Siamo contrari all’adozione da parte del nostro Paese della Direttiva 2009/12/CE, riguardante diritti e investimenti aeroportuali finché non verrà risolta la “questione Ciampino” – aeroporto fuorilegge, come ha dimostrato ARPA Lazio, e che ora si vuole inserire tra i 69 aeroporti della rete liberalizzata europea – e siamo contrari in generale all’impostazione che la direttiva da al quadro regolatorio aeroportuale.
Una impostazione poco trasparente e contraria agli interessi dei cittadini europei e secondo la quale le informazioni e le scelte sui diritti e sugli investimenti aeroportuali vengono demandate ad una rapporto tra solo tre interlocutori: compagnie aeree, gestori aeroportuali e una fantomatica autority nazionale indipendente, escludendo completamente le Istituzioni, i cittadini e il territorio dalle informazioni e dalle scelte.
Una impostazione scandalosa ed inaccettabile che contraddice i valori fondativi dell’Unione. Gli aeroporti sono infrastrutture che hanno un enorme impatto sull’ambiente, sul territorio e sull’economia ed è impensabile che le scelte siano affidate ai soli operatori economici con la mediazione di arbitri di comodo. L’attuale crisi finanziaria insegna che queste regolazioni non funzionano.
Si svolgerà oggi, 7 luglio, nelle sale della Camera dei Deputati, il convegno sugli effetti della direttiva 2009/12/CE e del regolamento CE 1008/08 promosso dal Centro Studi Demetra – importante “pensatoio” delle lobby aeroportuali italiane, presieduto dall’Avvocato dello Stato Di Palma che ricoprì in passato la carica di Direttore Generale dell’ENAC e che, secondo le sue stesse dichiarazioni, ha avuto un ruolo primario nello sviluppo del traffico low-cost in Italia.
Cogliamo l’occasione di questo convegno, al quale sarà presente anche il Vice-Presidente della Commissione Europea e responsabile per i trasporti Antonio Tajani, per invitare, le istituzioni nazionali, i parlamentari europei e gli operatori economici del trasporto aereo a ripensare questa impostazione del rapporto tra aeroporti, cittadini e territorio, incapace di risolvere i problemi tra infrastrutture aeroportuali e territorio che le ospita e generatore di conflitti, già presenti in tutta Europa, che non servono ne ai cittadini ne all’economia.
Il Presidente della Regione Lazio Marrazzo ha ripetutamente dichiarato che l’aeroporto di Ciampino è da chiudere al traffico civile a causa della sua collocazione in una zona troppo abitata e per la vicinanza con abitazioni, asili, scuole e ospedali.
Il Ministro delle Infrastrutture Matteoli ha concordato con i sindaci di Ciampino e di Marino che è indispensabile un provvedimento per ridimensionare l’attività aeroportuale, riportando Ciampino alla sua funzione primaria di Aeroporto di Stato.
Lo stesso Consiglio Comunale di Roma ha raccomandato al sindaco Alemanno di adoperarsi per risolvere il problema dell’aeroporto di Ciampino.
Dopo la conferma da parte di ARPA Lazio del superamento di ogni limite di legge previsto per l’inquinamento acustico aeroportuale, non si può dilazionare oltre la messa a norma di questo aeroporto.
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