Daily Archives: 1 settembre 2009

Stop per la prima missione lunare indiana

chandrayaan Stop per la prima missione lunare indiana

Fine anticipata per la “Missione da 79 milioni di dollari”, come l’aveva battezzata la stampa un anno fa. L’Agenzia spaziale indiana ISRO (Indian Space Research Organization) ha ufficializzato oggi quello che tutti si aspettavano ormai da sabato, quando da Bangalore avevano annunciato di aver definitivamente perso i contatti con Chandrayaan-1, il satellite senza equipaggio che orbitava attorno alla Luna dall’8 novembre scorso. “Abbiamo dovuto mettere fine alla missione – ha detto ai giornalisti il presidente dell’ISRO Madhavan Nair – perché non abbiamo più comunicazioni col velivolo”. Chandrayaan-1 aveva già avuto un paio di problemi, a un’antenna e ad un sensore, ma non era mai accaduto che perdesse contatto con la Terra. Il guasto definito “irreparabile” dal portavoce dell’ISRO S. Satish si è verificato al computer di bordo. Adesso “utilizzeremo i radar di Russia e Usa – spega ancora Satish – per seguire il percorso del satellite che orbiterà attorno alla luna ancora per un anno” prima di schiantarsi definitivamente sulla sua superficie.

Lanciata con grande enfasi mediatica il 22 ottobre dello scorso anno, la missione di Chandrayaan-1 ha rilanciato in grande stile il ruolo“spaziale” delle tigri asiatiche, India e Cina. Frutto di una grande partnership internazionale in cui hanno giocato un ruolo importante l’ESA, la NASA, l’agenzia russa ROSCOSMOS e l’Agenzia Aerospaziale della Bulgaria, la missione avrebbe dovuto durare due anni. Aveva tra i suoi principali obbiettivi una mappatura topografica completa in 3D della superficie lunare con la distribuzione delle risorse minerali e delle specie chimiche elementari. Particolarmente attesa era la ricerca dell’Elio 3, un isotopo molto raro sulla Terra che potrebbe giocare un ruolo energetico di primissimo piano in futuro, per la fusione nucleare.

Sono comunque già cominciati i preparativi per la missione Chandrayaan-2, che dovrebbe partire nel 2012 (ma si parla con insistenza di un probabile anticipo). Si tratta di un’altra spedizione senza equipaggio che, a differenza della sua omonima precedente, farà atterrare sulla Luna un rover incaricato di compiere esplorazioni e rilevamenti chimici. Anche in questo caso, è prevista un’ampia partecipazione internazionale (la Russia è già della partita). “Ci sarà posto per i payload di altre agenzie” ha assicurato  Madhavan Nair.

Comunicato ASI

Morte in diretta di un pianeta gigante

piane Morte in diretta di un pianeta giganteMorte, in diretta, di un pianeta. Il luttuoso evento si sta consumando lontano dal nostro sistema solare, a qualche milione di anni luce da noi: il pianeta WASP-18b, grande 10 volte e più il nostro Giove, sta per essere inghiottito dalla sua stella, WASP-18, grande 1-2 volte il nostro Sole.

L’esopianeta sparirà nella geenna cosmica in meno di un milione di anni. Un amen, nella scala astronomica dei tempi. A darne il triste annuncio sulla rivista Nature sono stati giovedì scorso Coel Hellier, ricercatore del Gruppo di astrofisica della Keele University, Regno Unito, e i suoi collaboratori. Hellier e i suoi non sono certi della morte del pianeta. Ma assicurano che entro una decina di anni avremo dati sufficienti per la definitiva conferma del catastrofico evento. Insomma, se non proprio alla morte assisteremo all’agonia del pianeta.

QUANTE STRANEZZE

La faccenda rivela non poche stranezze. A iniziare dalla stella, che con i suoi 630 milioni di anni (in realtà l’età è compresa tra un minimo di 530 e un massimo di 950 milioni di anni) è davvero giovane: ha un’età otto volte inferiore a quella del nostro Sole e della Terra, che vantano, anno più anno meno, 4,7 miliardi di anni.

