Monthly Archives: agosto 2009

Ryanair Cerca Agenzie Pubblicitarie

ryanair_ Ryanair invita le agenzie pubblicitarie in Germania, Italia e Spagna a diventare partner di Ryanair per vendere spazi pubblicitari su ryanair.com – il più grande sito web europeo dedicato ai viaggi. Ryanair ha gia’ lanciato con successo spazi pubblicitari non-travel sul sito Inglese e su quello Irlandese e sta ora cercando di estendere questo successo inserendo anche sul sito web Tedesco, Italiano e Spagnolo la pubblicita’ di terzi.

Ryanair trasporterà più di 67 milioni di passeggeri quest’anno ed il suo sito web, www.ryanair.com, riceve più di 15 milioni di visitatori unici ogni mese, cosa che lo rende il più grande sito web di viaggi in Europa. Più del 99% dei voli Ryanair viene prenotato online ed è necessario che i passeggeri ritornino sul sito per effettuare il check-in prima di partire – raddoppiando cosi’ la potenziale esposizione per gli inserzionisti tedeschi, italiani e spagnoli.

Il nuovo look del sito di Ryanair comprende due pannelli dedicati ai marchi non-travel — uno 120 x 600 "Skyscraper" e uno 300 x 250 MPU.

Aileen O’Mahony, Responsabile della pubblicità su internet, ha detto:

“All’inzio dell’anno Ryanair ha introdotto con successo la pubblicita’ online di terzi sul sito dedicato al Regno Unito e su quello Irlandese ed ora stiamo cercando di lavorare con agenzie in Germania, Spagna e Italia che possano vendere e gestire pubblicità online per ryanair.com in ciascuno di questi importanti mercati. Questa è un’incredibile opportunità che consente alle agenzie di rappresentare la più grande compagnia aerea Europea ed offre agli inserzionisti l’accesso a più di 67 milioni di consumatori”.

Le agenzie interessate a rappresentare Ryanair.com o che vogliano fare pubblicità, possono inviare i propri riferimenti a: sales@airportmarketingservices.com

Comunicato Ryanair

Aeroporto di Frosinone e Viterbo: la strada è ancora lunga

Non ci convincono affatto, le dichiarazioni della giunta regionale che hanno seguito la dura lettera del Ministro Matteoli indirizzata anche al governatore Marrazzo. Lettera in cui il Ministro ha espresso sconcerto per le procedure con cui la Regione ha arbitrariamente localizzato uno scalo aeroportuale a Frosinone. La Pisana ha di fatto disatteso in toto l’art. 117 della Carta Fondamentale del nostro ordinamento, che demanda l’intera materia degli “aeroporti civili” alla competenza concorrente tra Stato e Regioni; violando, inoltre anche la procedura prevista dal Codice della Navigazione per la pianificazione degli aeroporti che prevede, quantomeno, l’intervento statale attraverso l’istituzione di un comitato tecnico (composto dai rappresentanti delle Regioni, del Governo e degli enti aeronautici) con il compito di coordinare le politiche di sviluppo di tali aeroporti.

In poche parole, la giunta capitanata da Marrazzo ha, totalmente ed arbitrariamente, escluso dal proprio percorso decisionale le previste competenze statali che, sicuramente, avrebbero posto il veto allo scalo ciociaro,  per evitare un’inutile replica dello scalo viterbese già deciso da tempo.

Ma la pezza messa dalla Giunta è stata peggio del buco.

La Regione Laziosi legge nel comunicato – considera e ha sempre considerato il progetto di scalo aeroportuale di Viterbo un’assoluta priorità della propria azione di governo nel settore del trasporto aereo.

L’Amministrazione – continua il comunicato della giunta regionale – ha lavorato intorno a un’idea di vera e propria “regione del volo” per realizzare un progetto integrato di trasporto aereo che investe tanto sul ruolo di hub intercontinentale di Fiumicino, per la cui sorte si è tanto battuta come per quella di un’azienda di eccellenza come la AMS, quanto su quello di Viterbo come scalo internazionale e immaginando di valorizzare lo scalo regionale di Frosinone con una vocazione rispetto a voli charter e al turismo religioso.

