paese d’origine, affetto da sospetta febbre emorragica contagiosa.

Il velivolo C-130J è decollato da Pisa alle ore 17,00 locali per raggiungere l’aeroporto militare di Pratica di Mare (Roma), dove è stata predisposta l’apposita Unità di Isolamento Aeromedico del Servizio Sanitario del Comando Logistico dell’Aeronautica Militare, composta da nove militari tra Ufficiali medici ed infermieri addestrati a questo tipo di emergenze con una specifica barella ‘Aircraft Transit Isolators (ATI)’. L’ATI è una barella chiusa per aviotrasporto isolato di pazienti infettivi o contaminati da agenti biologici, composta da filtri ad alta efficienza a pressione interna negativa costituita nell’essenziale da un telaio in alluminio, un rivestimento in PVC con maniche e maschere per trattare il paziente, due filtri e un sistema di alimentazione. Tale attrezzatura è necessaria per pazienti colpiti da patologie infettive altamente contagiose e diffusibili, tra le quali ad esempio le febbri emorragiche, la SARS ed il colera.

Il velivolo, ai comandi del Capitano pilota Massimo Maieron, dopo l’imbarco del personale e del materiale idoneo al trasporto del paziente, è decollato alle ore 19,30 locali da Pratica di Mare alla volta dell’aeroporto civile di Torino Caselle, dove è atterrato alle ore 20,32 locali. Il paziente, preventivamente ricoverato presso l’ospedale ‘Amedeo di Savoia’ di Torino, è stato trasferito all’aeroporto piemontese con un apposita barella ‘Stretcher Transit Isolators (STI)’, idonea per l’ambulanza.
Dall’ambulanza, giunta nelle vicinanze del velivolo, si è provveduto al trasferimento del paziente dalla barella STI a quella ATI in perfetto isolamento dall’ambiente esterno. La barella di biocontenimento ATI è stata poi imbarcata sul velivolo C-130J, sotto il monitoraggio medico del personale dell’Aeronautica Militare, coordinato dal capo team di biocontenimento, Colonnello Stefano Farrace dell’Infermeria Principale di Pratica di Mare. Il velivolo è poi ripartito alle ore 22,05 locali per l’aeroporto militare di Pratica di Mare, dove è atterrato alle ore 23,18. Ad attendere il paziente c’era l’ambulanza della ‘Unità speciale di bioprotezione’ dell’Ospedale ‘Spallanzani’ di Roma, che è stata poi scortata dalle volanti della Polizia di Stato, coordinate dalla Prefettura di Roma, per la viabilità durante il trasferimento verso l’ospedale romano, qualificato per il ricovero e la gestione, in massimo isolamento, dei pazienti altamente infettivi.

La capacità medica di biocontenimento dell’Aeronautica Militare è sorta con il coordinamento del Ministero della Salute, del Ministero degli Affari Esteri e della Protezione Civile. Il personale medico e paramedico proviene dal Centro Sperimentale Volo di Pratica di Mare e dal Comando Logistico, Servizio Sanitario, sotto il coordinamento dell’Infermeria Principale di Pratica di Mare. Questo tipo di attività è una nicchia di eccellenza dell’Aeronautica Militare, che è tra le poche al mondo a poter effettuare trasporti di questo genere con mezzi adeguati e personale qualificato e costantemente addestrato. Sono state inoltre poste in essere forme di collaborazione con le Forze Armate di altri paesi (USA e Gran Bretagna), che attualmente hanno a disposizione analoghi sistemi di biocontenimento, nell’ottica di possibili coinvolgimenti in teatri operativi nei quali è prevista l’attività in ‘joint’ e ‘combined’. La barella ATI in questione, al rientro sull’aeroporto di Pratica di Mare, sarà sottoposta ad una serie di operazioni tendenti a bonificare la barella stessa, per poi essere pronta ad un futuro utilizzo, qualora se ne verificheranno le condizioni.

Questo trasporto reale di pazienti altamente infettivi è il quarto effettuato dall’Aeronautica Militare. Il primo a gennaio del 2006 per un malato altamente contagioso da Sassari a Milano Linate, per il successivo ricovero nell’ospedale di Sondalo (Sondrio); il secondo a maggio del 2007 per un paziente affetto da sospetta patologia altamente infettiva da Torino a Roma, per il successivo ricovero nell’ospedale ‘Spallanzani’ di Roma; il terzo a luglio del 2007 per una paziente affetta da una grave forma di tubercolosi polmonare resistente alle forme di terapie farmacologiche ad elevata infettività, trasferita dall’aeroporto di Alghero all’aeroporto di Orio al Serio (Bergamo), per il successivo ricovero presso l’Ospedale di Sondalo.