Ciò rende WASP-18 la più giovane tra le 320 stelle della galassia intorno a cui abbiamo scoperto, negli ultimi dieci anni, pianeti orbitanti. La seconda stranezza è che il pianeta WASP-18b, con la sua gigantesca massa, ruota intorno al Sole in appena 0,94 dei nostri giorni. Un fulmine. WASP-18b è il pianeta più veloce finora conosciuto: l’unico che orbita intorno alla sua stella in meno di 24 ore. Ciò è reso possibile dal fatto, terza stranezza, che il pianeta dista dalla sua stella appena 0,05 unità astronomiche. Un’unità astronomica è, per convenzione, la distanza tra la Terra e il Sole, pari più o meno a 150 milioni di chilometri. Dunque WASP-18b dista da WASP-18 appena 7,5 milioni di chilometri. Solo dieci anni fa nessuno immaginava che pianeti così grandi potessero orbitare intorno a una stella. Oggi sappiamo che circa il 20% dei 320 esopianeti scoperti si trova a una distanza dalla propria stella inferiore a 0,20 unità astronomiche. Insomma, l’anomalia è rappresentata più dal nostro sistema solare.

A Saint Michel, in Bretagna, dove il mare in meno di un’ora si ritira di oltre venti chilometri e compie un salto di 15 metri, ogni giorno sperimentano quanto le forze di marea causate dalla piccola Luna. Possiamo, dunque, immaginare le forze di marea che la stella WASP-18 esercita sul pianeta WASP-18b. Queste forze, combinate con la velocità orbitale del pianeta e la velocità di rotazione della stella, fanno sì che WASP-18b stia precipitando a gran velocità su WASP-18. E in un milione di anni sarà inghiottito dalla stella. L’uomo dunque assiste, per la prima volta, alla morte di un pianeta. In realtà gli astronomi hanno bisogno di ulteriori dati per sciogliere la prognosi. Molti sono scettici per motivi statistici: il pianeta ha un miliardo di anni e averlo intercettato a un millesimo dalla fine è come aver vinto alla lotteria. In dieci anni sapremo la verità.

Fonte: L’Unità

Lufthansa definisce un accordo di code-sharing con JetBlue

logo Lufthansa definisce un accordo di code sharing con JetBlueUn accordo di code-sharing tra Lufthansa e la Compagnia aerea statunitense JetBlue offrirà ai clienti Lufthansa ulteriori opportunità di volo negli Stati Uniti e Porto Rico.

I voli JetBlue per le destinazioni di Buffalo, Syracuse, Rochester, Pittsburgh, Raleigh-Durham, Austin, New Orleans, Tampa, Fort Lauderdale, Fort Myers, West Palm Beach e San Juan saranno disponibili in futuro anche con numerazione di volo Lufthansa.

I passeggeri diretti a queste destinazioni potranno volare con Lufthansa da Francoforte e Monaco a New York JFK o Boston per poi proseguire comodamente con i voli in coincidenza JetBlue con numero di volo Lufthansa.

"Grazie a questo nuovo accordo di code-sharing, i nostri clienti beneficeranno di un ulteriore ampliamento del network. In aggiunta alle oltre 200 destinazioni in 78 Paesi in tutto il mondo, offriremo, insieme al nostro partner JetBlue, comodi collegamenti con numerazione di volo Lufthansa verso 12 nuove destinazioni negli Stati Uniti" afferma Wolfgang Schmidt, Direttore Generale di Lufthansa per l’Italia. "I quasi 50 voli settimanali operati da Lufthansa verso Boston e New York JFK, l’hub di JetBlue, consentono ai passeggeri italiani di utilizzare questi aeroporti come base ideale per raggiungere le nuove destinazioni. Questo rende la nostra Compagnia ancora più interessante per i passeggeri italiani, in viaggio per affari o per piacere, che potranno comodamente raggiungere le loro mete preferite come New Orleans e Pittsburgh" conclude Schmidt.

L’accordo di code-sharing è stato sottoposto oggi all’approvazione del Dipartimento dei Trasporti americano. Previa approvazione da parte delle autorità, i voli in code sharing saranno disponibili da fine settembre e potranno essere prenotati nelle agenzie viaggio, sui siti www.lufthansa.com e www.jetblue.com o contattando il Call Center Lufthansa al nr. 199 400 0441.

Nel gennaio dello scorso anno Lufthansa e JetBlue hanno concluso una serie di operazioni finanziarie per le quali Lufthansa ha acquisito una partecipazione del 15,6% in JetBlue. Il vettore statunitense, con sede a New York, offre ogni giorno 650 voli verso 56 destinazioni.

Comunicato Lufthansa