Per questa ragione il percorso stabilito dalla Giunta per la realizzazione di entrambi gli scali corre parallelo, non potendo essere in alcun modo alternativo, a partire dalla dotazione infrastrutturale.

La realtà non è questa.

Mentre su Frosinone piovono da tempo copiosi finanziamenti da parte della Pisana, su Viterbo gli impegni regionali si limitano alla solita storiella della ferrovia Roma-Sant’Oreste, tutta in provincia di Roma, buona solo a collegare il centro commerciale “Soratte” alla Capitale.

Per Frosinone, invece, la Regione entra in ADF e diventa addirittura partner del progetto aeroportuale!

Se davvero la Giunta regionale crede nel progetto Viterbese, abbia il coraggio di investire realmente i 400 milioni di euro destinati alla ferrovia Roma-Sant’Oreste sulla Viterbo-Cesano, come da sempre richiesto dal Comune e dalla Provincia.

Ma il punto ben più grave è un altro. Se si fosse veramente trattato, come affermato ingenuamente dalla Giunta regionale, di due strutture con ruoli decisamente diversi (a Viterbo lo scalo nazionale e a Frosinone quello regionale), perché la Provincia di Frosinone ha promosso un ricorso al TAR contro l’assegnazione del terzo scalo del Lazio a Viterbo? Perché, visti gli attuali toni conciliativi dell’intera vicenda, il ricorso non è stato ancora ritirato? E se Frosinone non intendeva aggiudicarsi il ruolo di terzo scalo del Lazio, qualcuno, forse, ha sperperato soldi pubblici in un’inutile ricorso al TAR?

È bene sapere che la verità è questa: l’assessore regionale Scalia non si è mai arreso alle scelte governative. Poco tempo fa, quale presidente della provincia ciociara, nonostante i contrari pareri dell’ENAC, ha comunicato di voler realizzare un uno scalo di ben tre milioni di passeggeri (pochi meno di quanti ne fa Torino), cosa ben diversa da quando ebbe ad annunciare alcuni mesi orsono: “Stiamo lavorando per sviluppare il traffico leggero (aerotaxi e light jet), in forte espansione in Italia e nel mondo grazie anche alle caratteristiche eco compatibili dei nuovi aeromobili e alla riduzione dei loro costi di acquisto e gestione, che potrebbe sfruttare le infrastrutture eliportuali opportunamente adeguate”.

E ancora (http://www.ilgiornalino.net/content/view/1007/70/): “Sarà un aeroporto di interesse regionale e, per quanto riguarda la compatibilità aeronautica, ho già detto che, nell’ipotesi più prudente, senza utilizzazione del radar e con un impegno dell’aeroporto al 50% per 300 giorni l’anno, lo scalo di Frosinone assicurerà un movimento medio giornaliero di 16.728 passeggeri corrispondente a 5.018.400 passeggeri/anno…”.

In altre parole: funzionando al 50% lo scalo assorbirebbe tutto il traffico che oggi insite su Ciampino. Allora a che servirebbe realizzare Viterbo?

Se ciò non bastasse, si legga la pubblicazione (http://noaeroporto-ferentino-frosinone.blogspot.com/2009/04/un-aeroporto-nella-valle-del-sacco.html), a cura del Centro Studi Demetra, sul sistema aeroportuale del Lazio a cura di uno dei più agguerriti sostenitori dello scalo ciociaro, l’avv. Pierluigi Di Palma: “L’ipotesi di delocalizzazione del traffico di Ciampino su Frosinone si inserisce in un contesto infrastrutturale e viario e ferroviario già esistente, e conseguentemente l’opera aeroportuale può trovare un efficace utilizzo operativo nei tempi, 24 mesi necessari alla sola realizzazione dello scalo […]. L’aeroporto civile di Frosinone si configura come una infrastruttura di supporto e complementare al grande sistema romano […]. Il nuovo aeroporto può svolgere un ruolo specializzato, mirato a servire specifici segmenti, quali charter e low-cost, che trovano sempre maggiori difficoltà ad operare sia in un grande aeroporto intercontinentale all purpose, quale quello di Roma Fiumicino, per aspetti legati all’operatività ed ai costi, che nell’aeroporto di Roma Ciampino, per gli evidenti limiti di capacità raggiunti e le note problematiche ambientale che lo caratterizzano […].