Comunicato AM

Nella cornice dell’Hotel Principe di Savoia, Air Dolomiti, Compagnia Regionale italiana del Gruppo Lufthansa e membro di Lufthansa Regional presenta i nuovi collegamenti dallo scalo di Milano Malpensa per le città di Perugia e Salerno.

Salerno e Perugia sono due importanti destinazioni: il centro storico di Salerno è molto suggestivo e si trova in prossimità di luoghi di richiamo turistico internazionale, Perugia è città simbolo della cultura italiana e vanta la presenza di una prestigiosa università.

Le due città possono godere ora di collegamenti giornalieri con Milano, capitale finanziaria d’Italia.

I nuovi voli saranno operativi a partire dal 2 novembre con l’ATR 42-500 da 46 posti.

Il collegamento Milano Malpensa – Salerno sarà attivo tutti i giorni, una volta al giorno nei seguenti orari:

  • Milano Malpensa – Salerno 1234567 09:20 – 11:15
  • Salerno – Milano Malpensa 1234567 16:45 – 18:40

Il volo Perugia – Milano Malpensa seguirà gli operativi sotto riportati:

  • Milano Malpensa – Perugia 12345.7 19:15 – 20:30
  • Perugia – Milano Malpensa 123456. 07:30 – 08:45

Per entrambe le destinazioni Air Dolomiti propone un’eccezionale tariffa a partire da € 79 one – way, tutto incluso.

I voli sono operati con codice EN in code share con Lufthansa: i passeggeri possono così godere di tutti i benefici derivanti dall’appartenenza ad un network internazionale come tariffe particolarmente favorevoli per i voli in prosecuzione, partecipazione al programma frequent flyer a livello globale “Miles & More”, assistenza e utilizzo delle strutture di terra di Lufthansa.

I nuovi collegamenti si inseriscono nella strategia commerciale di ampliamento del network e di ricerca di opportunità di mercato. Con questa operazione Air Dolomiti offre ai propri passeggeri collegamenti regionali creati su misura seguendo l’impostazione storica del vettore orientata alla strategia di marketing territoriale.

Per maggiori informazioni e per prenotazioni: Call Center Air Dolomiti al numero 045 2886140 o www.airdolomiti.it

Comunicato Air Dolomiti

imageLCROSS impact into Cabeus”: alle 13.33 del 9 ottobre, ora italiana, questo l’annuncio che tutti hanno letto sull’homepage del sito della NASA. Due minuti di ritardo sul previsto. I dettagli sono seguiti poco dopo. E hanno raccontato che il dirottamento di LCROSS a caccia di acqua sulla Luna dopo la sensazionale scoperta della presenza di molecole di ossigeno e idrogeno, almeno per ora è un promettente successo. Lo stadio finale del razzo Centauro, lungo tre metri e pesante due tonnellate, ha perfettamente centrato il cratere Cabeus, nei pressi del Polo Sud del nostro satellite, obbiettivo del lancio una volta archiviata la destinazione Cabeus A.

Cadendo a circa 9mila chilometri orari di velocità, Centaurus ha aperto nel cratere una voragine larga una ventina di metri e larga oltre tre. Ma soprattutto ha alzato un’enorme nuvola di polveri alta quasi due chilometri (in estensione fino a circa 10 chilometri) e di una massa stimata dai tecnici della NASA in oltre 350 tonnellate. E’ proprio dall’analisi di queste polveri che il mondo scientifico si aspetta quelle conferme che potrebbero rivoluzionare il ruolo della Luna nei prossimi programmi di esplorazione spaziale.

Se infatti dovesse essere confermata l’ipotesi che sembra più accreditata dopo i rilevamenti degli scorsi giorni fatti dagli strumenti NASA sulla sonda indiana Chandrayaan-1, e cioè che sulla Luna ci sia effettivamente acqua, ogni prospettiva cambierebbe. E un ritorno dell’uomo sul nostro satellite, presumibilmente con una base spaziale stabile entro il 2020, diverrebbe più plausibile. La zona dell’impatto è stata scelta con cura dai tecnici della NASA: l’area del Polo Sud del nostro satellite non è infatti mai interessata dai raggi solari ed è quella in cui le probabilità della presenza di riserve di ghiacci sotterranee sono più alte.

Comunicato ASI

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