Vi è di più. Secondo l’impostazione dello studio di fattibilità elaborato per conto di ADF spa – società che dovrebbe gestire l’aeroporto- lo scalo ciociaro dovrebbe avrebbe  una pista di volo lunga tra i 2.400 e 2.700 m e una capacità di traffico aereo prevista fino a 136 movimenti/giorno per un massimo di 5 milioni di passeggeri/anno. 

Guarda caso esattamente quello che si dovrebbe realizzare a Viterbo.

Traduzione: il nostro aeroportino “regionale” ciociaro è modulato per 5 milioni di passeggeri (per avere un’idea,Linate, terzo aeroporto italiano, ne fa quasi dieci milioni) e se lo facciamo prima di Viterbo risolviamo noi il problema Ciampino!

Non vediamo poi perché l’Opera Romana Pellegrinaggi trarrebbe maggiori vantaggi da Frosinone rispetto a Viterbo, non inferiore per luoghi d’arte e storia e tradizione cattolica.

Lo scalo viterbese potrebbe divenire più credibilmente “l’aeroporto dei pellegrini”, che transitando da Viterbo potrebbero facilmente recarsi a Roma,  ovvero da qui partire, per raggiungere le mete dei vari siti di culto.

Nell’ottica di un aeroporto low-cost questo offrirebbe indiscutibili vantaggi dal punto di vista dei costi, mantenendo, tra l’altro, un suggestivo e quanto mai importante collegamento con la tradizione e la storia dei pellegrinaggi che nei secoli hanno interessato la Tuscia.

Quindi le dichiarazioni della Giunta regionale, salvo quelle (in)espresse in buona fede, le rimandiamo al mittente, in attesa di impegni concreti da parte di un Regione che da troppi lustri ci tratta come figli di un dio minore. 

L’assessore all’aeroporto di Viterbo

Giovanni Bartoletti

Commissione ENAC visiterà siti in provincia di Agrigento per individuare possibili aree per eliporto e aviosuperficie

image Il Presidente dell’ENAC Vito Riggio rende noto che, come concordato in una precedente riunione di fine luglio, ha confermato in data odierna al Presidente della Provincia di Agrigento che l’Ente invierà nei prossimi giorni una Commissione tecnica a visitare alcuni siti in provincia di Agrigento che potrebbero essere adatti ad ospitare la realizzazione di un eliporto e un’aviosuperficie.

Tale Commissione successivamente relazionerà il Presidente che a sua volta informerà sull’esito dei sopralluoghi il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ove, infatti, all’esito dei predetti accertamenti, sussistessero le condizioni per la stipula di un accordo di programma si passerebbe in seguito ad individuare il soggetto che potrebbe realizzare l’opera.

Riggio evidenzia che qualora venisse individuato il sito adatto e fossero reperiti i fondi necessari per la realizzazione dell’eliporto e dell’aviosuperficie, si potrà avviare un’opera importante per i collegamenti regionali ed interregionali della Regione Siciliana, con la possibilità di eventuali sviluppi futuri.

Comunicato ENAC

Viterbo o Frosinone?

grob_tutor Non è passato l’ambiguo tentativo di scippare lo scalo a Viterbo: Il Ministro Matteoli, in una dura lettera indirizzata al sindaco di Viterbo, al governatore della Regione Marrazzo e al presidente dell’Enac ha espresso il proprio sconcerto per il comportamento della Regione Lazio. Quest’ultima, in spregio ai precetti costituzionali e al codice della navigazione aveva recentemente – con delibera di giunta – localizzato a Frosinone uno scalo aeroportuale che, secondo l’impostazione dello studio di fattibilità, avrebbe dovuto avere una pista di volo lunga tra i 2.400 e 2.700 m e, udite udite, una capacità di traffico aereo prevista fino a 136 movimenti/giorno per un massimo di 5 milioni di passeggeri/anno.

In un’Italia che va a rotoli, i peggiori danni si fanno proprio con l’approssimarsi della fine dei mandati elettorali e, meglio ancora, quando i cittadini stanno in villeggiatura. Ma stavolta la Regione ha proprio esagerato: è addirittura entrata in società con la ADF (soc. Aeroporto di Frosinone), in barba alle promesse fatte da Marrazzo sul suo concreto impegno a favore dello scalo viterbese.

In buona sostanza, la Regione Lazio, in assenza di alcun confronto con lo Stato, e nonostante i pareri negativi di ENAC, ENAV e Ministero della Difesa, ha arbitrariamente decretato l’ubicazione di un ulteriore scalo aeroportuale “regionale” (sic!) in Ciociaria, e di conseguenza il Consorzio ASI per lo sviluppo industriale di Frosinone ha pubblicato l’avviso di avvio del procedimento preordinato di esproprio dell’area aeroportuale e intermodale di Frosinone.

Ma la doccia fredda non ha tardato ad arrivare, difatti, il Ministro dei Trasporti è prontamente intervenuto per bloccare l’iniziativa regionale: infatti, se fosse passato il ragionamento distorto della Regine Lazio, ogni regione avrebbe potuto autonomamente determinare l’ubicazione di uno o più aeroporti nell’ambito del proprio territorio, senza una direzione nazionale, che valuti i necessari requisiti tecnici e d’insieme finalizzati alla crescita ordinata e coordinata del complessivo sistema aeroportuale Nazionale.

È pensare che paradossalmente le procedure di localizzazione aeroportuale sono state violate proprio dalla Provincia di Frosinone e dalla società Aeroporti di Frosinone. Tali soggetti, nel ricorso al TAR contro la decisione di localizzare il terzo scalo aeroportuale del Lazio a Viterbo, chiesero a gran voce il rispetto di quelle procedure che oggi hanno disatteso (o meglio provato a fare).

Nella lettera suddetta il Ministro ha ribadito che il prossimo settembre chiederà al Cipe di produrre un’apposita delibera programmatica attraverso la quale garantire le fasi realizzative dell’intero sistema aeroportuale già definite dai vari organismi, direttamente e indirettamente, interessati alla realizzazione dell’intervento.

È giunta una conferma ulteriore ed inequivocabile da parte del Ministro dei Trasporti, in rappresentanza del Governo, della serietà e della volontà di rispettare gli impegni presi per la realizzazione dello scalo di Viterbo.

L’assessore all’aeroporto di Viterbo

Giovanni Bartoletti

La Coppa del Mondo di parapendio (PWC) a Poggio Bustone

Dal 1 al 12 settembre a Poggio Bustone (Rieti) si terrà la finale della Coppa del Mondo di parapendio (PWC), schierati i 130 migliori piloti delle 26 nazioni che hanno partecipato alle precedenti tappe in Brasile, Corea, Turchia, Francia e Croazia. In palio il titolo di campione del mondo del circuito World Cup.

La conca retina è stata scelta per le eccellenti condizioni meteorologiche, adatte al volo in parapendio. Organizzata dalla associazione Alta Quota di Poggio Bustone con la collaborazione della Pro Loco e di Cornizzolo Eventi, il patrocinio del comune di Poggio Bustone, della provincia di Rieti e della regione Lazio, la manifestazione non nasconde  l’obiettivo di fare del volo libero un’attività di richiamo turistico. Infatti la competizione creerà un notevole movimento di persone tra addetti ai lavori, piloti in gara ed appassionati che convergeranno in loco per assistere alla gara.

Cerimonia d’apertura il 1 settembre, ore 20, in piazza Emo Battisti a Poggio Bustone, presenti il sindaco Alberto Cerroni, per la provincia il presidente Fabio Melilli e l’assessore allo sport Francesco Tancredi, i consiglieri regionali Annamaria Massini, Antonio Cicchetti e Mario Perilli, l’onorevole Guglielmo Rositani ed il senatore Angelo Maria Cicolani. Sfilerà il complesso bandistico di Poggio Bustone, mentre nella vicina piazza Regina Elena sarà imbandito un buffet per circa 250 tra ospiti e piloti.

Meteo permettendo, si disputerà una manche al giorno per determinare la classifica finale: i piloti s’innalzeranno in cielo dal decollo di Monterosato per toccare punti salienti del territorio sabino, con percorsi di decine di km lungo la pedemontana reatina. Le correnti d’aria ascensionali saranno l’unico motore dei parapendio, silenzioso ed in perfetta sintonia con l’ambiente.

Particolare risalto avrà la giornata del 5 settembre, quando la carovana della PWC si trasferirà in Abruzzo per disputare una prova con decollo da Campo Imperatore e atterraggio ad Onna, il paese che il recente sisma ha reso tristemente noto.

Gustavo Vitali – Ufficio Stampa FIVL – Federazione Italiana Volo Libero

Aeroporto di Viterbo? Tentano di scipparcelo!

Non è passato l’ambiguo tentativo di scippare lo scalo a Viterbo: Il Ministro Matteoli, in una dura lettera indirizzata al sindaco di Viterbo, al governatore della Regione Marrazzo e al presidente dell’Enac ha espresso il proprio sconcerto per il comportamento della Regione Lazio. Quest’ultima, in spregio ai precetti costituzionali e al codice della navigazione aveva recentemente – con delibera di giunta – localizzato a Frosinone uno scalo aeroportuale che, secondo l’impostazione dello studio di fattibilità, avrebbe dovuto avere una pista di volo lunga tra i 2.400 e 2.700 m e, udite udite, una capacità di traffico aereo prevista fino a 136 movimenti/giorno per un massimo di 5 milioni di passeggeri/anno.

In un’Italia che va a rotoli, i peggiori danni si fanno proprio con l’approssimarsi della fine dei mandati elettorali e, meglio ancora, quando i cittadini stanno in villeggiatura. Ma stavolta la Regione ha proprio esagerato: è addirittura entrata in società con la ADF (soc. Aeroporto di Frosinone), in barba alle promesse fatte da Marrazzo sul suo concreto impegno a favore dello scalo viterbese.

In buona sostanza, la Regione Lazio, in assenza di alcun confronto con lo Stato, e nonostante i pareri negativi di ENAC, ENAV e Ministero della Difesa, ha arbitrariamente decretato l’ubicazione di un ulteriore scalo aeroportuale “regionale” (sic!) in Ciociaria, e di conseguenza il Consorzio ASI per lo sviluppo industriale di Frosinone ha pubblicato l’avviso di avvio del procedimento preordinato di esproprio dell’area aeroportuale e intermodale di Frosinone.

Ma la doccia fredda non ha tardato ad arrivare, difatti, il Ministro dei Trasporti è prontamente intervenuto per bloccare l’iniziativa regionale: infatti, se fosse passato il ragionamento distorto della Regine Lazio, ogni regione avrebbe potuto autonomamente determinare l’ubicazione di uno o più aeroporti nell’ambito del proprio territorio, senza una direzione nazionale, che valuti i necessari requisiti tecnici e d’insieme finalizzati alla crescita ordinata e coordinata del complessivo sistema aeroportuale Nazionale.

È pensare che paradossalmente le procedure di localizzazione aeroportuale sono state violate proprio dalla Provincia di Frosinone e dalla società Aeroporti di Frosinone. Tali soggetti, nel ricorso al TAR contro la decisione di localizzare il terzo scalo aeroportuale del Lazio a Viterbo, chiesero a gran voce il rispetto di quelle procedure che oggi hanno disatteso (o meglio provato a fare).

Nella lettera suddetta il Ministro ha ribadito che il prossimo settembre chiederà al Cipe di produrre un’apposita delibera programmatica attraverso la quale garantire le fasi realizzative dell’intero sistema aeroportuale già definite dai vari organismi, direttamente e indirettamente, interessati alla realizzazione dell’intervento.

È giunta una conferma ulteriore ed inequivocabile da parte del Ministro dei Trasporti, in rappresentanza del Governo, della serietà e della volontà di rispettare gli impegni presi per la realizzazione dello scalo di Viterbo.

L’assessore all’aeroporto di Viterbo

Giovanni Bartoletti